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domenica 15 ottobre 2017

28

kat mentre attenta alla vita della torta
(sì, la torta l'ho fatta io)

sabato 15 ottobre 2016

27

Ebbene, anche quest'anno siamo al level up (come mi ha detto l'anno scorso una mia amica, postandomi su Face una foto di Super Mario con fungo 1up).
Ieri mi sono fatta una sacher , perché sì sono dimagrita (e sono felice), ma al mio compleanno non intendo privarmi del dolce.

mercoledì 15 ottobre 2014

25

Ebbene sì, sono ormai decrepita. Ho un quarto di secolo (detto così, sembro davvero vecchia).
Tanti auguri a me.

venerdì 2 maggio 2014

100

Oggi sarebbero stati 100. Spero che lassù stiate festeggiando alla grande.
Buon compleanno, nonna.

martedì 15 ottobre 2013

24

Da non credere. Oggi è il mio compleanno e mia nonna viene giù a farmi gli auguri e poi si mette a parlarmi del bambino di mia cugina e del nipote di questa e del figlio dell’altra, che non trovano lavoro. Le ho detto in faccia “non mi interessa”, e se l’è anche presa. Cazzo, è il mio compleanno, mi preoccupo delle rogne degli altri per gli altri 364 giorni.
E la cosa più spettacolare è che invece, gli altri, mi snobbano gli altri 364 giorni, e anche oggi, se solo Facebook non glielo ricorda.
Giornata rovinata. Ho appena finito di piangere.

lunedì 14 ottobre 2013

Domani

Stanotte, dopo mezzanotte, stavo ancora leggendo (sai che novità), e mi è caduto l'occhio sull'orologio. Più che sull'orologio, sul numeretto della data che sta al posto del tre. E, per qualche stupido motivo, leggendo 14, mi è sfuggita, a voce alta, una sola parola: "domani".
È quasi assurdo aspettare così il compleanno.

mercoledì 11 settembre 2013

Compleblog

Oggi il blog compie tre anni. Prendete pure una fettina di torta.


domenica 21 ottobre 2012

Festa di compleanno fuori posto

Ieri abbiamo fatto la mia festa di compleanno al cg. Quest’anno noi grandi siamo senza animatore, riferiamo direttamente alla Giò e basta, a quanto pare. Comunque ne hanno approfittato per fare un bel po’ di casino, e io già lo sapevo, ma dopotutto sono peggio dei bambini e chi spera di no è solo un illuso.
Comunque ho portato il dolce, ho fatto la ciambella paradiso (vedi ricetta qui) con le scaglie di cioccolata. Naturalmente si sono strafogati fino alla morte, e figurarsi se fanno a meno quando si tratta di cibo. Mi hanno regalato un libro (Cinquanta sbavature di Gigio, parodia delle più famose sfumature) con annesso segnalibro, e una felpa di Nightmare before Christmas. Meravigliosa. Doubleface, un lato a righe nere e viola con la faccia di Jack e l’altro tutto nero sempre con Jack davanti e coi pipistrelli dietro. L’unico piccolo problema è che mi va un po’ stretta, ma è un motivo in più per calare (e comunque appena si asciuga la metterò su una sedia ad allargarsi).
A ripensarci adesso sembra tutto bello, ma basta girare l’occhio un attimo per assorgersi che non è così. Che forse io sono il “capo” al cg, che sono io che ho le chiavi e cerco di mantenere una parvenza di ordine, ma la verità è che non c’entro niente con loro. Non esco con loro, non ascolto la loro musica (che neanche mi piace), non capisco neanche di cosa parlano. Mi sembra di essere da sola in una stanza in cui invece ci sono altre sette persone. A volta penso che quello non è più i mio posto. Abbastanza spesso, in realtà. Penso anche, come oggi, che avrei voluto dirgli: “porca vacca, è la mia festa di compleanno, comportati bene. E tu, deficiente [Marco], potresti anche fotografare me, dato che la festa è mia, e anche la macchina fotografica che hai in mano lo è”.
Venerdì stavano sentendo una canzone, non so di chi, uno di quei gruppi/cantanti che piacciono a loro, che cantano tutto fuori tempo, che anche se le parole non stanno sulla musica non fa niente, e beh, le parole della prima strofa dicevano esattamente come mi sento io. E Marco mi guardava canticchiando come niente fosse, e io avrei voluto prenderlo a schiaffoni e dirgli: “visto che la sai a memoria, visto che mi vuoi bene e tutte le solite menate, cosa ci metti a renderti conto che stai cantando il mio stato d’animo? Che è terribilmente così e non lo vedete, nessuno di voi?”. Ma forse non gli interessa di vederlo, e io non credo che glielo dirò. Che senso avrebbe, se tanto non lo capiscono?

lunedì 15 ottobre 2012

23

Ventitré anni fa era domenica e c’era il sole. Oggi, ventitré anni dopo, è un lunedì in cui diluvia. Fa niente, tanto si invecchia anche con la pioggia.

