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mercoledì 1 novembre 2023

Il piano alimentare

Indovinate un po'?
Il mio valore non dipende da un numero sulla bilancia.
Il mio umore non dipende da un numero sulla bilancia.
E invece.

Circa tre settimane fa, d'accordo con Stefania, sono andata a fare una visita nutrizionistica. Diciamo che è andata così così. La tipa ha misurato la composizione corporea con la sua macchina ed è venuto fuori che la massa magra non è tantissima ma è accettabile, ma la massa grassa è oltre la sezione verde (40 kg magri e 20 kg grassi, per capirci). Non avevo dubbi ovviamente. Quindi ha detto che sarebbe una buona idea mettere un po' di muscoli, e i muscoli si mettono coi pesi (e non serviva me lo dicesse, ste cose le so perfettamente ma faccio finta di niente). Ha detto che se non mi va di andare in palestra ci sono dei video su YouTube e mi ha anche consigliato un'app. Credo abbia capito che non deve pressarmi tutto in un colpo, ha detto di darci un'occhiata intanto. Alla fine comunque la mattina pesavo 59.4 e da lei pesavo 60.2 (che stregoneria è mai questa?)
Il venerdì successivo è arrivato il mio piano alimentare. La prima volta che l'ho letto mi veniva da piangere. 50 grammi di pasta. Con 50 grammi di pasta non si copre neanche il fondo del piatto. Parlando di volume, probabilmente mangio molto più di prima (d'altronde tra pranzo e cena ho 400 grammi di verdura, che è pure un casino starci dietro) ma parlando di soddisfazione siamo un po' bassi. Sto cercando di seguire tutto meglio che posso, pesando al grammo e cercando di non mangiarmi cose a caso (un paio di volte ho "sforato" ma diciamo in modo intelligente perché mi sono versata del mango a cubetti dal congelatore quindi almeno era frutta e non Nutella). Devo tornare alla fine della prossima settimana.
All'inizio non capivo bene come fare per cucinarmi. Nel senso, sapevo che dovevo mettere x grammi di questo e x grammi di quello e la verdura, ma non è che ho tutto questo spazio di manovra. A parte la verdura che è libera, i carboidrati e le proteine sono abbastanza fissi, quindi lei dice che in linea teorica se volessi metterne due insieme basterebbe dimezzare entrambe (tipo, se ho due uova o 100 di Philadelphia e voglio farmi la frittata, faccio un uovo e 50 di Philadelphia), ma se ho 60 grammi di pane o 50 di pasta e alla fine voglio pulire il piatto, o buttavo meno pasta o mi attacco. Che poi, meno pasta di così non so.
Adesso ci ho un po' preso la mano, e ringrazio ogni volta che so cucinare perché sennò penso che sarei ancora a mangiare pane e formaggino pranzo e cena (a volte è buono, eh. Col pane tostato magari). Oggi a pranzo ho fatto una pasta che non so bene se era una zuppa, una vellutata o un sugo molto abbondante. Avevo 50 grammi di tubi integrali, 200 di zucca butternut (zucca violina per gli italofoni) cotta e frullata e 120 di lenticchie (già pronte) buttate sopra. Assurdo ma era buona. E a me la zucca non piace neanche tanto, è troppo dolce. L'ho presa solo perché era in sconto al negozio.
Per domani da portare via ho una scatola con 50 di riso, circa 100 e 100 di carote e verza e 110 di ceci. Si lessa il riso, si mettono in padella carote, verza e un po' di cipolla, un filo d'olio, mezzo bicchiere d'acqua e si fa andare un po' finche si ammorbidisce. Sale e pepe. Aggiungi i ceci e il riso, mescoli, impiatti. Sta roba sta benissimo in un involtino di pasta fillo, ma siccome non posso è buona anche da sola. Con un po' di salsa di soia, magari. Io non posso ma se voi potete...

Vorrei veramente farcela, vorrei tra 6 mesi o quando finisce la scuola o non so, girarmi indietro e vedere cosa sono diventata. Vorrei finalmente sbattere in faccia alla gente (*coff* a mia madre *coff*) che sono magra. Vorrei potermi mettere i vestiti che ora non posso neanche guardare. Però dall'altro lato temo di fallire miseramente, di finire per mangiarmi tutto quello che trovo perché ciò che c'è nella dieta non mi dà soddisfazione, di ingrassare ancora, di deludere tutti. Questa non è solo la mia crociata.

