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mercoledì 2 marzo 2011

Figuracce in tivvù

Stasera stavo guardando l'eredità e al duello la domanda di fantasia era la seguente: quale di questi oggetti deve portre con sé harry potter per il PRIMO anno ad hogwarts?
Opzioni di risposta: 1. carta e penna

2. telescopio
3. manico di scopa
4. sfera di cristallo.
La concorrente, tutta gasata, fa un discorso superintelligente del tipo: "Allora, ho letto tutti 7 i libri, blablabla, quindi dico senza dubbio manico di scopa.

Prima che lei potesse sparare questa baggianata, io avevo già visualizzato della mia testa la pagina del libro con l'elenco delle cose da portare, in cui appare "telescopio" e in cui è scritto anche “si ricorda ai genitori che agli allievi del primo anno NON è consentito l'uso di manici di scopa personali”.
E anche se non mi fossi ricordata che c'era scritto telescopio, divinazione si inizia al terzo anno.
Non andrei mai in televisione a fare figuracce del genere.

venerdì 24 settembre 2010

Augureggiare o non augureggiare? Questo è il problema.

Poi succede che è il compleanno di una persona a cui tenevi, e fargli gli auguri non significa risentirsi dopo tre mesi, ma piuttosto intavolare una discussione messaggistica fatta di fraintendimenti, di ironia e cinismo fraintesi e di scuse a cui non credi nemmeno mentre le scrivi, e tutto per arginare il casino.
Adesso devo fare una scelta, e so che qualsiasi risposta darò alla domanda, che sia o no, sarà quella sbagliata. Mi farà rimpiangere di non avere dato l'altra, anche se sarebbe stata altrettanto rimpiangevole.
Quando sono arrivata in biblio avevo un diavolo per capello. Ero nervosa come solo lui sa farmi diventare. In un quarto d'ora mi sono caduti quattro libri dalle mani (libri, non intere pile). E l'affermazione "oggi sono rincoglionita" era sufficiente a spiegare al mio mondo lì dentro cosa poteva essere successo prima delle tre di pomeriggio.
Poi è arrivato Marco, e ci siamo messi a lavorare insieme. E ci siamo beccati come marito e moglie. O come fratelli. Tutto il pomeriggio, tranne quando è stato a fare matematica. Che è comunque tornato da me per farsi scegliere l'equazione. Adoro scegliere equazioni. Le più cancare del libro, via. Le peggiori gliele ho sempre scelte io.
E, puro caso, stasera ho avuto una delle mie solite discussioni con i miei. Perché una volta che ho tolto il freno, che sono stata provocata e tesa e nervosa tutto il giorno, loro sono la goccia che fa traboccare il vaso. Tutte le sere, stessi discorsi, ormai mi entrano da un orecchio ed escono dall'altro, ma sentirli parlare mi urta lo stesso. Parlano sempre tra di loro, di cose che hanno vissuto entrambi. E io cerco di vedere la ghigliottina all'eredità. L'altra sera potevo vincere 45000 euro, la parola era "fontana".