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lunedì 8 luglio 2019

Vita

Siamo alle solite, ossia contratto finito e stavolta anche un affitto da pagare.
Ho saputo che si può fare al domanda per la disoccupazione anche su internet, quindi oggi (ottavo giorno dalla scadenza del contratto, come da loro specificato) sono entrata nel sito dell'Inps, ho seguito i vari link e ho scoperto che secondo loro sto ancora lavorando in pizzeria, come se non mi fossi licenziata passando dal loro stesso sito sei mesi fa. Comunque ok, mettendo il codice della nuova azienda mi ha fatto inserire il nuovo posto di lavoro. Robe da matti. In ogni caso non ne ho fatto niente perché mi serve l'ultima busta paga e credo che arriverà da mercoledì, quindi riproverò (magari nel frattempo ce la fanno).
Se le racconti in giro ste cose la gente non ti crede neanche, perché suona davvero ridicolo, ma dopotutto parliamo di un Paese in cui prima ti agevolano facendoti fare le cose sul sito e poi ti dicono che devi stamparne una copia e portarla a mano. Tanto valeva che ci andassi direttamente allora. Staremo a vedere come finisce sta storia (immagino non bene, o almeno con un paio di intoppi).
In ogni caso, ora vedremo cosa mi aspetta. Intanto spero che mi diano due soldi, e poi non so neanche io come al solito dove andare a sbattere la testa. Là in fabbrica il capo non ha mancato di sottolineare più volte che è contento di me, che stavo lavorando bene e cose varie, e che loro quando ricomincia la stagione delle tende (a volte anche prima) per prima cosa richiamano la gente degli anni precedenti, e che intende farsi vivo (come se dipendesse da lui, ma ci siamo capiti), quindi questa è una buona cosa, ma si parla che sicuramente non sarà prima di ottobre o anche novembre, da come mi hanno detto le altre signore che lavoravano là. Potrebbe essere addirittura anche gennaio, non si può dire.
Tutto sommato, a me non dispiacerebbe tornare là, perché finora di tutti i lavori dimmerda che ho passato era il meno dimmerda, con orari umani, la mensa, vicino a casa e tutto il resto, però tutto dipende da loro e non so nel frattempo cosa mi conviene fare. Nel senso, darò ovviamente un'occhiata in giro, metti che salta fuori qualcosa, è che mi seccherebbe magari essere assunta (precariamente) da qualche parte (magari peggiore) e poi boh, andarmene perché loro mi richiamano, o peggio restare incastrata perché non lo fanno.
Come sempre, i consigli sono benaccetti eccetera.
Quanto al resto, a maggio io e Dav finalmente siamo riusciti a trasferirci, dopo aver aspettato i tempi biblici del'enel che ti fa mandare le carte via mail e poi non le legge, del gas che ci manda l'attivazione ma non toglie il sigillo, dei tipi della cucina che che la montano e non tirano neanche giù la spina del frigo dallo zoccolo (non dico collegarlo, ma almeno non incastrare la spina sotto al frigo non era male come idea). Ci abbiamo messo ancora meno a montarci tutti i mobili dell'Ikea a mano la sera dopo otto ore di lavoro.
Se volete sapere come funziona la convivenza, per il momento vi rimando a questo post dell'anno scorso, che è abbastanza esemplificativo. Magari più avanti ho altro materiale in proposito.
Abbiamo anche un gatto, che praticamente abbiamo affittato con la casa. Nel senso, io credevo che fosse di qualcuno dei vicini, Dav dice che secondo lui è della padrona di casa che però abita a tipo 500 metri all'inizio della strada e qua vicino ha l'orto e il pollaio (sì raga, siamo in campagna) e che ha mollato qua anche i gatti come se niente fosse, e siccome questo ha iniziato a venire da noi alla fine gli abbiamo dato da mangiare e ce lo siamo fatto amico. Ora è sempre qua, quindi immagino che sia nostro per usucapione o qualcosa del genere.

sabato 23 marzo 2019

Toccata e fuga

Passo in fretta per dirvi due cose.
Ho un lavoro (fino alla fine del mese per ora, ma sono fiduciosa) e presto se tutto va bene potrei avere anche una casa con Dav (in affitto chiaramente, perché aspetto che mia nonna mi lasci la parte dove abita lei, dato che ha 93 anni).
Ulteriori news il mese prossimo (cioè tra una o due settimane credo) appena ci sono degli sviluppi.
Incrociate tutto l'incrociabile, grazie.

