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giovedì 17 gennaio 2013

È già ora di pensare a un’altra festa?

Vorrei toccarti, salvarmi, ma tu ora non ci sei
e se ci fossi non saresti più come vorrei
le bugie mi uccidono, le follie dividono
la realtà fa male, il mio bacio ti lascia un livido.

A volte mi dico che non dovrei girare troppo per Face, perché vedo delle cose che preferirei non vedere, tipo i miei amici che se la suonano e se la cantano tra loro, mettendosi “mi piace” a vicenda a cose assolutamente stupide e brutte, ma forse sono io che non le trovo degne di nota. Comunque ho scoperto che alla festa di sabato, che io ho disertato allegramente (anche perché sabato pomeriggio ho avuto un attacco di cagotto e insomma non era il caso di andare a una festa mentre devi correre in bagno) qualcuno ha fatto lo stesso le foto, e non è che ci fossero grossi dubbi in proposito. Il che significa che ci saremmo pestati i piedi e che ho fatto meglio a stare a casa a vedere Castle e Body of proof (cadaveri, cadaveri!). Però davvero, muoio dalla voglia di uscire a fotografare qualcosa, il che è una cretinata visto che qui a Salga non è che ci siano cose molto fotogeniche (non c’è quasi niente, a dire il vero). Devo avere la Sindrome di Bruno, che anche lui è tutto smanioso di fotografare, e dire che non gli hanno neanche regalato la reflex che voleva tanto.
Venerdì dovremmo vederci tutti noi del cg in biblio per via della festa di carnevale, in merito a cui io sono abbastanza pessimista perché mi par di capire che non hanno una gran voglia di fare, e io a dire il vero neanche, però so già da cosa vestirmi.

sabato 31 dicembre 2011

Tedio di fine anno

Mi sto annoiando a morte, e non solo perché è sabato e non c'è un cavolo da fare, anche perché le cose che si sentono sono sempre quelle, e sincercamente mi sono anche un po' stufata. Tutti al telegiornale a pranzo che dicevano che in Nuova Zelanda è già 2012 e che c'erano i fuochi d'artificio. Questa sì che è una sorpreeesa, ma che mi dici, guarda, adesso mi viene un infarto e ci resto secco per la sorpreeesa. Ipocriti.
E poi senti anche che hanno trovato quattro quintali di botti nascosti in cantina, e ti chiedi com'è che poi esplodono gli edifici. Mah, chissà proprio come mai.
Nel bunker fa un freddo polare, e mio padre continua a smanacciare la stufa così due giorni dopo che era stato il tizio a sistemarcela l'aveva starata di nuovo. Ma insiste a dire che è colpa sicuramente del pellet se non scalda, non dei parametri che sono tutti sballati, perché lui li sistema sempre così com'erano. E allora chissà com'è che quando è venuto il programmatore ha detto che era tutta sballata. Beh, pazienza, io mi tengo quattro strati di vestiti e quando sulle dita ci sono i ghiaccioli vado ad attaccare le mani e il didietro alla caldaia.
Pensare che la biblio è chiusa fino al 9 mi fa venire il latte alle ginocchia. Altri otto giorni di tedio casalingo sono più di ciò che posso sopportare. Tra l'altro, abbiamo scoperto oggi che lunedì arriveranno dei parenti dalla Svizzera, che non ci hanno detto niente ovviamente e che com'è loro abitudine andranno a pranzo e cena nelle nostre case, e mia madre è furiosa come una iena col mal di denti e ha tutte le ragioni del mondo. Sono abbastanza incavolata anche io, perché come minimo mi toccherà riodinare tutto (che sarebbe il minimo, dopotutto ho fatto il grosso della pulizia a pasqua) e poi i due bambini, che ho perso il conto di quanti anni possono avere, mi tedieranno. Odio con tutta me stessa i parenti a pranzo, intanto perché si sta seduti a tavola ore, e poi perché non posso fare l'autopsia al cibo, e l'alternativa è non magiare. Se provo a mettermi a sezionare la carne, mia madre come minimo mi spara. Se provo a dirle che non la voglio, mi spara uguale.
E poi, se apri facciabuco sono tutti lì a dire quanto di distruggeranno questa notte, e fatelo pure ma evitate di dirlo in giro, che agli altri non gliene frega niente. Io penso che stanotte andrò a dormire col mio libro come al solito, anche perché non sto particolarmente bene ed è meglio se ho un water nelle vicinanze. Sarà meglio smettere di mangiare fichi e fagioli e tutto quel genere di roba. E anche se non dovessi correre al cesso, non sono lo stesso il tipo da feste, non bevo e non stacco il cervello e non potrei mai fare la vacca alla festa di capodanno. Qualsiasi festa.
Spero che domani facciano il Concerto di capodanno con l'orchestra di Vienna, che mi va di ascoltare la Radetzky Marsch e battere le mani a tempo.

domenica 27 febbraio 2011

Incontri ravvicinati del sabato sera

Ieri sera ero fuori coi contadini e, dopo aver giocato per un po’ a bowling (loro, io stavo a spettegolare allegramente con le mie amiche) siamo andati in un posto a bere qualcosa. Nella compagnia dei contadini c’è anche uno da Ponte, che dopo poco che c’eravamo seduti ha visto dall’altra parte del locale due tizi di cui ha praticamente urlato i nomi. Il che non sarebbe stato un problema, se i due in questione non fossero il fratello del migliore amico del mio ex (conosciuto come “lo scemo”) e un altro suo amico. Della serie: Dio, ti prego, fa che non sia qui anche lui. Mezzo infarto preventivo. Le mie amiche non ci avevano fatto troppo caso perché non si erano mai interessate troppo ai suoi amici. Nemmeno io, a dire il vero, però parlando venivano sempre fuori i loro nomi e così ho dovuto imparare ad associarli alle persone e tutto il resto.
Dopo il mezzo infarto, ho fatto finta di niente, come se non conoscessi nessuno, fino al momento in cui lo scemo è passato a due metri da me, fuori dalla vetrata del bar. Se Dio vuole, non mi ha visto. È rimasto fuori per un po’ a finire la sigaretta insieme ad altri suoi amici, poi è entrato nel momento preciso in cui noi ci stavamo alzando per andare via. Ho avuto una tale botta di culo che, quando avremmo dovuto incrociarci, lui si è girato a salutare qualcuno che aveva visto e mi ha dato le spalle. La verità è che non sono sicura che mi andasse di rivederlo, specialmente dopo che non lo sento da almeno un mese e mezzo, da quando abbiamo lasciato in sospeso la questione se vederci o no. Quando l’ho visto passare fuori dalla vetrata sono diventata viola, il che è tutto dire, quindi non penso che avrei avuto abbastanza faccia tosta da andare perfino a salutarlo. Forse è stato meglio che non se ne sia accorto.