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martedì 23 settembre 2014

Teaser Tuesday/46

Il Teaser Tuesday è stato inventato dal blog Should Be ReadingLe regole sono le seguenti:
1. prendi il libro che stai leggendo
2. aprilo a una pagina a caso
3. copia uno spezzone della pagina (senza fare spoiler!), riportando anche titolo e autore.
Naturalmente potete scrivere nei commenti qui sotto il vostro teaser.

Ecco il teaser di questa settimana:

A differenza di questi pazienti postencefalitici, le persone con il comune morbo di Parkinson di solito non sperimentano allucinazioni visive finché non sono in cura con i farmaci da mesi o anni. Negli anni Settanta, ormai, diversi di questi miei pazienti avevano cominciato ad avere allucinazioni in prevalenza (anche se non esclusivamente) visive. A volte esse iniziavano sotto forma di reti, filigrane o altri motivi geometrici; vi erano anche pazienti che sperimentavano fin dall’inizio allucinazioni complesse, di solito di animali e persone. Tali visioni potevano sembrare assolutamente reali (un paziente fece una brutta caduta inseguendo un topo allucinatorio); ben presto, però, i pazienti imparavano a distinguerle dalla realtà e a ignorarle.
Oliver Sacks - Allucinazioni

martedì 12 agosto 2014

Teaser Tuesday/40

Il Teaser Tuesday è stato inventato dal blog Should Be ReadingLe regole sono le seguenti:
1. prendi il libro che stai leggendo
2. aprilo a una pagina a caso
3. copia uno spezzone della pagina (senza fare spoiler!), riportando anche titolo e autore.
Naturalmente potete scrivere nei commenti qui sotto il vostro teaser.

Ecco il teaser di questa settimana:

Alle 19.20 il dottor Leslie Ottinger, un altro chirurgo, arrivò in sala operatoria. Aveva appena terminato un'operazione di sei ore nella sala 8 che aveva comportato un intervento su una ferita da schiacciamento sulla coscia di un paziente. Moncure, senza alzare gli occhi, gli disse: «Nel tuo caso i vasi sanguigni erano intatti?»
«No», rispose Ottinger. «L'arteria e la vena femorale erano completamente schiacciate. Erano separate di tre centimetri».
«Come sta adesso il paziente?».
«Bene», rispose Ottinger. Per qualche istante guardò la dissezione della mano. «Avete già trovato l'arteria radiale?»
«L'abbiamo scalfita per errore», disse Moncure.
«Be', è un modo come un altro per trovarla», disse Ottinger uscendo.
Michael Crichton - Casi di emergenza

martedì 18 settembre 2012

Medicina e dintorni

Su Italia 1 stanno replicando E.R. Alcune mattine che avevo la forza di tirarmi su dal letto mi sono anche alzata appositamente per guardarlo, dato che hanno avuto la malaugurata idea di trasmetterlo alle 8.45 (e secondo me inizia anche prima, dato che stamattina ho acceso alle 8.42 ed era già iniziato). E.R. è sempre stato il mio telefilm preferito, fin da quando avevo sette anni, che ancora prima che iniziasse iniziavo a tremare e a volte mi veniva anche da vomitare (penso in previsione del sangue che avrei visto) ma dovevo guardarlo. E prima che ve lo chiediate, a casa mia i telefilm si guardano se li guarda mio padre, e quindi lui lo guardava e io mi fermavo perché mi piaceva. All’epoca ero anche innamorata di Carter (e poi, chi non lo era?). Sì, c’era anche Clooney ma probabilmente a sette anni lo trovavo troppo vecchio. Carter, essendo tirocinante al terzo anno, avrebbe dovuto avere, non so, ventuno, ventidue anni.
Perché ve lo sto raccontando? Perché metà di me ha sempre voluto fare medicina. Forse avrebbe potuto essere davvero la mia strada, è una cosa che mi interessa, ma ho troppa paura di ammazzare qualcuno. E lo so qual è la replica ovvia: vai a fare una specializzazione “pulita”, tipo dermatologia. Ma la dermatologia non mi interessa. E ve lo dico sul serio, perché di dermatologi ne ho passati vari durante la fase di acne adolescenziale (alla faccia dell’adolescenza, i brufoli in faccia mi sono durati dalla quinta elementare alla seconda superiore, e avreste dovuto vedere che campo minato) e alla fine non fanno quasi niente. Ti danno un’occhiata, ti scrivono la ricetta. A volte non si mettono neanche i guanti. Non so, forse mi sarebbe potuta interessare pediatria. Ma a dirvi il vero a me piace molto il cervello e come funziona. Non so, forse neurologia poteva essere una scelta azzeccata.
E poi, vi dirò, ammazzerei per potermi mettere una di quelle divise verdi da dottori. Vi giuro, l’ho sempre sognata.