sabato 17 giugno 2023

Il numero sulla bilancia/2

IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
Se vi sembra di avere un déjà-vu è perché lo avete davvero. Non è la prima volta che inizio un post con questa frase, e probabilmente non sarà neanche l'ultima.
Mi viene da ridere, se non fosse che non c'è niente di divertente, perché nell'altro post dicevo che speravo di arrivare a 56 per giugno, cosa vuoi che siano tre chili scarsi. Sono fattibili. Morale della favola, invece che perderli, i tre chili li ho messi.
Stamattina pesavo 62,2 kg e non so neanche come ho fatto a non lanciare la bilancia dalla terrazza e non farmi venire un breakdown. Probabilmente è che non avevo tempo perché dovevo andare al lavoro.
In terapia stiamo parlando un bel po' di questa faccenda, d'altronde non dico che sia alla base di tutto, ma sicuramente fa la sua buona parte. Stefania ha detto che ho due scelte (e lei ovviamente non parteggia per nessuna delle due perché gli psicoterapeuti non si sbilanciano mai. Ti serve un consiglio? Cazzi tuoi ci devi arrivare) e sono 1. si fa un lavoro per accettarmi così come sono oppure 2. si fa un lavoro per arrivare dove voglio arrivare.
La cosa assurda è che io vorrei fare entrambi, nel senso che vorrei accettare me stessa per come sono, in modo che ogni volta non devo avere un breakdown, ma vorrei ovviamente perdere sti cazzo di chili perché so che lo posso fare, so che l'ho già fatto, so che mi fanno meno male la schiena e le ginocchia e i piedi e anche perché certi vestiti se sei un sacco di patate ti stanno male e non c'è niente da fare.
Sì, sto parlando di vestiti.
Non c'è niente da fare, continuano a stare ai primi posti tra i miei motivi.
L'altra settimana all'ultimo giorno di scuola abbiamo fatto un po' di festa e sono venuti i genitori (nonni, zii, fratelli e parenti tutti ovviamente) a vedere la mostra/recita dei bambini. Tutto molto bello, ma non è questo che vi voglio raccontare. A un certo punto, tra la ressa di gente che cercava di entrare nella stanza (che era palesemente piccola, ma quella è) ho visto questa tipa. Non so neanche se poteva essere una madre o una sorella, non ho idea di quanti anni potesse avere (20 come 40 probabilmente) e mi sono trovata per un attimo (o anche due) a fissarla in modo maleducato perché aveva un paio di pantaloni neri con vita ad altezza Fantozzi e una canottiera bianca infilata dentro (o forse dipinta addosso). La circonferenza della sua vita era credo la stessa della mia coscia (meno di 60 cm perché mi sono misurata l'altro giorno). Era anche abbastanza alta. Ho stimato in quel momento che non potesse pesare più di 40 chili vestita.
L'ho invidiata.
Mi vergogno (solo un po') a dirlo, ma l'ho invidiata tantissimo. Al netto che un corpo così ha probabilmente tanti problemi quanto un corpo sovrappeso/obeso, l'unica cosa che ho pensato è stata tipo "omg questa può portare la taglia 10 anni anche se ne ha (boh) 35". Io non portavo la taglia 10 anni neanche quando avevo 10 anni tipo.
Tra l'altro la settimana scorsa mi sono comprata una gonna (su *coff* Shein perché costava *coff* tipo 8 euro) e mi pare che mi stia quasi bene. Spero di mettermela perché me la merito. A volte quando dico che mi merito di mettere un qualsiasi vestito mi pare di essere ai tempi in cui stavo con lo Scemo, che credeva mi vestissi per lui. No bello mio, tu non hai capito niente, io mi vesto per me. Le ragazze (e anche i ragazzi, tutti) dovrebbero vestirsi per sé stesse, non per il primo deficiente che passa.
Comunque stiamo divagando.
Siccome siamo sempre al punto in cui mi devo liberare di quel 6, l'altro giorno ho avuto un'idea stramba. Instagram mi ha proposto (totalmente a caso) una serie di reel di ciccioni che saltano la corda, e diciamo che alcuni saltano anche a livelli decenti, per essere grassi. Comunque questi tipi dicono che saltare la corda li ha fatti dimagrire, che la loro mobilità è migliorata e altre cose del genere. Mi sono detta: senti kat, di corde nei hai due. Da piccola sapevi saltare, fare anche l'incrociato e il salto girando la corda all'indietro (con un po' di fortuna) quindi boh che cazzo ti costa. Prova. Sei una polenta, ma prova.
Ho provato. Primo tentativo: tre salti e poi mi sono incastrata.
Inciampo di continuo perché la coordinazione non fa parte di me.
Mi dimentico di respirare perché se conto i salti non riesco a fare due cose in contemporanea.
La ginnastica mi fa schifo in generale (e lo sapete).
Però sto perseverando, e in 5 giorni sono già arrivata a 37 salti senza piantarmi. Non resisto molto di più in realtà perché poi iniziano a farmi male le gambe e non ho più aria perciò devo fermarmi a rifiatare un attimo, ma sto perseverando. Non so se alla fine della fiera servirà a qualcosa. Non diventerò come i pugili che fanno diecimila salti senza neanche alzarsi da terra, ma pensare che sto facendo qualcosa è un po' tipo placebo.
Stefania dice che è una buona idea, per ora. Dice anche che poi ci dovrei mettere un po' di altri esercizi (ha capito che in palestra non ci andrò mai, ma dice che magari i video di Youtube vanno meglio che niente) e che se mi fa sentire più sicura posso anche conteggiare le calorie sull'app (perché io so che se non lo faccio, prima di cena spuntinando qua e là mi sono già mangiata 500 calorie gratis e fanculo il deficit).

Questo (come molti degli altri sul peso in realtà) è più che altro un post per me, ma se lo leggete e avete qualcosa di gentile da dire potete accomodarvi.

mercoledì 29 marzo 2023

Ondate

Sto con Dav da sei anni e mezzo. Questa è un'info random che vi butto là solo perché ho guardato la data. Non sono qua per questo.
Sono qua perché ogni tanto vengo a darvi dei cenni di vita, che poi si traducono in post chilometrici perché inizio a divagare come James Joyce che alla fine della frase non sa più cos'aveva scritto all'inizio (e no, non ho letto niente di Joyce, a parte gli spezzoni sull'antologia a scuola, ma mi sono bastati).
Ho iniziato ad andare in terapia. La mia terapista si chiama Stefania. Sono stata matchata dal sito, come dicevo nel post precedente, ma mi pare che ci abbia abbastanza azzeccato. Abbiamo iniziato a fare un percorso che non so ancora bene che direzione prenderà, perché i miei problemi sono molti e su molti livelli, alcuni sono in bella mostra e altri si scolano drink all'angoscia nei peggiori bar del mio cervello. Un po' come quelli di tutti credo, ma non potrei giurarci.
Stiamo parlando anche della ciccia. Chissà di uscire da questo buco nero.
Sabato pesavo 58,8 kg.
Vorrei riuscire ad andare a 56 per la fine della scuola. Tre chili scarsi in due mesi mi sembrano una cosa ragionevole. Tre etti alla settimana. Fattibile.
Ho appuntamento dal dentista per i prossimi sette lunedì tipo, perché vai per una cosa e te ne trovano altre quattro, ma pazienza. Togliamoci anche questa.
A giugno devono buttare giù la scuola (dopo la fine delle lezioni) quindi non so ancora che fine farò quel mesetto prima di riuscire ad andare in ferie. Probabilmente tutto il tempo da Tiziana, chissà. Aiuto.
Domani devo slittare il turno (solo di un un quarto d'ora per fortuna), venerdì devo andare a rinegoziare la polizza della macchina, lunedì sono dal dentista, martedì ancora non so se ci sono cose in agguato, mercoledì devo fare pomeriggio così mi è saltata anche l'impronta per i plantari. Vedo le ondate di rotture di palle che mi vengono incontro e invece di surfarle una ad una, vorrei solo farmi sommergere e buonanotte al secchio.
Almeno sabato domenica e lunedì si sta a casa (e ho già pronto l'uovo).

