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giovedì 8 novembre 2012

Qual è il tuo colore preferito?

Al centro estivo una delle prime cose che ti chiedono i bambini è qual è il tuo colore preferito. Sono anche abbastanza sicura che per loro “qual è” si scriva con l’apostrofo, ma è un altro discorso.
La top 5 delle domande in genere è una cosa del tipo:
0. come ti chiami (se non gliel’hai già detto o non porti un cartellino)
1. quanti anni hai e quand’è il tuo compleanno
2. se hai fratelli/sorelle
3. qual è il tuo colore preferito
4. dove abiti e se abiti da sola (quando hai vent’anni per loro sei automaticamente abbastanza grande, evidentemente)
5. se vai a scuola/all’università
Il mio colore preferito è l’arancione. Non so bene quando lo è diventato. Una volta il mio colore preferito era l’azzurro. In compenso, il rosa l’ho sempre detestato.
Chissà se c’è qualche maniera di inquadrare la gente a seconda del colore che gli piace. Deve esserci, sennò i bambini non si preoccuperebbero così tanto di chiederlo. Io mica vado in giro a informarmi sui colori. Ma forse io non ho più sei anni e mi sfugge qualcosa.

lunedì 2 gennaio 2012

Tutti allergici alla tecnologia

Oggi sono stata a fare la spesa con mio padre, per salassarci allegramente già il secondo giorno dell'anno. Non vi dirò che i prezzi sono lievitati, perché potete arrivarci da soli. Però siccome erano in promozione ho preso una coperta, visto che mia madre aveva detto l'altro giorno che doveva comprarne un'altra. Indovinate di che colore? Arancione, esatto. Anche perché l'alternativa era rosa. I maschi si attaccano, eh.
Mio padre, siccome non aveva niente da fare mi ha chiesto di mettergli su un film di quelli sul Vietnam che gli ha passato  mio zio, nella fattispecie Platoon. Io odio quel genere di film. Grazie a Dio stasera danno La Bella e la Bestia. Che poi, gliel'ho spiegato tre volte ma ancora non ha capito come funziona la selezione del film dal disco esterno. La verità è che non gli interessa imparare, come col cellulare. E se non smette di chiamare il mio computer "la macchina" e il disco esterno "la scatoletta" penso che lo lioflizzerò.
Mi sa che ieri  mattina devo essermi alzata con una buona dose di cinismo attaccata, perché è due giorni che sono così e non accenna ad andarsene.

domenica 14 agosto 2011

Almost ferragosto

Veramente il mio ha i trattini
al posto dei numeri,
ma per il resto è fatto
esattamente così.
Sono incavolata come una iena col mal di denti, il mio orologio è in sciopero da oggi pomeriggio e non so perché. Ha iniziato rimanendo indietro di cinque minuti in un quarto d'ora e ha finito per fermarsi alle cinque e un quarto e restare così fino alle dieci meno dieci. Quello che non capisco è perché la lancetta dei secondi continua a girare. Voglio dire, se fosse colpa della batteria dovrebbe fermarsi del tutto, no? Invece minuti ed ore stanno fermi e i secondi scorrono lo stesso. Mentre aspetto di portarlo a sistemare (spero molto vivamente che si possa sistemare, perché non voglio comprare un orologio nuovo) mia madre mi ha prestato il suo, che avrà qualcosa come trent'anni e va ancora a carica manuale. Scommetto che mi dimenticherò in bomba di caricarlo. Che poi, cavolo, proprio di domenica doveva piantarsi? E proprio nella settimana di ferragosto. 'fanculo.
Ma lasciamo perdere e parliamo di qualcosa di più edificante. A ferragosto (che poi sarebbe la festa dell'Assunta) c'è sempre la processione con la statua della madonna sul carro (n rimorchio da trattore con le sponde abbassate e bardato tutto di bianco e azzurro) e a tirare/spingere il carro don Bepi ci manda i ragazzi che nell'anno compiono 18 anni. A sentire lui dovrebbe essere un onore. A dire il vero è una faticaccia e ti viene anche mal di schiena perché è basso (sì, l'ho fatto anche io, magari no). L'anno scorso, per la gioia del prete i ragazzi che si sono presentati erano in 2 (due, esatto). Non erano mai stati così pochi. Del mio anno eravamo una decina, che non era neanche male su una classe di 22, ma ogni anno vanno calando, nonostante le classi siano sempre più numerose. Si accettano scommesse su chi ci sarà quest'anno.
Stanotte ho anche finito di leggere l'ultimo libro di Jonathan Stroud, L'anello di Salomone, ma non ho voglia di fare una recensione anche qui, per cui andate a leggervela sulla mia libreria di anobii.
E poi, se tutto va bene (e andrà, perché ho deciso io) giovedì arriva la Austro. ♥
I miei amici, specialmente Marco, sono già curiosi come delle scimmie e mio padre mi sta facendo una valanga di domande. Credo che si preoccupi di fare brutta figura.

giovedì 7 ottobre 2010

Tazza

Domenica avevo buttato per terra (per sbaglio, ovviamente) la mia tazza preferità (nonché l'unica, a dire il vero). Tre pezzi e due schegge. L'ho riattaccata con l'attak (incollandomi anche le dita nel frattempo) ma ovviamente non posso più berci dentro. Non è che spande, ma mia madre non si fida, sai mai che il te a temperature da fusione nucleare non fonda anche la colla.
Quindi oggi pomeriggio sono stata a fare un po' di spesa coi miei, e in cima alla lista, subito dopo al dentifricio per i miei poveri denti sensibili (se a vent'anni non sono padrona di bere acqua fredda dopo la pastasciutta calda, a ottanta che faccio?) c'era scritto "tazza" a caratteri cubitali. L'ho trovata, zuzu (su emmessenne "zuzu" è la faccina seria che annuisce). E di che colore, indovinate? Esatto, arancione! Ho una malsana passione per quel colore. Tra l'altro, ha anche le scritte stronze, alla Anita Blake. Ero convinta che tazze del genere esistessero solo nei libri. Oppure, solo in America.
Domani la provo.