Edit: c’era da immaginarselo che con un tempo del genere sarebbe andato tutto dimmerda. Tanto per cominciare, sarà che io mi ricordo più o meno i compleanni di tutti, ma quelli che mi hanno mandato un messaggio sul cellulare senza avvalersi dell’ausilio-memoria di face sono stati davvero pochi, e ciò mi urta da matti. Poi, mia madre mi ha preso le pastine, che non gliel’avevo chiesto, ha fatto tutto per conto suo, io le avevo detto che se voleva poteva prendermi un krapfen, uno, non un vassoio misto di cannoli e altra roba piena di nutella e granella di nocciole. Ovviamente, mi sono beccata un cannolo più un’altra pastina a pranzo e un altro cannolo più altre due pastine (di cui una di diametro 3,5cm, ossia una cosina mignon, e una composta praticamente da tre noccioline e basta, che non aveva proprio altro) a cena e lei ha iniziato ad arrabbiarsi dicendo che erano una valanga di calorie. Quando poi volevo mangiarci sopra anche una fetta di pane e marmellata ha iniziato a ritorcermi contro la storia della dieta, dicendo che se proprio volevo diventare una balena cazzi miei ma di non andare a piangere da lei quando non butto giù un grammo. E io le ho detto, ovviamente, che se nemmeno al mio compleanno non posso mangiare le pastine allora tanto valeva che non le comprasse, visto che a) io non gliele avevo chieste e b) lo sa benissimo che se me le lascia davanti io le mangi tutte, compreso il vassoio.
Insomma una bella litigata ci stava, che un compleanno senza merda a palate non è divertente. E poi, Marco e metà dei ragazzi del cg non mi hanno ancora fatto gli auguri. Non so se si meritano il dolce sabato. Quasi quasi, che vadano a farsi friggere anche loro.

Mi viene da piangere.

mercoledì 2 maggio 2012

Tanti auguri, nonna

I’ll be there in a heartbeat.

È strano come tendiamo a dimenticare i compleanni delle persone che non ci sono più.
Poi oggi non è stata una gran giornata, e nemmeno ho pensato a lei, avevo delle rogne ben più grosse perché sono ogni giorno più cretina e non sono capace di tenermi le cose per me quando è ora. Ma adesso sono qui per rifarmi, sono ancora in tempo.

My soul is broken
streets are frozen
I can't stop these feelings melting through
and I'd give away a thousand days,
oh, just to have another one with you.

domenica 26 febbraio 2012

Cugine galline

Della serie: ventenni che si fanno sbucciare la frutta dai genitori. Sono qui che mangio una pera a cubetti con lo stuzzicadenti mentre cerco di evitare che il sugo mi coli sulla tastiera e mi chiedo se sia il caso di sforzarmi e andare alla festa di compleanno di mia zia (che guarda caso li compie lo stesso giorno di suo nipote, che poi sarebbe mio cugino). Mia madre ha detto che posso anche fare a meno, saranno già in tanti e sanno che sto anche male (non è vero, sto molto meglio di martedì, ma loro non lo sanno). Il fatto è che non ho la minima voglia di andare ad incastrarmi in mezzo alle mie cugine galline che mi domanderanno come va all'università e cose del genere, e pensare che non posso neanche sputargli in un occhio, che è davvero una cosa che farei volentieri perché ormai sono stufa della gente che si informa dei cavoli miei senza interessarsene davvero. Ah, sì, e poi potrebbe esserci anche l'altro mio cugino che ha 16 anni e si è appena messo con una tipa con la faccia da ippopotamo (per sua stessa ammissione, non mi sognerei mai di dirlo io), e anche se è tipo da quando ero in quarta superiore che non lo vedo, credo di non perdermi niente. In fin dei conti, potei anche restare a casa a giocare a Zoo Tycoon (Dio, ieri l'ho riesumato per caso e ci ho perso un pomeriggio a cazzeggiare).
Stanotte poi ho anche finito il libro che stavo leggendo e quindi adesso sono a secco completo, fino a domani pomeriggio. Avevo cercato di tenermene una cinquantina di pagine per stasera, ma alla fine l'ho letto tutto. Forza di volontà uguale zero.
(Spero che mi mandino a casa una fetta di torta, possibilmente non con la frutta, magari qualcosa di più calorico (come se ne avessi davvero bisogno, poi)).

lunedì 13 febbraio 2012

Grazie per la cioccolata

Ci sono due categorie di persone
che pensano a come uccidere la gente:
gli psicopatici e gli scrittori di gialli.

