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lunedì 16 settembre 2013

Cinque telefilm che non smetterei mai di guardare

Non sono una che guarda molto la televisione, però questo weekend sono ricominciate le mie serie tv preferite (non tutte, ma alla Rai non si comanda), il che significa che ora ho tre sere occupate per guardare la tivvù e sapere come vanno a finire le cose.
Le mie serie preferite, che non smetterei mai di guardare, sono:
1. E.R. medici in prima linea (lo so che è finita, ma il primo amore non si scorda mai)
2. NCIS
3. Castle
4. Elementary (sull'onda della serie, ho anche letto tutto Sherlock Holmes, e quando dico "tutto" intendo proprio tutto)
5. NCIS Los Angeles / Body of proof (a pari merito, perché dopotutto anche i cadaveri hanno un certo fascino)

martedì 16 ottobre 2012

Cose che succedono solo nei telefilm

Se questo fosse un telefilm americano, adesso uscirei dalla mia stanza calandomi dall’albero (che guarda caso ha i rami fin dentro alla finestra) ed entrerei in quella del mio migliore amico, che ovviamente abita nella casa accanto, come niente fosse, magari scalando il supporto per la glicine o qualcosa del genere.
Ma questo non è un telefilm americano, io ho l’inferriata alle finestre e il mio migliore amico non abita più a cinquanta metri da me (e anche quando ci abitava, dovevo comunque entrare dalla porta d’ingresso, e magari anche salutare i suoi). Questo per dire che cresciamo pensando che sia tutto così facile, e invece il mondo ti frega. E che non sempre c’è qualcuno disposto a stare ad ascoltarti alle tre di notte come se niente fosse, anzi, che a volte nessuno vuole ascoltarti, neanche se l’orario è più decente.

Avrei proprio bisogno di un abbraccio, ma incredibilmente forte, da non farmi respirare, da sentire che c’è qualcuno che mi vuole bene e mi tiene al caldo, che qua i giorni si fanno sempre più bui e freddi. Se questo fosse un telefilm americano, potrei mettermi ad abbracciare una persona a caso per strada, e poi potrebbe addirittura succedere che diventasse il mio ragazzo. Ogni tanto sarebbe figo vivere in un telefilm.

martedì 18 settembre 2012

Medicina e dintorni

Su Italia 1 stanno replicando E.R. Alcune mattine che avevo la forza di tirarmi su dal letto mi sono anche alzata appositamente per guardarlo, dato che hanno avuto la malaugurata idea di trasmetterlo alle 8.45 (e secondo me inizia anche prima, dato che stamattina ho acceso alle 8.42 ed era già iniziato). E.R. è sempre stato il mio telefilm preferito, fin da quando avevo sette anni, che ancora prima che iniziasse iniziavo a tremare e a volte mi veniva anche da vomitare (penso in previsione del sangue che avrei visto) ma dovevo guardarlo. E prima che ve lo chiediate, a casa mia i telefilm si guardano se li guarda mio padre, e quindi lui lo guardava e io mi fermavo perché mi piaceva. All’epoca ero anche innamorata di Carter (e poi, chi non lo era?). Sì, c’era anche Clooney ma probabilmente a sette anni lo trovavo troppo vecchio. Carter, essendo tirocinante al terzo anno, avrebbe dovuto avere, non so, ventuno, ventidue anni.
Perché ve lo sto raccontando? Perché metà di me ha sempre voluto fare medicina. Forse avrebbe potuto essere davvero la mia strada, è una cosa che mi interessa, ma ho troppa paura di ammazzare qualcuno. E lo so qual è la replica ovvia: vai a fare una specializzazione “pulita”, tipo dermatologia. Ma la dermatologia non mi interessa. E ve lo dico sul serio, perché di dermatologi ne ho passati vari durante la fase di acne adolescenziale (alla faccia dell’adolescenza, i brufoli in faccia mi sono durati dalla quinta elementare alla seconda superiore, e avreste dovuto vedere che campo minato) e alla fine non fanno quasi niente. Ti danno un’occhiata, ti scrivono la ricetta. A volte non si mettono neanche i guanti. Non so, forse mi sarebbe potuta interessare pediatria. Ma a dirvi il vero a me piace molto il cervello e come funziona. Non so, forse neurologia poteva essere una scelta azzeccata.
E poi, vi dirò, ammazzerei per potermi mettere una di quelle divise verdi da dottori. Vi giuro, l’ho sempre sognata.