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giovedì 24 giugno 2021

So hot

A casa dei miei dormivo sul pavimento.
Non nel senso che eravamo così pezzenti da non avere un letto, ma perché avevo caldo e caldo e ancora caldo. Nel letto mi pareva di andare a fuoco, nonostante la finestra aperta e tutto, quindi mi mettevo sul pavimento.
A casa dei miei non c'è il condizionatore, e io sinceramente mi chiedo come facevamo. Mia madre non fa testo, perché lei non ha caldo neanche sotto al sole (penso che abbia dei geni di lucertola) ma io e mio padre siamo quel tipo di persone che con un grado in più già le vedi con la faccia viola e affaticate che cercano un filo d'aria davanti al quale piazzarsi.
L'anno scorso nella casa vecchia siamo arrivati ad avere 32 gradi. Però era agosto.
Quest'anno, quassù al secondo piano, abbiamo già tranquillamente 29 gradi abbondanti, ed è appena giugno. Raga è appena iniziata l'estate e io già non ne posso più. La vera anticamera dell'inferno è l'estate in pianura padana, con l'umidità che praticamente non respiri aria ma acqua.
Qua si dorme nel letto, ma col ventilatore puntato. Che non fa il miracolo, ma piuttosto di niente ci si accontenta (per ora, poi cercheremo di mettere il condizionatore, dato che Dav suda pure le unghie dei piedi anche a stare fermo).
Ogni estate non faccio che dire "l'anno scorso non faceva così caldo" e sono sempre più sicura che non sia una lamentela ma una constatazione.
Gli unici che se la godono sono i cactus sul terrazzo.

martedì 17 luglio 2018

Il conto alla rovescia

Non so se a voi capita, ma io quando inizio a fare un conto alla rovescia per qualcosa, poi è finita e non riesco a pensare ad altro.
Tipo, mettiamo che mi manchino 50 giorni di lavoro (non lo so in realtà, dipende se a settembre mi fa fare i weekend o cosa). Io finisco per passare la giornata a pensare "mi mancano 50 giorni" e nel pomeriggio "mi mancano tot ore prima di andare a lavorare" e mentre sono al lavoro "mi mancano tot ore (spero) prima di tornare a casa" e quando torno a casa "mi mancano 49 giorni" e avanti così in loop.

martedì 19 giugno 2018

Gente che litiga

I nostri vicini del piano di sopra litigano tantissimo. Oserei dire che quando sono a casa non fanno altro che litigare, li si sente che urlano ogni tre per due.
Non so per cosa litigano, perché di certo non mi metto alla porta ad ascoltare i loro discorsi.
Però so che lui la chiama spessissimo tr*ia e pu**ana e con altre parole del genere, e per dirvi la verità sono stanca di sentirlo.
Io non potrei mai stare con qualcuno che mi chiama così, specialmente se non ho fatto niente per meritarmi un appellativo del genere (e anche nel caso lei abbia fatto qualcosa, io non ne ho idea, non mi pare lo stesso il caso). Anzi, non potrei mai stare con nessuno che mi chiama così e basta.
Perciò, per piacere, se il vostro ragazzo, marito o quello che è vi insulta, voletevi bene, mandatelo affanculo e andate via. Lasciatelo, perché non meritate di essere trattate così.

Ps: non è un post femminista o cose così, è solo una piccola riflessione che mi è venuta l'altra notte mentre cercavo di dormire e i due se le cantavano. Il discorso ovviamente vale anche se vi picchia o non vi rispetta o cose del genere.

sabato 26 maggio 2018

Balle

Mi viene tantissimo da ridere in faccia a quelli che dicono cose tipo "vabbè dai, se il lavoro non va sarai fortunata in altre cose, tipo l'amore".
Raga, ho una notizia per voi. L'amore non è una questione di fortuna.
Potete pensare all'inizio "che fortuna ho avuto a incontrare questa persona", quel tipo di fortuna magari è ammesso, ma poi o vi rimboccate le maniche e fate qualcosa, oppure la fortuna non serve a niente. Non è che avete avuto una botta di culo all'inizio e quindi durerà per sempre, non è che allora potete fare gli stronzi o fregarvene della persona che avete accanto perché tanto siete fortunati in amore e andrà tutto bene.
BALLE.
Perciò forse è meglio che stiate attenti alle scemenze che dite, perché nella vita, se non vi date un po' da fare, non c'è fortuna che tenga.

sabato 3 febbraio 2018

Update

Sono tre mesi e mezzo che non scrivo nel blog. Non ha quasi senso. Ogni tanto mi sono detta "dai kat, apri quel cavolo di computer, prendi il cellulare, entra nel bloggo e dai un segno di vita" ma poi non l'ho mai fatto.
Ma oggi è un sabato pomeriggio un po' grigio (come molti altri in verità) e sto sincronizzando il kobo quindi intanto sono passata di qua (tra l'altro mi dico di continuo che non devo scaricare 10 libri alla volta ma poi lo faccio sempre e quindi la lista dei libri da leggere sta diventando essa stessa un libro).
Non ci sono grosse novità in realtà, i giorni si susseguono simili, aspetto la botta di culo del curriculum fortunato, aspetto di sapere se entrerò nella graduatoria del personale ata per cui ho fatto la domanda ancora ad ottobre (sempre molto veloci quando si tratta di cose statali, eh?), aspetto di sapere cosa finirò a fare questa estate (sempre che io finisca a fare qualcosa, la madre dice che dovrei trovarmi un buco a Jesolo con Davide e fare la stagione là, la qual cosa suona contemporaneamente benissimo e malissimo perché francamente non so dove sbattere la testa ma lasciamo stare. Se se ne fa qualcosa ve lo racconto più avanti).
Nel frattempo, tra un'attesa e l'altra, sto facendo come al solito il doposcuola, e quest'anno vi giuro un colpo di culo immane, i ragazzini di terza sono così tranquilli che possiamo pure berci il caffè nel frattempo, non come gli altri anni che tu giri l'occhio e loro rovesciano il tavolo (per fortuna).
Sono a 5/50 nella Goodreads Challenge (1 libro di vantaggio) e me la sto pure prendendo comoda.