Non sono psicopatica, o almeno non credo, e non sono neanche una scrittrice di gialli, ma in questo momento sto seriamente pensando a come uccidere la gente.
Oggi pomeriggio Marco mi ha addirittura offerto metà della sua tavoletta di Milka alle nocciole, il che dovrebbe avermi resa felice (e dovrebbe anche avermi fatto pensare che deve come minimo essere innamorato di me, per avermi offerto liberamente da mangiare), invece non mi ha tolto dalla testa quella cazzo di festa di compleanno che ho venerdì sera. Il fatto è che sarebbe il compleanno della mia migliore amica (o almeno lo era, dalla prima elementare alla quinta superiore) e dovrei essere tutta felice, invece no. Non so se ricordate della disastrosa festa di laurea che vi ho raccontato a dicembre, ma il fatto è che sarà di sicuro qualcosa in quello stile, che decisamente non è il mio. Io vi giuro che mi sto rovinando il fegato a pensare cosa mi è passato per la testa di dirle che ci andavo, e cosa mi sono pensata di essere io a sentire le sue amiche dell'uni per il regalo, che ogni giorno apro facebook e c'è un messaggio nuovo da parte loro. Pensare che ci saranno queste tipe che conosco di vista, e tutti i contadini di Campo, mi fa venire il vomito.
Mi chiedo perché tutte le volte mi faccio incastrare, perché non ho semplicemente coraggio di dire: non me ne frega un cazzo della festa, il mio computer è più simpatico e non mi costringe a fare conversazione se non voglio e neanche a vedere che tutti mi guardano se non bevo, e poi a casa posso stare comodamente svaccata in pigiama e coi capelli legati alla cavolo, che anche se sembrano una criniera chissenefrega.
Invece dico: ok, ci vediamo venerdì.
Che poi, cazzo, sembra che dobbiamo sempre andare per locali ad accalappiare maschi. Che me ne frega di andare ad accalappiare un maschio da chissà dove quando ne ho uno che mi porta addirittura mezza tavoletta di cioccolata di sua spontanea volontà?
Fanculo anche i compleanni, voglio chiudermi in biblio a ingressare i libri nuovi (comprati oggi pomeriggio, tre borse, che libridine!) e mangiare cioccolata, va bene anche senza nocciole.

domenica 16 ottobre 2011

22

Sapete, dopo che ieri Marco mi ha dato della "piccola anziana Frau", mi sento davvero decrepita. Che poi, non ci vuole tanto a sentirsi vecchi quando giri in compagnia di gente che ha di media 17 anni.
Ieri pomeriggio abbiamo fatto un po' di festa. Presto arriveranno anche le foto, se Marco mi fa la grazia di passarmele, visto che lui su face non le carica più perché dice che si rovinano. Poco male, le caricherò io.
Ho portato da mangiare il famoso salame a forma di 22 e siccome è venuto bene (anche se mescolare tutto l'impasto è stata una faticaccia di Ercole perché alla fine non ci stava più nella terrina), come promesso prossimamente vi metto la ricetta. E anche quella dei muffin, così la Austro è contenta.
Ma passiamo alla parte dei regali: dai ragazzacci ho ricevuto un maglione a righe, un paio di orecchini a forma di cuore e un perizoma (che ovviamente non metterò mai), invece la Elena e la Giò mi hanno regalato uno scamiciato che adesso va molto di moda (ma che non so se metterò. Se stai leggendo, Elena, scusa ma è la verità) perché mi hanno detto che così magari sembro un po' più donna. Se volete sapere la verità, me ne frego di sembrare più donna. Se devo mettermi su un vestito e gli stivali (i tacchi no, se non voglio ammazzarmi al primo passo che faccio) per stare male tutto il giorno, stare scomoda e avere freddo le maniche e pensare che mi si vedono i rotolini di trippa, preferisco incartarmi nelle mie solite felpe e nei miei jeans e mettere le mie scarpe da ginnastica slegate. Se devo piacere a qualcuno, non sarà per come vado vestita.
Mia nonna mi ha fatto il solito biglietto di banca e credo che andrò presto a spenderlo in braghe, visto che ieri per chiudermi quelle dell'anno scorso ho tirato come una matta.
Mio zio mi ha detto di passare da quelle parti che anche lui ha qualcosa per me, e anche se credo di sapere di cosa si tratta, prima di scriverlo voglio controllare.
E aNobii, quando schiaccio sulla foto, mi ricorda "22".