martedì 5 aprile 2022

Quasi Pasqua

Sono stanca e sono grassa.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze di Pasqua perché non ne posso più del lavoro, ho mal di schiena, ho quasi finito le suole delle scarpe (ma quelle mi devono bastare fino a giugno perché non prendo un nuovo paio di scarpe per un mese e mezzo di lavoro) e pure la pazienza.
Allo stesso tempo temo le vacanze di Pasqua perché ho un uovo di un chilo già pronto sulla credenza e non posso permettermi di mangiarlo se non voglio diventare ancora più larga di così.
È sempre lo stesso problema: smetto di contare quello che mangio e tutto va a farsi fottere. E dire che al lavoro faccio i chilometri, non è che me ne sto tutto il tempo seduta sopra alle chiappe. Ci sono certe mattine alle medie (che già è un edificio enorme di suo) che a metà turno mi sono già cuccata 6-7000 passi così gratis e devo ancora iniziare a pulire.
Ci sono giorni in cui vorrei dire "ma chemmefrega, sono destinata ad essere grassa lo stesso, almeno mi godo il cibo e mi sfondo", ma non è un buon atteggiamento.
Il mese scorso (il 15 marzo) c'è stata la giornata dei DCA (disturbi del comportamento alimentare) e ho letto vari post su face e Insta e più leggevo e più ero tipo "oh mio dio, ho questo e pure quest'altro", anche se probabilmente non è vero. Nello stesso momento, leggendo testimonianze di (ex) anoressici, sono caduta nel tranello di pensare "che invidia, come fate a non mangiarvi il frigo, che volontà di ferro avete?". LO SO che è un pensiero sbagliatissimo e non è neanche giustificabile, ma entrate un secondo nella mia testa e immaginate di riuscire a non mangiare e vedere la bilancia che scende e le magliette che ti vanno larghe.
Anoressici, perdonatemi per avere questi pensieri orribili.
Morale della favola, mi alzo la mattina e vorrei mangiarmi la credenza, conto quello che mangio, preparo i tre pranzi dei tre pomeriggi con la bilancia (un po' per fare tre scatole uguali perché cucino tutto in un giorno e un po' per sapere effettivamente quanto sto mangiando), cammino diecimila passi solo al lavoro, lavo letteralmente otto o nove stanze ogni giorno (le mie spalle e la mia schiena ringraziano quel cazzo di mocio da tirare) e ancora riesco a ingrassare.
CHE STREGONERIA è MAI QUESTA?
Raga io sono veramente stanca. E sono demoralizzata.

Ok allora lo so che vengo qua sul blog per lamentarmi, ma non ho molto altro da dire, finché le giornate si riducono a alzati-lavora-vieni a casa-Animal Crossing-cena-dormi, più delle belle emicranie omaggio. Giusto ieri sera ne avevo una (perché era lunedì immagino) e alle otto e mezza mi ero stancata di soffrire e sono andata a stendermi. Ho dormito tipo 10 ore. Almeno stamattina ero riposata.
Ah comunque ora capisco quelli che "Animal Crossing mi ha salvato durante la pandemia".

martedì 15 giugno 2021

Siamo alle solite

Siamo alle solite.
Sono in ferie, per non dire che sono disoccupata (nel senso, fino al 30 giugno sono assunta, sto facendo le ferie che mi avanzavano, ma alla fine delle ferie sarò disoccupata e quindi mi sento già col culo a terra anche se sono pagata per altri 15 giorni).
Sono grassa, per non dire che rotolo (poi ci torniamo).
Ho caldo, ma è giugno e cos'altro ci si può aspettare. Al secondo piano senza condizionatore, poi, tanto fresco non può essere.
Il gatto ha imparato che in giardino non c'è niente di terribile e può andarci tranquillamente, così ora ogni mattina inizia a miagolare alla porta perché vuole scendere (s'intende anche alle cinque della mattina, dipende come gli gira) e per sfinimento poi lo porto giù (la fregatura è che mi devo fare due piani di scale ogni volta perché non basta aprirgli la porta qua sopra, devo aprire anche il portone perché beh, è un gatto. Non può tirarselo da solo).
Davide si sta cuccando un'altra stagione a Jesolo dove aveva lavorato gli anni scorsi, quindi io passo la maggior parte del mio tempo ad aspettare che torni a casa (so che non dovrei farlo, che mi dovrei fare gli affaracci miei senza stare là a guardare l'orologio, ma a volte è proprio difficile).
Comunque torniamo a me che rotolo.
Domenica ho avuto un bruttissimo breakdown perché era da un po' che evitavo di pesarmi (e c'era un motivo) e alla fine la bilancia mi ha segnato 60.2kg. Potete solo immaginare cos'è stato vedere di nuovo il 6. Per quanto razionalmente io sappia che è psicologico, 59.9 non mi spaventa come 60, è lo stesso meccanismo dei prezzi. In ogni caso, mi ero ripromessa di non vedere mai più i sessanta (al massimo quando aspetterò un bambino) quindi mi sono sentita veramente male. Oltre ai vari "ho buttato tutto nel cesso" che già mi dicevo mentre lavoravo (altra cosa strana, sono riuscita a ingrassarmi lavorando, con scale dappertutto, con classi da pulire da cima a fondo in tempi stretti e tutto) mi è proprio cascato il soffitto addosso. So che il peso ha fluttuazioni, so che dovevo andare al bagno, so che quello che dice la bilancia non è scolpito sulla pietra, ma non potevo evitare di concentrarmi su quel cazzo di 6.
Morale della favola, rieccomi con la app per le calorie a cercare di non farmi fuori il frigo intero.
Dav dice che non dovrei farla così grossa perché dopotutto le magliette e i vestiti di quando pesavo 55 kg o meno mi entrano ancora, ed è vero, ma continua ad essere dentro alla mia testa. So che mi entrano, ma mi fanno salame e io non voglio. Potete dirmi finché volete che è un costrutto sociale, ma non posso evitare di vedermi enorme. Di vedere le maglie che mi tirano. Non posso sopportare l'idea di dovermi mettere una L perché sta per LARGA e io non voglio essere larga. Certo, certo, un sacco di taglie sono sballate, io stessa ho nell'armadio magliette XS, S e M che sovrapposte sono tutte uguali, ma mettere la XS mi fa sentire molto meglio, anche se nessuno deve vedere l'etichetta. Solite cose psicologiche. E se volete farvi due risate, ieri stavo uscendo per andare in farmacia in bici (è più o meno un chilometro e mezzo, non volevo togliere il telo dalla macchina e mi faceva anche comodo fare un po' di movimento) e mi sono tolta i pantaloncini da casa per mettermi degli short di jeans, di quelli a metà coscia per intenderci. Non al ginocchio, quelli più corti. Scendendo le scale con le gambe di fuori, per un minuto mi è venuto da ridere perché sono qua che mi preoccupo dei chili e dei rotoli di ciccia e poi me ne vado in giro con gli shorts. Capitemi, non è che mi pare particolarmente strano, l'ho sempre fatto, ma così come mi preoccupo della ciccia che sta venti centimetri più in su, avrebbe senso preoccuparsi anche delle cosce. Nel senso, o tutto o niente.
La cosa che mi urta di più è che se parlo con qualcuno (tipo la gente che lavorava con me, per dirvene qualcuna) la prima cosa che dicono è una di queste:
1. ma grassa dove?
2. ma ti sei guardata bene? Io posso dire che sono grassa, ma tu guarda che gambette che hai
3. ma se hai la faccia così magra
4. ma dai grassa, hai delle curve
Ora. Io non pretendo che mi si dica HAI RAGIONE GUARDA CHE SCHIFO DI ROTOLI DI CICCIA. Però vorrei che se una persona ti dice che si sente in un certo modo, si potesse accettare la sua visione, specialmente se non sei uno psicologo (o un nutrizionista in questo caso).
Che io abbia dei chili in più è oggettivo. Non sono obesa, e stando al BMI non sono neanche sovrappeso, ma so che forma ho con otto chili di meno (anche con cinque) ed è di gran lunga migliore di quella di adesso.
Che io a trentun'anni non mi sia ancora accettata sarà anche vero, ma niente dovrebbe farvi pensare che se a voi sembro a posto così, allora dobbiate dirmelo per forza, perché non mi state aiutando.
Ci sarebbe un lungo capitolo anche sui vestiti e sulla gente che porta con disinvoltura roba che io non metterei manco se fossi magra come mia madre, ma per oggi lasciamo perdere.

