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venerdì 20 dicembre 2013

Quasi vacanze

Mia madre può anche dirmi di non fare la vittima, che dare ripetizioni non è esattamente logorante come pulire i cessi, ma vi giuro che queste due settimane di vacanza mi ci volevano. Anche perché F ultimamente sta diventando sempre più insolente, ha dei giorni in cui dà letteralmente di matto e io non so assolutamente come gestirlo. Quindi, siccome loro il sabato non vanno a scuola, da oggi pomeriggio (dopo venti minuti in coda al semaforo, per completare l'opera) sono in vacanza. Permettetemi un sospiro di sollievo.
Aaaaaah.
Sono stata in biblio a rifornirmi, ma ho come l'impressione che cinque libri non mi basteranno. Farò un altro salto lunedì. Anche perché a quanto pare Andrea Vitali è la mia rovina e quindi i due libri suoi li berrò in tipo tre giorni (stuzzicatevi con il teaser qui, se volete).
Lunedì, cascasse una pannocchia, faccio il tronchetto di Natale. Il dolce, sapete. Sono anni che ci penso, ma ormai è giunta l'ora. Se viene bene, vi posto foto e ricetta.

giovedì 31 maggio 2012

kat e la valigia

Per la serie “sputtaniamoci pubblicamente”, ho iniziato a fare la valigia. Che poi, io posso iniziare anche una settimana prima, farmi la lista delle cose importanti e robe del genere e poi rendermi conto a metà strada (o peggio, all’arrivo) che mi sono dimenticata qualcosa di fondamentale. Tipo stanotte ho sognato che mi ero dimenticata il caricabatterie del cellulare e anche quello della macchina fotografica. Infatti sono corsa a metterli dentro immediatamente.
Insomma mia madre ha detto che un sacco di gente ha un trolley come il mio e ci fa stare vestiti per una settimana più lenzuola e asciugamani e tutto il resto. Evidentemente, o lei conosce solo maschi, oppure io non sono in grado di fare la valigia, perché sono arrivata al livello della cerniera quando ancora dovevo iniziare a mettere i vestiti. Grazie a Dio ha l’estensibile sul coperchio, ma lo stesso per chiuderla credo che dovrò fare una magia tipo quella di Hermione per allargare la borsetta o qualcosa del genere. Sì, perché è pur sempre montagna e il tempo fa quello che vuole, quindi ci ho messo dentro una felpa grossa e un fina e un maglione (mia madre, non guardate me) e i pantaloni lunghi e quelli al ginocchio e i calzini corti e quelli lunghi e tutto così, e quindi grazie al cavolo che poi non si chiude.
Non parliamo nemmeno dello zaino, che mi sono portata via solo due libri (male che vada c’è una biblio da qualche parte) ma ancora è pieno di tutto, stracci e guanti e detersivo e cose del genere. Non so le vettovaglie dove le metterò (certo, perché essendo sabato 2 giugno festa, abbisogno di cibo per almeno due giorni, altro che andarlo a comprare lì), per non parlare di dove farò stare gli scarponi. Presumo sparsi per la macchina.

venerdì 25 maggio 2012

Abbisogno di un consiglio

E siccome, a quanto si dice nella colonna di destra, ho 16 lettori fissi, mi piacerebbe che almeno due o tre di loro (mica tutti sedici) mi consigliassero, perché questo è uno dei dilemmi che magari a voi sembrano stupidi ma che per me sono grossi come una montagna perché comportano il doverne parlare con i miei. Dovete sapere che a casa mia riuscire a parlare di una cosa seria, tipo a cena o a pranzo, è praticamente impossibile, perché tanto mio padre guarda la tivù e guai a chi anche solo sussurra, che lui dice che non sente (anche quando le notizie le ha sentite già due volte a pranzo), e gli altri momenti non sono granché buoni. Ricordo ancora quanta fatica ho fatto per intavolare il discorso della macchina fotografica, e quanto avrei preferito fare un buco e mettermici dentro.
Il dilemma è il seguente: due notti fa (anche se da un po' ci pensavo) mi è venuta l'idea geniale di andare a farmi una settimana di vacanza in montagna. Ecco, di notte pareva geniale, di giorno un po' meno, ma succede sempre così. Dovete sapere che dalla seconda elementare alla prima superiore sono andata tutte le estati tre settimane in montagna coi miei in un posto che si chiama Falcade, che sta quasi sul confine col Trentino. Poi abbiamo smesso, perché io mi rompevo le scatole e perché anche i miei dicevano di avere altro da fare (come sempre, mia madre si fermava e mio padre veniva su per i weekend). Il concetto è che a loro non fregava niente della vacanza, ci portavano me per respirare aria buona e cose del genere, dato che sono sempre stata incline ai raffreddori e cose del genere. Gli ultimi anni siamo stati da un'amica di famiglia, che poi sarebbe dove andava in vacanza mio nonno (anche lui asmatico, anche quello è di famiglia), che si trova abbastanza in culo al paese, in cima a una salita che non finisce mai, ma è un posticino carino.
L'ho presa larga, ma non fa niente. Il concetto è questo: se io chiamassi la signora (sempre ammesso che sia ancora viva, sarà dalla quinta superiore che non la vedo più) e le chiedessi se per caso mi affitta l'appartamento per tipo la prima settimana di agosto (dopo i  centri estivi, per distrarmi. No, non mi hanno ancora presa, la selezione è martedì. E se mi prendono, i soldi dell'affitto posso metterli io, non voglio che i miei paghino per me) e lei mi dicesse che va bene, ammesso che lo affitti ancora, e io mi facessi portare su in macchina da mio padre e mi facessi venire a prendere il sabato successivo? Il concetto è: non voglio la macchina, che intanto in montagna non so guidarla e poi così devo andare a piedi e un po' di esercizio fa sempre bene. E poi dovrei arrangiarmi, e farmi da mangiare e pulire, e alzarmi presto per prendere il pane e fare la spesa, e poi magari nel pomeriggio posso fare una passeggiata con la macchina fotografica e riempire tutti gli otto giga di memory che ho. Oppure un giorno posso anche farmi un panino e andare a rifugi (magari uno in cui sono già stata, che non vorrei mai perdermi) e se piove posso sempre andare in biblioteca a prendermi qualcosa, mi daranno un libro da leggere.
La domanda per voi è questa: tutto quello che per me l'altra notte era una meravigliosa idea è effettivamente sensato? E se lo è e trovate che io debba buttarmi nell'impresa, come cazzo mi consigliate di dirlo ai miei?
Mi sento molto stile yahoo answers a chiedere una cosa del genere, ma ho davvero bisogno di qualche altro parere.