domenica 7 ottobre 2018

Non ancora tornati del tutto

Siamo tornati da una settimana ma ho l'impressione che non siamo davvero tornati. O forse è solo che siamo pronti a ripartire, anche se non sappiamo quando potremo farlo.
Io dopo una settimana devo ancora svuotare lo zaino, sta lì sopra la sedia della scrivania (o per terra, se devo sedermi) ed è ancora pieno di roba che prima o poi forse tirerò fuori solo nel momento in cui mi servirà (o mi servirà lo zaino, chi lo sa). Devo ancora riordinare le magliette e i jeans (ho messo tutto nel cassetto, ma non bene) e non mi va di farlo, come se idealmente fossero già piegati per la prossima valigia. Dav oggi mi ha detto che sta portando le maglie di suo fratello perché la sua roba è ancora tutta nella valigia e la valigia è ancora lì chiusa come quando è scesa dal furgone domenica.
Non sono una a cui piace viaggiare, non partirei mai per l'estero e cose del genere, e probabilmente neanche per chissà quale città laggiù, ma tornare a casa è stata dura, è stata davvero dura. Un po' perché dopo sei mesi che vivi insieme ti sei abituato a fare certe cose e tornare a vivere uno per parte bene o male è lo stesso un po' un trauma, un po' perché per una volta nella vita vorrei davvero uscire dal bunker e non vorrei perdere l'occasione e tornare indietro, e un po' perché nonostante tutto Jesolo era diventata un po' casa.
Ora tocca ricominciare tutto di nuovo, a partire dal trovarci un lavoro preferibilmente serio e mettere via qualche soldo, per poterci permettere di guardarci intorno e trovare un posto per noi. Vorrei fare l'ottimista, vorrei dirmi che a Jesolo ci ho messo esattamente 16 giorni a trovare il primo lavoro e 38 per trovare il secondo e il terzo (poi il fatto che i primi due non siano andati è un altro conto, mi secca di più per il secondo per il quale ho perso un sacco di tempo e di opportunità, ma dopotutto il terzo mi ha fatta incassare ed essere a casa a pranzo, e non è una cosa da poco quando in due si hanno gli orari sfasati di tre ore e rischi di non incrociarti mai). Posso anche dirmelo, e posso cercare di essere ottimista, ma non sono sicura che qui andrà altrettanto bene e altrettanto in fretta, mi servirebbe una botta di culo bella grossa.
La verità comunque è che per la prima volta nella vita voglio defilarmi, voglio fare dei progetti grossi, voglio che le cose girino dal lato giusto, perché ne ho bisogno (e chi lo sa, magari un po' anche me lo merito).

venerdì 27 aprile 2018

Cose che si muovono

Ho dei momenti di sconforto in cui penso che tra una prova e l'altra e tra un colloquio e l'altro alla fine resterò disoccupata pure a Jesolo, sebbene in stagione assumano cani e porci.
Domenica vado a fare una prova in un altro bar, e mi ha appena chiamata una tipa per farmi fare una prova anche al suo ristorante (che sarebbe più vicino del bar ma che su maps ha 2,7/5 e la cosa non è che ispiri molto, anche se dopotutto io devo solo portare in giro i piatti e non cucinarli).
Ho parlato anche con altra gente ed è tutto un "ci sentiamo" e "casomai ti faccio provare" ma io francamente ho bisogno di certezze, e pur capendo che loro non possono assumere il primo che passa così a scatola chiusa, avere cinque o sei proposte pendenti per me equivale a non averne nemmeno una. Sarò tranquilla quando avrò un contratto (se mai ce l'avrò).

sabato 7 aprile 2018

Attesa (e libri)

Sto ancora aspettando.
Sto aspettando che qualcuno mi faccia lavorare, che escano le graduatorie ata, che Davide torni a casa per pranzo (per questo manca almeno un'altra ora e mezza).
Si direbbe che ormai dovrei essere brava ad aspettare, visto che è quello che faccio maggiormente di questi tempi, ma in realtà inizio ad annoiarmi e a diventare nervosa e a chiedermi cosa ho sbagliato di preciso nella mia vita per far sì che vada tutto così a caso (per essere precisi, che non vada).
La prossima volta che qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, dirò ASPETTO. Che dopotutto è la verità.