giovedì 18 giugno 2020

Abbasso la ciccia/12

Allego prova fotografica dei progressi perché, considerato che mi mangerei il frigo tutto intero, non ci credo neanche io.
In ogni caso, la strada è ancora tutta in salita e mi immagino che dovrò andare avanti tutta la vita a fare i conti delle calorie che mangio perché basta distrarsi un attimo per buttare tutto nel cesso di nuovo.
A volte penso che dovrei andare a farmi vedere perché faccio come i ciccioni del dottor Nowzaradan che mangiano per compensazione (non ai loro livelli ovviamente) perché abbuffarsi li fa sentire felici e dimenticare i loro problemi. La cosa che mi chiedo è cosa dovrei compensare, visto che non mi viene in mente nessun trauma da dover processare.

mercoledì 8 aprile 2020

Cronache dalla quarantena/2

Avevo già perso il conto dei giorni il mese scorso, quindi non chiedetemi da quanto sto in casa.
Le cose procedono lentamente come sempre, c'è un bel sole e non si può fare un cavolo. In realtà io non sono una di quelle che con le belle giornate correrebbero al mare, sono più il tipo che apre un po' la finestra ed è sufficiente per arieggiare la casa, anche perché mettermi al sole significa tornare dentro rossa come le aragoste e non mi pare il caso.
Due weekend fa abbiamo tagliato l'erba del giardino, che non è tanto grande ma bisogna comunque starci dietro, e siccome avevamo solo il decespugliatore, Dav tagliava e io dietro a rastrellare l'erba. Il giorno dopo le gambe stavano divorziando dal resto del corpo, e non so neanche perché, mi sarei aspettata una cosa del genere dalle spalle casomai, ma non dalle gambe. Tra l'altro, dovremmo anche seminare i fiori ma non abbiamo ancora deciso dove e finirà che neanche quest'anno escono dalla busta (e poi li possiamo anche buttare mi sa).
Ieri dovevo andare in farmacia perché avevo finito lo zerinol (il mio mal di testa inizia a cambiare, e siccome lo zerinol contiene antistaminico mi aiuta quando inizia a farmi gonfiare e lacrimare l'occhio, e dopo aver letto delle cose sulle cefalee a grappolo ho iniziato a pensare che le mie sinusiti anomale non siano altro che grappoli, anche se forse è un po' azzardata come ipotesi, senza aver parlato con un neurologo) e invece di mettere fuori la macchina per fare quattro chilometri scarsi (tra andata e ritorno) ho preso la bici. C'era bel tempo e in venti minuti me la sono cavata, ma giuro che ad ogni macchina che mi sorpassava mi sentivo una ladra per il solo fatto di essere uscita di casa.
Sabato abbiamo fatto la pizza (non so neanche con che botta di culo ci siamo accaparrati un sacco di farina) e abbiamo scoperto che:
1. la caraffa graduata che avevo comprato quando eravamo a Jesolo è falsata. Tu misuri 300 di farina e poi sono neanche 250. L'abbiamo scoperto per caso perché Dav ha pensato di metterla sulla bilancia. Ora capisco perché la pasta della pizza era sempre poca.
2. la lievitazione di 24 ore con mezzo chilo di farina e 8 grammi di lievito (pari a 1/3 di cubetto, alla faccia di quelli che ne comprano dieci) funziona alla grande, e poi non devi neanche berci sopra un litro d'acqua. L'unica rottura è che dopo 12 ore devi fargli le pieghe, e ancora dopo altre 6-7, ma dovreste vedere come lievita. Mia madre ha sempre fatto la pizza con un cubetto/una busta e la faceva lievitare tranquillamente un pomeriggio (mettiamo 5-6 ore, non una come sta scritto su certe buste) ma questa è tutta un'altra cosa.
Dav sta imparando a cucinare, il che è un bene in generale. Si faceva già prendere dalla carne quando la domenica ci buttiamo su le braciole con la polenta, ma sta iniziando a sperimentare anche cose nuove. Una sera si è fatto una frittata che pareva una pizza e quando l'ha assaggiata era tipo "questa è una delle cose migliori che abbia mai cucinato" (il che potrebbe essere sia un bene che un male, dipende da che livello partite).
Io avevo una sfoglia prossima alla scadenza e delle mele che stavano cercando di farsi strada verso il bidone dell'umido e andavano fermate, così le ho tagliate a pezzi, le ho buttate dentro la sfoglia, l'ho chiusa tipo sofficino (era rotonda) e l'ho infilata nel forno. Tutte le volte che mi sono impegnata, mi sono usciti strudel più opinabili perché magari erano esplose fuori le mele o cose del genere.
In ogni caso, tra una pizza e uno strudel, sto continuando a dimagrire. Francamente non so neanche come faccio, perché se fosse per me mangerei il frigo intero tipo Tazmania. Ho l'app che mi tiene in riga.
Stamattina pesavo 56,9 kg.
Sono una delle poche persone che in quarantena sta dimagrendo, mi sa.

