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domenica 7 ottobre 2018

Non ancora tornati del tutto

Siamo tornati da una settimana ma ho l'impressione che non siamo davvero tornati. O forse è solo che siamo pronti a ripartire, anche se non sappiamo quando potremo farlo.
Io dopo una settimana devo ancora svuotare lo zaino, sta lì sopra la sedia della scrivania (o per terra, se devo sedermi) ed è ancora pieno di roba che prima o poi forse tirerò fuori solo nel momento in cui mi servirà (o mi servirà lo zaino, chi lo sa). Devo ancora riordinare le magliette e i jeans (ho messo tutto nel cassetto, ma non bene) e non mi va di farlo, come se idealmente fossero già piegati per la prossima valigia. Dav oggi mi ha detto che sta portando le maglie di suo fratello perché la sua roba è ancora tutta nella valigia e la valigia è ancora lì chiusa come quando è scesa dal furgone domenica.
Non sono una a cui piace viaggiare, non partirei mai per l'estero e cose del genere, e probabilmente neanche per chissà quale città laggiù, ma tornare a casa è stata dura, è stata davvero dura. Un po' perché dopo sei mesi che vivi insieme ti sei abituato a fare certe cose e tornare a vivere uno per parte bene o male è lo stesso un po' un trauma, un po' perché per una volta nella vita vorrei davvero uscire dal bunker e non vorrei perdere l'occasione e tornare indietro, e un po' perché nonostante tutto Jesolo era diventata un po' casa.
Ora tocca ricominciare tutto di nuovo, a partire dal trovarci un lavoro preferibilmente serio e mettere via qualche soldo, per poterci permettere di guardarci intorno e trovare un posto per noi. Vorrei fare l'ottimista, vorrei dirmi che a Jesolo ci ho messo esattamente 16 giorni a trovare il primo lavoro e 38 per trovare il secondo e il terzo (poi il fatto che i primi due non siano andati è un altro conto, mi secca di più per il secondo per il quale ho perso un sacco di tempo e di opportunità, ma dopotutto il terzo mi ha fatta incassare ed essere a casa a pranzo, e non è una cosa da poco quando in due si hanno gli orari sfasati di tre ore e rischi di non incrociarti mai). Posso anche dirmelo, e posso cercare di essere ottimista, ma non sono sicura che qui andrà altrettanto bene e altrettanto in fretta, mi servirebbe una botta di culo bella grossa.
La verità comunque è che per la prima volta nella vita voglio defilarmi, voglio fare dei progetti grossi, voglio che le cose girino dal lato giusto, perché ne ho bisogno (e chi lo sa, magari un po' anche me lo merito).

sabato 26 maggio 2018

Balle

Mi viene tantissimo da ridere in faccia a quelli che dicono cose tipo "vabbè dai, se il lavoro non va sarai fortunata in altre cose, tipo l'amore".
Raga, ho una notizia per voi. L'amore non è una questione di fortuna.
Potete pensare all'inizio "che fortuna ho avuto a incontrare questa persona", quel tipo di fortuna magari è ammesso, ma poi o vi rimboccate le maniche e fate qualcosa, oppure la fortuna non serve a niente. Non è che avete avuto una botta di culo all'inizio e quindi durerà per sempre, non è che allora potete fare gli stronzi o fregarvene della persona che avete accanto perché tanto siete fortunati in amore e andrà tutto bene.
BALLE.
Perciò forse è meglio che stiate attenti alle scemenze che dite, perché nella vita, se non vi date un po' da fare, non c'è fortuna che tenga.

martedì 10 aprile 2018

Non rovesciare

Domenica sono stata a lavorare. Che insomma, alla fine non è questa grande notizia, visto che la proprietaria mi aveva chiamata dicendo "ti faccio fare una prova", però mi ha pure detto che ci risentiamo in settimana, quindi può darsi che intanto due tre weekend mi vengano fuori.
La parte più importante di tutta la faccenda, comunque, è che non ho rovesciato niente. Non dovrei cantare vittoria così presto visto che può sempre capitare, ma portare già il primo giorno con una mano un vassoio con sopra due bicchieri di caffè shakerato (che sono tipo quelli del martini, vedete su Google se non ne avete idea) pieni fino all'orlo e nell'altra mano una coppa di gelato grossa come me e arrivare fino al tavolo con tutto intero (camminando sulle uova per tutto il tragitto ma comunque) è una gran cosa, o almeno così mi hanno detto i colleghi. Magari stavano solo cercando di rassicurarmi, chi lo sa.
Il tipo che fa la mattina è un figo molto gentile e mi ha insegnato a fare il caffè e a montare il latte (non ce la posso fare) e qualche altra cosa mentre c'era calma, e poi abbiamo passato mezz'ora con me che giuravo di avere 28 anni e lui che non ci credeva. Ormai non mi stupisco più, finisce sempre così.
La ragazza che è arrivata al pomeriggio invece è una abbastanza schietta e penso che lavori lì da un bel pezzo perché conosce i clienti e non si fa neanche troppi problemi a dire le cose.
Il posto non è male.
Io devo imparare un casino di cose e Dio sa se ce la farò.

