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martedì 10 settembre 2013

Compiti delle vacanze

Dopodomani inizia la scuola (in Veneto), e c’è chi, come i miei bambini, deve ancora finire i compiti delle vacanze. Ripeto: NON HANNO ANCORA FINITO I COMPITI DELLE VACANZE, E GLI RESTA UN GIORNO. Così adesso sono lì tutte le mattine a fare sessioni estenuanti di compiti-in-extremis, e loro non mancano di dirmi che tanto, anche se li fanno male/a caso/incompleti la maestra non può mettere il voto perché i compiti delle vacanze sono facoltativi. Se avessi provato io a fare questo discorso a mia madre, sarei finita stampata sul muro. I compiti si fanno e basta.
Stamattina, alla sesta ripetizione di questa solfa, sono esplosa e gli ho detto: bene, allora per quanto mi riguarda puoi anche arrangiarti, farli come capita, fare anche a meno, visto che non mette il voto. Però quando alla fine dell’anno avrai il mezzo voto e lei terrà conto del fatto che non li hai fatti bene e te lo abbasserà, non venire a lagnarti da me, visto che sto cercando di aiutarti.
Per un po’ ha funzionato.

mercoledì 4 settembre 2013

La pelle di serpente

kat: “skin” vuol dire pelle, non squame. Cosa dici tu di solito, “è fatto di squame di serpente?”
Francesco: no, di pelle di serpente. Mia mamma ha una cintura di pelle di serpente, ma si sta squamando. È pelle di pitone!
kat: regalagliene una nuova per natale.
Francesco: le regalo un pitone vero, e poi lo mette per tenere su i pantaloni.
kat: meglio un boa constrictor, così glieli stringe bene.
Francesco: buona idea.

mercoledì 21 agosto 2013

Il mirino

Stamattina, quando sono arrivata dai miei bambini, stavano giocando a qualche cavolo di gioco di guerra con l'Xbox, di quelli che tu sei il soldato e devi ammazzare i nemici e conquistare la base, o che so io. Francesco mi ha chiesto se volevo giocare un po' anche io, ma gli ho risposto che non so giocare con l'Xbox. Più che altro, non so maneggiare il controller, che se ogni volta devo stare a vedere quale pulsante è A e quale è X, intanto mi hanno già ammazzata.
Solo che in questo gioco, di cui non chiedetemi il nome, il mirino è sempre fisso al centro dello schermo, appena ti sposti, o cammini, ovviamente non inquadri più quello che ti interessava. Così, per qualche strano motivo, gli ho raccontato del controller del Nintendo 64, quello che aveva tre maniglie. Come tre maniglie, mi ha chiesto. Aveva una maniglia anche in mezzo, gli ho detto. E dietro alla maniglia centrale, c'era il pulsante Z. E allora, mi ha chiesto? Il pulsante Z serviva per agganciare il bersaglio. Una volta che l'hai agganciato, puoi andare a spasso quanto ti pare, ma quello a cui stai mirando resta sempre ben in vista, al centro.
Gli è parsa una figata. Ho come il sospetto che, ora che gliel'ho raccontato, se potesse modificarsi il controller dell'Xbox aggiungendo un tasto, lo farebbe.

giovedì 1 agosto 2013

kat la babysitter

Stamattina sono andata a fare la babysitter a tre bambini. Tre fratelli (12, 8, 6 anni), della serie prendi tre paghi uno (o viceversa?).
Non posso lamentarmi, perché sono abbastanza bravi, però al più grande a volte mi viene davvero voglia di mettergli una striscia di scotch sulla bocca, perché non smette MAI di parlare (in più parla anche velocemente, che io mi perdo metà delle parole). Quando sono arrivata stavano guardando un programma su National Geographic a proposito di un tizio che aveva costruito (in strada) una ferrovia di 16km per i modellini dei treni. L'idea era che poi il trenino li percorresse tutti 16, ma all'undicesimo chilometro si è fermato. Francesco (quello grande) mi ha raccontato che loro lo guardano tutte le mattine, c'è sempre sto tizio che fa delle cose strane coi giocattoli, tipo ieri ha fatto una pista di 5km per le macchinine (in una vera pista da automobilismo) e poi le ha fatte correre. Secondo me è malato.
A mezzogiorno, che è andata la nonna a fargli da mangiare, Francesco è venuto al cancello ad abbracciarmi e chiedermi quando torno.
Qualunque giorno sia, mi porto lo scotch da pacchi (risata malvagia).