giovedì 20 luglio 2017

Scottature

In questo mese siamo stati al Piave tre volte (due delle quali a distanza di tre giorni una dall'altra).
La prima volta, con la crema, sono tornata a casa tipo più bianca di quando sono uscita (ma piena di brillantini, io sta cosa della crema coi brillantini non l'ho capita).
La seconda volta, senza crema, sono tornata a casa tipo viola sulle spalle, ma mi sono data la crema per le scottature con l'idrante ed è passato in fretta.
La terza volta, con solo un po' di crema sopra la parte già arrosta, sono tornata di un colore che butta al rossiccio ma che potrebbe passare per abbronzatura.
Non capisco perché devo sempre passare per lo stadio "bruciacchiato" prima di prendere un colore decente.
Comunque, ora che mi sono scottata dovrei essere a posto, e siccome l'estate dura (astronomicamente) altri due mesi, faccio in tempo di diventare nera come un watusso (seh, certo. kat illusa).
In biblio alcuni mi hanno chiesto se quest'anno vado in montagna (che data l'afa che sta cercando di venire su di nuovo non sarebbe neanche una brutta idea) ma ho detto che quasi certamente no. Hanno fatto la faccia da "come no, ci vai sempre, e la sinusite?" e poi hanno chiesto solo: "perché no?". Li ho guardati con la faccia che uso quando i ragazzini del doposcuola mi fanno delle domande sceme e ho detto: "perché quest'anno non sono più da sola". Il che significa una cosa tipo: già ci vediamo poco, mi secca anche solo l'idea di andarmene su una settimana e mangiarmi anche quel poco tempo che abbiamo. Chi lo sa, magari ci andremo insieme alla fine della stagione, o quest'inverno (sempre che io non lavori, che sarebbe un'idea ma il discorso è sempre quello. Addirittura Garanzia giovani mi manda le mail "iscriviti a Crescere in digitale!", poi vai sul sito e non ti fa passare né con l'account Google né con la mail. E che cazzo, vi godete a trollarmi?).

sabato 18 luglio 2015

Crepo dal caldo

Tutti gli anni, ogni anno, in estate, la mia domanda è sempre la stessa: “ma l’anno scorso faceva davvero così tanto caldo?”. Probabilmente ho qualche genere di problema con la memoria a lungo termine del caldo, ma sul serio ho sempre l’impressione che faccia più caldo del necessario. MOLTO più caldo.
Cioè, ricordo battute sul fatto che mi sarei chiusa nel congelatore o che avrei dormito sul tappeto e ricordo molto chiaramente un pomeriggio di fine luglio di un paio d’anni fa (credo) in cui veramente fare un movimento qualsiasi anche nel bunker mi faceva sudare e la maglietta era così bagnata che pareva avessimo fatto i gavettoni. Quello è stato veramente il punto in cui ho detto: “CIOÈ, NO, NON HA MAI FATTO COSÌ CALDO”.
Però davvero, quando vedi l’Arpav che ti mette 39°C di massima per domenica ti prende male.

domenica 12 luglio 2015

L'estate addosso

Prima che il vento si porti via tutto
e che settembre ci porti un strana felicità,
pensando a cieli infuocati,
ai brevi amori infiniti
respira questa libertà.

Stavo ascoltando questa canzone di Jovanotti (che non riesco a capire come sia possibile che uno a cinquant'anni non sia ancora capace di dire la S) e mi è sorto un pensiero random della domenica, una cosa tipo: perché l’estate è equiparata al mare? Io personalmente odio il mare. Probabilmente è perché al sole mi ustiono e divento color aragosta e perché nuoto più o meno come un ferro da stiro (pensate a come può nuotare bene un ferro da stiro, e avrete una chiara idea di come nuoto io). E soprattutto, perché passa questa idea che l’estate sia una specie di stagione libera e dissoluta in cui uno fa tutto quello che gli passa per la testa e si innamora come mai prima nella sua vita e cose così? Tra l’altro, pensateci bene, questo genere di cose io non riesco a immaginarmi di farle in montagna. Sarà che in montagna sei vestito e che ad andare su e giù per i sentieri non ti resta tempo per fare il cretino la sera, vuoi solo arrotolarti nel letto come un cotechino e dormire per sempre.
Anche se, a dire il vero, non riesco a immaginarmi neanche di farle al mare, ma forse qusto è un problema mio.

giovedì 26 giugno 2014

#4

Giorno #4
Lo stagista di questa settimana è un gran figo. Peccato solo che ha otto anni meno di me.

(non credo che lo stia leggendo, visto che non mi ha ancora accettata su Facebook, comunque è solo la verità)