In realtà volevo parlarvi di un libro che ho appena finito di leggere, che si intitola Uno di noi sta mentendo, scritto da Karen McManus. Non è una vera recensione perché non ho voglia di scriverla e perché non so neanche bene cosa scrivere senza stare a spoilerarvi mezza roba, ma sappiate che la copertina non è niente di che e probabilmente, fosse stato solo per quella, non l'avrei neanche scaricato. Anzi, pensandoci, non so neanche come mai l'ho scaricato.
Comunque, è una specie di giallo, e volendo essere pedante direi una specie di enigma della camera chiusa, dato che ci sono cinque ragazzi in punizione nella stessa stanza e uno di loro muore all'improvviso e gli altri giurano tutti di non essere stati loro ad ammazzarlo. Credo sia il primo libro di quest'anno a cui do cinque stelle, magari non completamente meritate, magari erano quattro e mezza, ma tra un'attesa e l'altra è andato via liscio ed è scritto bene e se vi avanza un po' di tempo trovatelo e leggetelo perché non è niente male.

sabato 24 marzo 2018

Il mare e altre novità

(Sto scrivendo dal cellulare, perciò se si impagina male non so cosa farci.)
Se ben ricordate, nell'ultimo post avevo parlato di strane idee sulla stagione e di bestemmie al sito del miur (che non mancano mai in realtà), quindi sono tornata per fare il punto della situazione.
Finalmente ho potuto inserire il modulo con la scelta delle scuole per la domanda del personale ata, dopo lunghe attese statali e dopo lunghe attese pure alla segreteria della scuola perché i tipi avevano sbagliato a battere i miei dati e il sistema non mi riconosceva quando tentavo di compilare la domanda per la scelta. Lasciamo stare le comiche e i giri che ho dovuto fare, sappiate solo che almeno sono inserita con le mie scelte e prima o poi uscirà sta benedetta graduatoria e speriamo di stare nella parte alta.
Nel frattempo comunque, per non farmi mancare la mia dose di ansia, ho fatto alcuni colloqui per la stagione a Jesolo. Uno era anche andato bene, ma poi le tipe hanno deciso di assumere la cugina (ma che strano, non si pratica il nepotismo in Italia, eh?) In ogni caso, ho parlato con altra gente, ho fatto un giro di curriculum (e probabilmente ne seguiranno altri) e Davide, che conosce metà della gente dei vari hotel/ristoranti ha attivato le orecchie paraboliche per cui se c'è qualche occasione sarò la prima a saperlo. Nel frattempo, anche se io sono ancora disoccupata, ci siamo trasferiti in un appartamentino a Jesolo, così lui è comodo per andare a lavorare (tre minuti a piedi tipo) e io per intanto sono comoda senza i miei (che insomma non erano supercontenti all'inizio ma poi hanno capito che non posso stare con loro per sempre eccetera e sono anche stati ragionevoli).
Perciò, se qualcuno mi sta leggendo, incrociate le dita per me, perché Dio sa quanto ho bisogno che le cose vadano bene.

sabato 3 febbraio 2018

Update

Sono tre mesi e mezzo che non scrivo nel blog. Non ha quasi senso. Ogni tanto mi sono detta "dai kat, apri quel cavolo di computer, prendi il cellulare, entra nel bloggo e dai un segno di vita" ma poi non l'ho mai fatto.
Ma oggi è un sabato pomeriggio un po' grigio (come molti altri in verità) e sto sincronizzando il kobo quindi intanto sono passata di qua (tra l'altro mi dico di continuo che non devo scaricare 10 libri alla volta ma poi lo faccio sempre e quindi la lista dei libri da leggere sta diventando essa stessa un libro).
Non ci sono grosse novità in realtà, i giorni si susseguono simili, aspetto la botta di culo del curriculum fortunato, aspetto di sapere se entrerò nella graduatoria del personale ata per cui ho fatto la domanda ancora ad ottobre (sempre molto veloci quando si tratta di cose statali, eh?), aspetto di sapere cosa finirò a fare questa estate (sempre che io finisca a fare qualcosa, la madre dice che dovrei trovarmi un buco a Jesolo con Davide e fare la stagione là, la qual cosa suona contemporaneamente benissimo e malissimo perché francamente non so dove sbattere la testa ma lasciamo stare. Se se ne fa qualcosa ve lo racconto più avanti).
Nel frattempo, tra un'attesa e l'altra, sto facendo come al solito il doposcuola, e quest'anno vi giuro un colpo di culo immane, i ragazzini di terza sono così tranquilli che possiamo pure berci il caffè nel frattempo, non come gli altri anni che tu giri l'occhio e loro rovesciano il tavolo (per fortuna).
Sono a 5/50 nella Goodreads Challenge (1 libro di vantaggio) e me la sto pure prendendo comoda.