sabato 14 marzo 2020

Cronache dalla quarantena

Zona rossa, giorno boh. Le fonti esterne dicono 6, io non saprei, sarà che stavo in semi-isolamento già da un po' prima che uscissero i vari decreti che ci hanno blindati in casa (la qual cosa in realtà è molto relativa, visto che a quanto pare un sacco di gente se ne frega e va dove vuole a fare cose che non dovrebbero fare. Spero che ci sia la polizia e che vi fermino e vi mettano una multa che fa provincia).
L'altro giorno ho fatto una sortita per fare un po' di spesa e francamente ho capito perché la gente ha fatto le code davanti ai supermercati. Dico la verità, a Salga ci sono due negozi in tutto, e un più piccolo dell'altro. Ho scartato quello più piccolo e ho fatto rotta verso quello un po' più grande perché, essendo leggermente più fuori mano (l'altro è in centro), mi aspettavo che ci fosse meno gente (e anche più assortimento). La verità è che il parcheggio era pieno, e vi giuro che io non l'ho mai visto così pieno neanche vent'anni fa quando non c'erano centri commerciali a una distanza ragionevole e quella era l'unica scelta. La verità è che il banco della verdura sembrava preso d'assalto dalle locuste, zero banane, zero arance, tre cespi di insalata, sette mele. Non sto scherzando, e non sto esagerando. Quindi, eliminata dalla lista la verdura non pervenuta, mi restava poco altro da prendere (la spesa di roba non deperibile/congelabile l'avevamo fatta prima del decreto). In tutto ciò, niente uova, poco latte, zero carta igienica. Ho chiesto alla commessa dove stavano le uova perché è una di quelle cose che non riesco mai a trovare nei negozi in cui vado poco. Mi ha detto "non sono arrivate". A quanto pare, i buchi sugli scaffali non erano un problema di gente che fa incetta, quanto dei rifornimenti che non arrivano. Francamente la cosa mi spaventa un po', non tanto per la paura di morire di fame (non sono così fuori) ma più che altro perché se la situazione persiste devo piegarmi ad andare in un altro negozio, più grosso, fuori dal comune e non vorrei mai che ci fosse la polizia a fermarmi. Voglio dire, non è che sto andando a divertirmi, e se mi fermano al ritorno posso anche mostrargli la spesa nel bagagliaio casomai, ma non si può mai dire. Io 200 euro di multa non me li posso permettere.
Per il resto, stare a casa non  mi secca più di tanto, e poi c'è anche Dav (prima ci stavo da sola, e io sono brava a stare da sola). Face e Insta sono pieni di consigli su cosa fare mentre siamo rinchiusi, e certi magari non sono neanche così male, ma noi per il momento facciamo le solite cose. Io ho ricominciato Zelda botw, cancellando un salvataggio al 100% da 400 ore di lavoro. Mannaggia alla Nintendo che non fa più gli slot multipli. In più casomai ho anche Super Mario Odyssey da finire (ed eventualmente ricominciare), Pokemon let's go e Spyro. Il mio oculista ringrazia.
Ho anche una camionata di ebook sul Kobo, e so che devo smettere di scaricare e attaccare a leggere, ma poi non lo faccio mai. Ora sto leggendo Una finestra vistalago di Andrea Vitali perché l'altro giorno si poteva scaricare gratis da Il Libraio. Leggo da due giorni e sono solo a tre quarti.
In più, sto cercando di dimagrire, anche se è tutto tranne che facile, specialmente essendo chiusa dentro in compagnia di un frigo semipieno. Comunque ho scaricato un'app per tenere traccia delle calorie che mangio e devo dire che mi sta aiutando. Nel senso, sapevo già da prima che esageravo con gli spuntini e che mangiavo cose abbinate a caso che non avrei smaltito neanche scalando il Kilimangiaro, ma vederlo segnato mi aiuta. Sapere quanto posso/devo mangiare è comodo, specialmente se ho il languorino e devo scegliere tra la merendina e lo yogurt (è un esempio, so che lo yogurt fa meglio ma se mi avanzano per dire 300 calorie prima di andare a dormire, mi permetto 200 calorie di merendina invece che 130 di yogurt, perché mi danno più soddisfazione). Probabilmente il ragionamento è sbagliato, nel senso che ieri per esempio ho passeggiato avanti e indietro in tondo nel giardino per venti minuti come una tigre in gabbia pensando che quelle calorie che bruciavo avrei potuto mangiarle in più. Del tipo, non mi muovo per calare ma per potermi strafogare meglio. Detta così, inizio a pensare di avere qualche tipo di disturbo alimentare.
In ogni caso, stamattina pesavo 57,5 kg. Sto andando avanti lentamente, ma sto andando.
Dalla quarantena per ora è tutto. Altre notizie prossimamente (forse).

venerdì 10 gennaio 2020

Abbasso la ciccia/11

Torno con Abbasso la ciccia perché non so più cos'altro inventarmi.

Stamattina pesavo 59,8 kg.

Sarebbe a dire che ho buttato in vacca tutto il duro lavoro della vita. Mi sono fatta in quattro per perdere 12 kg (in qualche fortunato giorno ero arrivata addirittura a pesarne 50 o 51) e adesso li ho quasi ripresi. Ogni mattina, quando mi peso e vedo che va su a vista d'occhio, quasi mi auguro di essere incinta, che almeno sarebbe un motivo valido per star diventando una balena (no, non sono incinta, e francamente per il momento non è neanche il caso).
Il fatto è che stavo già ingrassando un po' mentre stavo in fabbrica, perché tutto sommato stavo in piedi otto ore ma ero quasi ferma, il grosso del movimento lo facevo con le braccia, e non alzavo cose particolarmente pesanti da farmi fare ginnastica, e poi in mensa si mangiava bene. E figurarsi se io mi privo della pasta. Tutto raga, tutto, ma la pasta no. Da quando abito con Dav ho tagliato perfino il pane, perché non vale la pena di andare al panificio e quindi usiamo quello a fette, e giuro che mangio massimo due fette al giorno, e principalmente per pulire il piatto. Del tipo che se mi capita di mangiare dai miei, mia madre dopo un po' mi requisisce il pane dalle mani (e fa bene) perché altrimenti io lo finisco tutto, non perché ho fame ma perché è pane (ditemi che non sono l'unica).
La verità è che io ho voglia di mangiare. Non ho fame, è quello il fatto. Ho VOGLIA DI MANGIARE, che sarebbe a dire quando non è la pancia che ti dice "nutrimi", ma è la testa. È la testa che mi dice "c'è il pandoro, le merendine, i marshmallow, le sottilette, la coca coca e tutto il ben di dio del cesto di Natale eccetera", e io vorrei non ascoltarla, ma poi cedo perché è più facile stare ad aspettare Dav con la pancia piena. È più facile fare finta di niente e infilzare un marshmallow sullo stuzzicadenti per scaldarlo sul fornello. È più facile stare col culo sul divano invece che uscire a fare una passeggiata, specialmente ora che non so neanche dove andare perché la strada principale è pericolosa e la ciclabile inizia due chilometri più avanti, specialmente ora che ho una Switch e Zelda botw e una tv 65 pollici che mi torna comoda per sbavare su Link.
Se mangiassi solo quando ho fame, non mangerei mai. Neanche se mi alzo la mattina alle dieci e mezza e vado dritta al pranzo (per risparmiare 500 calorie della merendina), in quell'ora e mezza che aspetto non sento la pancia lagnarsi perché non le sto dando da mangiare. Perché non ne ha bisogno, ha un sacco di ciccia su cui sostentarsi.
Alla fine di ottobre avevo iniziato a scrivermi tutto ciò che mangiavo (la volta scorsa aveva funzionato, perché le cose "sbagliate" vano evidenziate e così l'obiettivo è avere una bella lista corta e pulita, ossia non ingozzarsi) ma dopo una decina di giorni mi sono stufata e mi sono tuffata nei cereali o nella maionese, non so. Mi sono arresa, come se fosse una possibilità. Come se nuotare nella Nutella fosse la soluzione ai rotoli di ciccia che sto nascondendo sotto la felpa.
Non lo è.
Non lo è, e io lo so, ma non so neanche cosa fare. Io ho voglia di mangiare, come a Jesolo quando mi alzavo a farmi gli spaghetti alle due di notte perché mi sentivo vuota e cercavo di riempirmi col cibo, solo che ora neanche gli spaghetti alle due di notte mi danno soddisfazione. Nel senso, la pasta da sempre soddisfazione, ma non mi fa sentire meglio. Né i biscotti, né le merendine, né il torrone, né i cereali, né il surimi coi fagioli e i peperoni, a volte neanche il panino col pomodoro. Mangio, e quando ho finito vorrei mangiare ancora perché non mi ha dato soddisfazione. Così finisce che 1. ho mangiato e non mi sono tirata su e 2. mi sento pure peggio perché so che domani mattina dovrò montare sulla bilancia e peserò di più (potrei non salirci, ma non cambierebbe molto).