sabato 24 marzo 2018

Il mare e altre novità

(Sto scrivendo dal cellulare, perciò se si impagina male non so cosa farci.)
Se ben ricordate, nell'ultimo post avevo parlato di strane idee sulla stagione e di bestemmie al sito del miur (che non mancano mai in realtà), quindi sono tornata per fare il punto della situazione.
Finalmente ho potuto inserire il modulo con la scelta delle scuole per la domanda del personale ata, dopo lunghe attese statali e dopo lunghe attese pure alla segreteria della scuola perché i tipi avevano sbagliato a battere i miei dati e il sistema non mi riconosceva quando tentavo di compilare la domanda per la scelta. Lasciamo stare le comiche e i giri che ho dovuto fare, sappiate solo che almeno sono inserita con le mie scelte e prima o poi uscirà sta benedetta graduatoria e speriamo di stare nella parte alta.
Nel frattempo comunque, per non farmi mancare la mia dose di ansia, ho fatto alcuni colloqui per la stagione a Jesolo. Uno era anche andato bene, ma poi le tipe hanno deciso di assumere la cugina (ma che strano, non si pratica il nepotismo in Italia, eh?) In ogni caso, ho parlato con altra gente, ho fatto un giro di curriculum (e probabilmente ne seguiranno altri) e Davide, che conosce metà della gente dei vari hotel/ristoranti ha attivato le orecchie paraboliche per cui se c'è qualche occasione sarò la prima a saperlo. Nel frattempo, anche se io sono ancora disoccupata, ci siamo trasferiti in un appartamentino a Jesolo, così lui è comodo per andare a lavorare (tre minuti a piedi tipo) e io per intanto sono comoda senza i miei (che insomma non erano supercontenti all'inizio ma poi hanno capito che non posso stare con loro per sempre eccetera e sono anche stati ragionevoli).
Perciò, se qualcuno mi sta leggendo, incrociate le dita per me, perché Dio sa quanto ho bisogno che le cose vadano bene.

domenica 8 aprile 2012

L'uovo extra large

Buona Pasqua!
Non so da voi, ma qua capita che delle associazioni o dei negozi mettano in palio uno o più uova di pasqua giganti. Funziona come la lotteria: si mette un numero (o più) e poi chi viene estratto se lo porta a casa. Indovinate chi l'ha vinto quest'anno?

domenica 27 febbraio 2011

Incontri ravvicinati del sabato sera

Ieri sera ero fuori coi contadini e, dopo aver giocato per un po’ a bowling (loro, io stavo a spettegolare allegramente con le mie amiche) siamo andati in un posto a bere qualcosa. Nella compagnia dei contadini c’è anche uno da Ponte, che dopo poco che c’eravamo seduti ha visto dall’altra parte del locale due tizi di cui ha praticamente urlato i nomi. Il che non sarebbe stato un problema, se i due in questione non fossero il fratello del migliore amico del mio ex (conosciuto come “lo scemo”) e un altro suo amico. Della serie: Dio, ti prego, fa che non sia qui anche lui. Mezzo infarto preventivo. Le mie amiche non ci avevano fatto troppo caso perché non si erano mai interessate troppo ai suoi amici. Nemmeno io, a dire il vero, però parlando venivano sempre fuori i loro nomi e così ho dovuto imparare ad associarli alle persone e tutto il resto.
Dopo il mezzo infarto, ho fatto finta di niente, come se non conoscessi nessuno, fino al momento in cui lo scemo è passato a due metri da me, fuori dalla vetrata del bar. Se Dio vuole, non mi ha visto. È rimasto fuori per un po’ a finire la sigaretta insieme ad altri suoi amici, poi è entrato nel momento preciso in cui noi ci stavamo alzando per andare via. Ho avuto una tale botta di culo che, quando avremmo dovuto incrociarci, lui si è girato a salutare qualcuno che aveva visto e mi ha dato le spalle. La verità è che non sono sicura che mi andasse di rivederlo, specialmente dopo che non lo sento da almeno un mese e mezzo, da quando abbiamo lasciato in sospeso la questione se vederci o no. Quando l’ho visto passare fuori dalla vetrata sono diventata viola, il che è tutto dire, quindi non penso che avrei avuto abbastanza faccia tosta da andare perfino a salutarlo. Forse è stato meglio che non se ne sia accorto.