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lunedì 3 febbraio 2014

Ti amo, ti odio, mi manchi

And when it rains 
will you always find an escape? 
Just running away 
from all of the ones who love you 
from everything 
you made yourself a bed 
at the bottom of the blackest hole.

C'è qualcosa di sbagliato nel fatto di non vedere una persona per mesi, molti mesi, credere che sia tutto a posto, di essertene dimenticata, e poi casualmente incontrarla e renderti conto che ti piace e che allo stesso tempo detesti l'idea di averla rivista perché stavi così bene prima. Che poi, come se non bastasse, io dovrei essere gentile, fare finta che non me ne freghi assolutamente un emerito cavolo, invece vorrei rompergli il Mac sulla testa, ma siccome non posso, divento cinica e sarcastica nella migliore tradizione dei difetti di kat.
La verità è che non mi piace. Non può piacermi, con tutte le scemenze che fa (volontariamente). Non deve, in ogni caso.
Peggio per me, insomma.

sabato 17 marzo 2012

Miele, lana e occhiali

Tra mezzora vado al cg, ma intanto ho pensato che potevo passare da queste parti a raccontarvi cosa succede. Sabato scorso siamo usciti a fare le foto per la caccia fotografica e siccome Marco si è fatto prendere la mano ne ha scattate 118 (io ieri le ho visionate), e ne dobbiamo scegliere 10. Non dico altro. Oggi pomeriggio sarà lunga. Nel frattempo, ieri sera (prima che iniziasse NCIS: L.A.) mia madre mi ha insegnato a fare il punto dritto, ma non mi viene mica tanto bene. Ho fatto due o tre giri prima di guardare la tivù e poi, mentre mio padre guardava Blue Bloods io sono rimasta lì a cercare di capire come non farmi cadere tutti i punti mentre facevo il dritto. A un certo momento mi sono ritrovata con due punti di troppo e con una riga assurda di buchi (cioè errori) e mi sono demoralizzata e ho disfatto tutto di nuovo, perché non aveva senso continuare a fare sbagli sopra gli sbagli. Oggi è andata un po' meglio, ma credo che alla fine la sciarpa la farò tutta a rovescio, oltre ad essere più semplice, mi pare che viene anche più cicciotta e soffice.
Ieri a pranzo ho rifatto i pancakes. Mio padre mi ha chiesto cos'erano, se erano frittate, e gli ho detto di non preoccuparsi, che se non gli piacevano li mangiavo io senza nessun problema. Infatti me ne sono fatti fuori tre col miele, perché ultimamente mi è venuto lo schizzo del miele. Mangio miele direttamente dal barattolo col cucchiaio oppure lo spalmo sulle fette di pan carrè. Sono strana? Chissene. L'unico problema è che poi mi cadono le gocce sulla tastiera e non vi dico a toglierle. Ah, e giusto perché lo sappiate, io mangio i pancakes a mezzogiorno perché in genere quando mi alzo verso le undici salto la colazione e passo direttamente al pranzo.
Mercoledì devo anche andare dall'oculista. Quanto scommettiamo che mi dice che sì, potrei operarmi ma è meglio se ci penso ancora un po'? A dire il vero io non ho nessun problema a portare gli occhiali, anzi, mi sentirei strana senza, ma questa storia dell'operazione salta fuori da dieci anni ogni volta che vado a farmi vedere. Non so se lo dice per abitudine o cosa.

domenica 27 febbraio 2011

Incontri ravvicinati del sabato sera

Ieri sera ero fuori coi contadini e, dopo aver giocato per un po’ a bowling (loro, io stavo a spettegolare allegramente con le mie amiche) siamo andati in un posto a bere qualcosa. Nella compagnia dei contadini c’è anche uno da Ponte, che dopo poco che c’eravamo seduti ha visto dall’altra parte del locale due tizi di cui ha praticamente urlato i nomi. Il che non sarebbe stato un problema, se i due in questione non fossero il fratello del migliore amico del mio ex (conosciuto come “lo scemo”) e un altro suo amico. Della serie: Dio, ti prego, fa che non sia qui anche lui. Mezzo infarto preventivo. Le mie amiche non ci avevano fatto troppo caso perché non si erano mai interessate troppo ai suoi amici. Nemmeno io, a dire il vero, però parlando venivano sempre fuori i loro nomi e così ho dovuto imparare ad associarli alle persone e tutto il resto.
Dopo il mezzo infarto, ho fatto finta di niente, come se non conoscessi nessuno, fino al momento in cui lo scemo è passato a due metri da me, fuori dalla vetrata del bar. Se Dio vuole, non mi ha visto. È rimasto fuori per un po’ a finire la sigaretta insieme ad altri suoi amici, poi è entrato nel momento preciso in cui noi ci stavamo alzando per andare via. Ho avuto una tale botta di culo che, quando avremmo dovuto incrociarci, lui si è girato a salutare qualcuno che aveva visto e mi ha dato le spalle. La verità è che non sono sicura che mi andasse di rivederlo, specialmente dopo che non lo sento da almeno un mese e mezzo, da quando abbiamo lasciato in sospeso la questione se vederci o no. Quando l’ho visto passare fuori dalla vetrata sono diventata viola, il che è tutto dire, quindi non penso che avrei avuto abbastanza faccia tosta da andare perfino a salutarlo. Forse è stato meglio che non se ne sia accorto.