Voi lo sapete, l'ho sempre detto chiaramente, non mi interessa essere una modella. Non me ne frega di entrare in una 38 e di avere delle gambe come stuzzicadenti e delle cosce che non si toccano neanche per sbaglio, non me ne frega di tutto ciò. Vorrei semplicemente essere normale, e anche se vista così non sembro particolarmente grassa, io mi sento enorme e non va bene. Si presume che a trent'anni una abbia fatto pace col suo corpo, ma non è così. Avevo fatto pace col mio corpo quando pesavo 55kg, che non erano in ogni caso il mio peso forma (a quanto pare dovrebbe essere 52) ma erano accettabili. Entravo nelle braghe, non dovevo preoccuparmi per la taglia delle magliette (qualche volta entravo in una S, non capitava da quando avevo tipo 12 anni), ero perfino andata al mare col costume. Nel senso, non coi pantaloncini.
E comunque, al netto delle paranoie sui vestiti, non posso pesare 60 kg perché mi fanno male i piedi e le ginocchia a tenermi su. Farà ridere, ma già ho problemi di postura per conto mio, ci mancano solo chili extra da farci pesare sopra. Giuro che a volte al lavoro volevo appoggiare il culo (e non potevo) perché mi facevano male i talloni a starci sopra.
La cosa peggiore di tutta la faccenda è che, finché stavo dai miei, non avevo libero accesso alle schifezze. Nel senso, al massimo rubacchiavo qualche merendina, una sottiletta, cose così, perché mia madre non faceva entrare in casa cose tipo le patatine e la coca cola e altra roba che ti ingrassi solo a guardarle la confezione. Adesso, col fatto che la spesa ce la facciamo e ce la godiamo, è molto più facile che nella credenza ci sia la coca cola (ne tengo un po' per le emergenze, tipo il mal di testa[1]) o le croccantelle o i marshmallow e cose così, perciò quando le hai sottomano è pure più facile mangiarle. La soluzione sarebbe non comprarle, e lo so perfettamente, ma non avere assolutamente niente da sbocconcellare mi manda ancora più fuori.

Note
^1 Giuro che è vero, in alcuni soggetti (tipo io) la caffeina aiuta per il mal di testa, e siccome non bevo caffè, la coca cola è la scelta più veloce. Ovviamente non sempre funziona, il più delle volte poi devo ricorrere alle pastiglie (che contengono caffeina, oltre ad altri principi attivi che mi stendono ma siccome funzionano amen).

martedì 20 giugno 2017

Il sole, il Piave e l'estate

Prima che il vento si porti via tutto 
e che settembre ci porti una strana felicità 
pensando ai cieli infuocati 
ai brevi amori infiniti 
respira questa libertà.

Attacca a fare caldo. Io dormo ancora con la maglietta e il lenzuolo ma fuori solo a fare la strada per andare in biblio il sole t’impiomba.
Sabato ho avuto la meravigliosa idea di andare al Piave (un chilometro e mezzo da casa mia, metro più metro meno) con Davide a fare le aragoste, nel senso che le gambe e le braccia bene o male sono anche abbronzate (in stile muratore con il segno della manica e delle braghe e dei calzini ma insomma) ma la pancia e la schiena per guardarle bisogna mettersi gli occhiali da sole perché fanno luce. Lui è messo un po' meglio di me, ma io parto dalla sfumatura di bianco più scandinava che c'è perciò mi ci vuole un bel po'. E tanto divento sempre rossa, in stile aragosta.
Insomma, dopo essermi messa la crema con la cazzuola (solo sulle spalle, a mio rischio e pericolo ma non avevo voglia di spalmarmi/farmi spalmare la schiena) stiamo stati là tipo tre ore, durante le quali la marea è salita e si è mangiata parte dell'asciugamano di Davide senza che ce ne accorgessimo. Quando siamo tornati su, ovviamente lerci (dal Piave "lercio" è l'unico modo in cui puoi tornare a casa, perché devi passare in mezzo agli alberi, ai campi e al percorso da ciclocross), io ero ancora bianca come la morte, schiena compresa. Che è da un lato è meglio che viola, ma è lo stesso inspiegabile. E dire che dopo un'oretta iniziavo a sospettare di arrostirmi perché sentivo che il sole pestava alla grande.
Domenica prossima avevamo intenzione di andare a Bordano alla casa delle farfalle (cercate su Google), che pare sia molto bella e tutto, e speriamo che il navigatore non ci mandi a fare il giro per Centocelle o cose del genere sennò tocca farlo ricalcolare per forza sbattendogli sul naso la strada che ho stampato da Maps. L'unico problema è che oggi il meteo dello zio Bill (leggi, l'app della Microsoft sul mio indistruttibile Lumia) mi da per domenica e lunedì pioggia. Sarà meglio di no, per una cavolo di volta che andiamo da qualche parte. Fate gli scongiuri per me, o quello che vi pare, che deve fare bello.
Poi vi dico di che colore ritorno xD
[Edit: se volete qui c'è il link pubblico con le foto (sono quasi tutte farfalle, niente belle facce, sappiatelo)]