giovedì 29 dicembre 2011

Cose che capitano

Capita che racconto a mia madre cose che dico o che faccio con i miei amici. Anche se lei non può capire, e in genere, sono cose che fanno ridere, perché quelle serie col cavolo che gliele racconto. Le più memorabili sono le cretinate che dico con Marco in biblio, ma di quelle ne racconto il meno possibile, perché poi dice che parlo solo di lui. E grazie al cavolo, se ci siamo solo noi due con chi dovrei parlare, coi muri? Coi libri?
Capita che i miei mi trascinino a fare compere perché con una spesa di 40 euro c'era lo sconto del 30%, e succede così che torno a casa con un pigiama rosa e un paio di calzini antiscivolo a righe rosa, perché pare che nemmeno da grandi le femmine possano vestirsi di un altro colore. E io odio il rosa con tutta me stessa.
Capita che al telegiornale non si parli d'altro che delle tasse sulla benzina e sulla casa e su tutte quelle cazzo di manovre del nuovo governo del signor Mari o Monti (sì, l'ho scritto staccato apposta), che a quanto pareva doveva fare il miracolo. Anzi, a sentire loro bastava solo buttare fuori Berlusconi per compiere già il miracolo economico. Sono vomitevoli.
Capita che la biblio sia chiusa fino al 9 gennaio e io a casa mi annoio come non mai, almeno finché era aperta non importa se non c'era nessuno, stavo a spettegolare con Marco e a fargli i grattini mentre fa le fusa come un gatto grasso (mia madre è convinta che prima o gli salterò addosso, o qualcosa del genere).
Capita che sto rileggendo Harry Potter perché non ho assolutamente nient'altro da leggere e anche ponendo che la biblio di Ponte sia aperta (che non ne sono sicura) non ho voglia di andare fin là a cercar qualcosa. Sono anche fortunata ad essermi procurata il 6 e il 7 di carta, che l'ultima volta ho dovuto leggerli in ebook. Di una scomodità che non avete idea.

venerdì 27 maggio 2011

Holidays begin

Sono ufficialmente in vacanza. Questa sessione di esami non ho combinato praticamente un cavolo, a parte il 30 in didattica, ma non me ne frega più di tanto. In compenso, i miei sono furiosi come delle iene col mal di denti. E c'era da aspettarselo, dopotutto.
Oggi non ho neanche fatto l'esame di linguistica spagnola. Dopo aver letto il fac-simile ho lasciato perdere, perché con le domande poste in quella maniera non sarei riuscita a combinare un cavolo. Invece che mettere la frase da analizzare/spiegare, perché non chiede semplicemente "paralmi di [inserire argomento]"? Almeno sarei sicura che ho centrato il concetto della risposta. Vuol dire che devo ristudiare tutto, ma fino a metà agosto (minimo) non se ne parla nemmeno. Intanto domani ho la festa di chiusura del kemma, il 2 giugno c'è la festa dello sport, il 9 la festa di fine scuola, poi abbiamo gli incontri di animazione per i centri estivi e poi a luglio lavoro. Insomma, chiamatele vacanze...
Ah, e mi sono scaricata Il castello errante di Howl quindi è possibile che prima o poi ne riparli con una bella recensione (anche perché ormai l'ho guardato 5 volte in una settimana). Ah, e scarico anche Cars, così mio padre è tutto contento perché gli piace da matti Luigi.