Ah e comunque vorrei vantarmi solo un attimo a proposito di un'altra cosa (qualcosa deve per andare bene, anche se palesemente non è il lavoro): sono arrivata a 50kg. Voi non avete idea di quanto io sia felice del fatto che tutti i pantaloni dello scorso anno mi cadano (cioè, mi secca perché mi devo rifare il guardaroba, ma ragazzi 50!). Finalmente ce l'ho fatta. Ora la ciccia restante deve trasformarsi in muscoli, ma c'è tempo.

lunedì 15 agosto 2016

Abbasso la ciccia/10

Torno con "abbasso la ciccia" dopo molto tempo per raccontarvi come vanno le cose. Non mi sono arresa (ci mancherebbe altro), solo dall'ultimo post (questo) ero oscillata tra i 56 della foto e i 58-59, calando e crescendo, ma mai tornando a vedere il famigerato 60 (e ci mancherebbe altro). Sono lontani i tempi in cui la malefica bilancia mi segnava 65kg sbeffeggiandomi e costringendomi a strizzarmi nei vestiti e anche a vergognarmi. Sono finiti i tempi in cui mia madre mi diceva che ero grassa come un porcello. Sono finiti i tempi in cui compravo le braghe a gennaio e a marzo già mi andavano strette. FINITI.

Stamattina pesavo 53kg.

Sto camminando da nove giorni. Che sembrano niente, che saranno mai nove giorni dopo 26 anni passati seduta sopra al didietro a leggere, a "studiare", a giocare a Legend of Zelda davanti al computer. Invece, con mia grande sorpresa, peso esattamente come nove giorni fa, ma il girovita è già calato di due centimetri. Non ci credo neanche io.
All'inizio, quando pesavo i miei 65kg senza ritegno, pensavo che quando sarei arrivata a 55 sarei stata magra (il mio obiettivo era 52, ma ritenevo che dopo dieci chili mi sarei vista magra). Non magra tipo modella, tipo carestia, ma magra. Diciamo magra senza i rotolini di ciccia tipo salvagente che mi sbucano dai pantaloni. Diciamo magra senza le maglie che si appoggiano al grasso sopra al didietro. Non magra da contare le ossa, ecco. Diciamo "normale" (che certo, potremmo stare qui fino a domani a disquisire sul concetto di normalità, comunque avete capito cosa intendo).
Durante l'anno che ho passato all'asilo ho perso del peso, anche se non saprei dirvi quanto di preciso. Non ricordo quanto pesavo a settembre. Però a giugno, quando sono uscita da lì, ero sui 55-56 e i pantaloni comprati a gennaio tendevano ad andarmi larghi. Credo che il punto principale sia che mangiavo in velocità e che non c'era quasi mai la pasta (io vivrei di pasta) e molto poco pane. I giorni che per grazia di Dio sul menù non c'era qualche tipo di passato o di brodaglia o cose così, e ci mandavano la gloriosa pasta, la cuoca mi chiedeva sempre: "com'è?" (perché ero la prima tra le maestre a mangiare, mentre lei preparava i piatti sui tavoli dei bambini) e io: "è pasta". In quei giorni gloriosi, non mi facevo tanti problemi a entrare nella pentola.
Comunque, torniamo alla camminata. Sabato scorso stavo spettegolando con Davide su whatsapp, mentre nel frattempo pregavo che la batteria del telefono prendesse la carica (alla fine ho dovuto cambiarlo, e vi farò un post apposta, così potrete dirmi che avrei dovuto prendere un android e non un Lumia) e lui mi ha chiesto se mi andava di andare a camminare la domenica. Volevo tanto mandarlo in Cina (cit.), ma poi ho detto di sì. Il giorno dopo abbiamo camminato un'ora. Ridendo e scherzando, quando sono arrivata a casa non ero neanche tanto stanca, ma il giorno dopo le mie gambe e le mie chiappe (inspiegabilmente) stavano redigendo un contratto di divorzio (come spiegazione di questo, vale il discorso di prima sullo stare seduta tutto il tempo). Però non mi sono arresa (volevo, ma sapevo che la domenica dopo sarebbe stato un casino uguale, a camminare una sola volta alla settimana), così lunedì mi sono messa le scarpe e sono partita (mezz'ora però). E martedì. E mercoledì. E giovedì le gambe hanno capito che potevano anche stracciare il contratto. Insomma, oggi è il nono giorno di camminata (oggi un'ora, come la domenica). Venerdì ho anche comprato da Decathlon delle scarpe apposta (queste), che le Nike mi stavano strizzando il piede sinistro (quello destro no, mistero) e sono così belle e comode che mi viene quasi voglia di correre (no, non corro, quello non ce la posso fare senza una bombola di ossigeno). Ieri Davide ha addirittura detto che non mi stava dietro, e io ero tipo: "è tutto merito delle scarpe, non ne avverti il nero potere? (Oh, caspita, è nero forte!)". E la cosa migliore è che le ho pagate una scemenza (17,90€) e le ho scelte nel reparto bambini, che tanto arriva fino al 39 e io porto il 38 per cui sono a posto.

mercoledì 21 maggio 2014

Abbasso la ciccia/9

Ecco qua, sennò la gente non ci crede.
(Faccio fatica a crederlo perfino io)


lunedì 10 marzo 2014

Abbasso la ciccia/8

kat: 56kg! [mettendosi di profilo] guarda, mi trovi dimagrita?
mum: la maglia ti tira ancora u.u
kat: non è che mi tira, è fatta così.
mum: [senza ascoltarmi] e guarda qua che falde di grasso.

GRAZIE MAMMA. Tu sì che dai valore ai miei sforzi.


(Tra l'altro, blogger mi dice che questo è il cinquecentesimo post. Dovremmo festeggiare.)

venerdì 13 settembre 2013

Abbasso la ciccia/7

kat e i 58kg della sua persona sono qui oggi a presentarvi il loro nuovo spauracchio, che chiameremo La Ragazza Grassa (per brevità LRG). Esiste davvero, non me la sono inventata. L’ho vista coi miei occhi, recentemente, e sono rimasta scioccata (il che è un bene, sennò come fa a farmi da spauracchio?).
LRG ha 19 anni, è alta poco meno di 1.70 e peserà, a occhio e croce, 90kg. LRG, se la guardate bene, è praticamente cubica. Non sto scherzando, se la guardate di profilo è larga esattamente quanto vista di fronte. LRG mi fa paura perché è una che conosco. Non so se ci avete mai pensato, ma la gente grassa che vedete per strada non vi fa particolarmente effetto, magari dite “guarda che ciccia che sborda” o qualcosa del genere, ma non vi preoccupate particolarmente di poter raggiungere il loro livello perché dopo tre secondi sono già passate oltre e non ci pensate più.
LRG invece fa presa. Da quando l’ho rivista nella sua forma cubica, ogni volta che mi viene voglia di andare a strafogarmi di Nutella (o qualcosa del genere), mi dico TU NON VUOI DIVENTARE COME LRG. LO SAI CHE NON VUOI.
Per ora funziona.

domenica 21 aprile 2013

Abbasso la ciccia/6

Arriva il caldo e ritorna il salvagente di ciccia intorno alla panza. Nel senso, c’era anche prima, ma lo tenevo nascosto sotto alla felpa, e nessuno sapeva se c’era o no.
Comunque stasera, dopo il tradizionale bagno della domenica (durante il quale sto a mollo più di quanto mi servirebbe per lavarmi e impiego il tempo a scaricare lo stress della settimana cantando le peggio canzoni che mi vengono in mente (la vasca da bagno ha un’acustica meravigliosa, quando faccio la doccia non funziona così bene)) ho pensato di pesarmi, che neanche sarebbe il momento migliore ma tanto ero curiosa di vedere quanta ciccia avevo messo su mangiando Nutella a cucchiaiate e l’uovo di pasqua.
Invece la mia amica bilancia (sì, è un caso che sia mia amica) mi ha segnato 58kg. Sono scesa e sono risalita perché era impossibile. Ha segnato ancora 58kg.
Credo che domani mi metterò quella bellissima camicia nera che ho comprato da Camaieu.

venerdì 9 novembre 2012

Abbasso la ciccia/5

Ho rimesso su un chilo e mezzo. MERDA. Peso di ieri: 61,5 kg (stamattina mi sono alzata molto presto per fare shopping, figuratevi se avevo voglia di pesarmi).
La verità è che la dieta sta andando a farsi benedire, perché è venuta giù mia zia dalla Svizzera e ha portato cioccolata in tavolette e cioccolata in biscotti e un sacco di altre cose cioccolatose, e la carne è debole. E poi, manca un mese e mezzo a Natale e a casa mia già girano panettoni (non hanno mai smesso, a dire il vero, ché quelli di seconda scelta girano anche ad agosto) e ditemi voi come si fa a non mangiare con tutto questo ben di dio in casa.

Credo che riprenderò nell'anno nuovo, cercando intanto di non tornare più su di così.

venerdì 12 ottobre 2012

Abbasso la ciccia/4

Non ho granché da dirvi, sono sempre sospesa sui miei 60kg, anche se mi sono concessa una settimana-felicità (la settimana scorsa) in cui ho mangiato normalmente, facendo spuntini e tutto il resto. Questo conferma che non importa quanto mangio, importa di più quanto mi muovo (e adesso che viene avanti l'inverno mi sa che mi nuoverò sempre meno). Lunedì è anche il mio compleanno, e non ho intenzione di trattenermi, dopotutto si invecchia una sola volta all'anno. 

venerdì 28 settembre 2012

Abbasso la ciccia/3

Se c’è una cosa che mi scoccia è vedere che ho mangiato un krapfen ieri e un l’altro giorno (ce li hanno portati, mica si poteva buttarli via) e non ho messo su un grammo. Cioè, mi sta bene di non avere messo su un grammo, solo che non vale pesare uguale quando mi strafogo e anche quando patisco la fame.
Domenica ho avuto un crollo emotivo e mi sono messa a piangere perché sono 13 giorni che peso sempre 60kg e ormai vedere che l’ago della bilancia non si sposta mi fa venire un nervoso che nemmeno vi immaginate. Adesso ci mancava solo la storia dei krapfen.

Siccome non ha senso dirvi che peso sempre 60kg, penso che aggiornerò una volta ogni due settimane, sennò i progressi non si vedono.
Ho fame ma continuo a voler dimagrire, e questo è l'importante.

venerdì 21 settembre 2012

Abbasso la ciccia/2

Più dell’80% delle donne che vogliono dimagrire lo fanno per via dei vestiti. Sembra assurdo, ma per prima cosa non si preoccupano degli uomini o della loro salute, la loro motivazione principale è potersi mettere quel vestito che hanno visto in vetrina e che, guarda caso, non c’è della loro taglia.
E non ci crederete, ma i primi due punti della mia motivazione in 20 punti sono a proposito dei vestiti.
1. mi sono rotta di non entrare più nelle magliette, nelle braghe e nelle felpe e nel resto della roba da vestire.
2. se mi metto roba larga, deve essere perché voglio e non perché devo. ”
I ragazzi sono al punto 15 e la salute solo ai punti 16 e 17.
Mi sono accorta (con orrore) che tutti gli zuccheri che mettevo dentro durante i miei innumerevoli spuntini mi tenevano su magnificamente, e adesso che non ci sono più mi sento molto più fiacca. In ogni caso, la dieta prosegue e il foglio della motivazione è sempre attaccato alla libreria in modo che io ci butti un occhio, a ricordarmi perché patisco la fame mi sto contenendo.

Venerdì 7 pesavo 63kg.
Oggi ne peso 60.

Voglio liberarmi di quel 6 al più presto.

venerdì 14 settembre 2012

Abbasso la ciccia/1

La mia “dieta” è iniziata venerdì 7 settembre. Ci ho messo le virgolette perché non è una vera dieta, è più un imparare a trattenersi. Certo non sempre funziona, infatti è per questo che ogni mattina salgo sulla bilancia in mutande (mi farebbe comodo una digitale con gli etti, ma pazienza) e scrivo quanto peso, e mi scrivo cosa mangio, così se il giorno dopo peso di più so che la colpa è esattamente di quella manciata di orsetti gommosi o di quei due biscotti che non avrei dovuto mandare giù e posso rinfacciarmelo.
Mangio molto lentamente, masticando ogni boccone almeno cinque volte, e ci metto un’eternità a finire la porzione, e da un lato funziona perché quando ho finito tutto quello che ho nel piatto sono addirittura stufa di magiare.
Saltello e faccio degli esercizi per le gambe (che ho trovato in un libro di diete che abbiamo comprato anni fa) e faccio anche un po’ di addominali. A differenza di quello che pensa la gente, io gli addominali ce li ho. Sono nascosti dallo strato di lardo, ma ci sono. Avevo anche pensato di andare a correre, ma mi ci vorrebbe come minimo una bombola di ossigeno sulla schiena, così intanto marcio sul posto. Non è granché, ma è sempre meglio di non fare niente come fino a una settimana fa.

Venerdì 7 pesavo 63kg.
Oggi ne peso 61.

Mia madre (che non ha mai fatto una dieta in vita sua, e non ne ha per niente bisogno) dice che i primi chili vanno via in fretta perché sono gli ultimi che ho messo su e sono ancora “morbidi”, che sono quelli sedimentati da anni che saranno rognosi. Le credo, perché sennò non si spiega come mai non scendo mai sotto i 58.