venerdì 14 ottobre 2011

Le ultime ore

da ventunenne. Per essere proprio precisi, scadono domani mattina alle 7.25 ma so già che da mezzanotte inizieranno ad arrivarmi gli auguri. E a proposito, devo proprio cancellare un po' di messaggi dal cellulare, prima che si blocchi di nuovo.
Domani pomeriggio facciamo un po' di festa con i miei amici del kemma, porto il dolce. (Ecco, un'altra cosa che devo fare è cercare le candeline. Due possono bastare, le altre venti sono opzionali). Stasera ho preparato dei muffin e domani mattina devo svegliarmi presto per fare il salame di cioccolato. Se riesco lo farò a forma di 22, ma nella peggiore delle ipotesi (cioè se dovesse essere un'impresa troppo ardua) lo farò a forma di salame e preparerò un numero come quello dell'anno scorso da mettere sopra.
Il salame non è uno dei miei cavalli di battaglia, ma siccome mia madre ha detto che i miei dolci sono sempre gli stessi ho deciso di provare a cambiare. Spero solo che non si riveli una decisione sbagliata.
Se funziona, in uno dei prossimi post metto la ricetta di quello e anche dei muffin (che è una mia personale interpretazione). Uh, a proposito di muffin: mia madre ha finalmente comprato la padella coi buchi! A infarinarla è un casino, infatti la preferivo se era di silicone, ma almeno stavolta non sono tutti sbrodolati fuori dai pirottini e neanche incollati nelle vaschettine delle mele. Mi sento quasi realizzata.
Vediamo domani se faranno onore ai miei sforzi culinari.

sabato 10 settembre 2011

Muffin alla marmellata

Ieri era il compleanno di mio padre e di mia nonna (neanche a farlo apposta), e siccome io sono sempre in crisi con i regali in genere a mio padre prepariamo un dolce e via. Ieri, siccome non avevo tempo e fantasia (e voglia, dopo il famoso dolce di Padre Pio) mi sono buttata sui muffin, per fare presto.
La ricetta è la seguente:

ingredienti
120 g di burro
1 uovo (io ne ho messi 2 perché erano piccolini)
100g di zucchero
200 gr di farina
mezza bustina di lievito
100 ml di latte
un pizzico di sale
marmellata

procedimento
Sciogliere il burro e mescolarlo in una terrina con uovo e lo zucchero fino ad ottenere una crema. Aggiungere la farina, il lievito e, un po' alla volta il latte. Se prima di versarlo tutto l'impasto sembra troppo liquido, fermarsi. Se è troppo duro, aggiungere un altro po' di latte.
Preparare circa 12 stampini da muffin, riempire il fondo con metà dell'impasto e metterci un cucchiaino di marmellata, poi coprirli con l'altra metà dell'impasto.
Infornare a 180° per 20-25 minuti.

Io ho usato le vaschette della purea di mela (si trova al supermercato)
che mia madre ha sempre messo da parte, ma non è stata
una grande idea perché restano unpo' attaccati.
La candelina è finta, sì, ma di azzurre non ne avevo.

martedì 12 aprile 2011

kemmagliette

Sono ancora in coma da domenica mattina. Alzarmi alle 8.15 per andare a fare animazione mi distrugge psicologicamente. Poi ok, mi diverto come una scimmia, però è troppo presto. E svegliarsi e scrivere "giù dalle brande" agli altri. E sentirsi chiedere cosa significa, e ridere di qualcuno che non andrà mai a fare il militare e non saprà mai cosa significa.
Alla fine abbiamo fatto gli scienziati. Ci hanno dato la maglietta. Fuxia, ma anche troppo che ce l'hanno data, mi sa. Dobbiamo anche arrangiarci a stamparla, visto che secondo la Pro Loco stamparne così poche costava un sacco di soldi e loro ti pare se li spendono per noi.
Sabato abbiamo fatto la festa a Marco. Il regalo gli è piaciuto (e sopratutto gli entra), adesso posso anche buttare lo scontrino.
Sabato notte ho finito di sistemare la roba per la Banzai, e oggi pome ho registrato tutti i commenti. GUAI a lei se si sogna di farci cambiare ancora qualcosa. La spiano con un rullo da asfalto.

venerdì 15 ottobre 2010

ventuno

Ebbene, TANTI AUGURI  A ME.
Sono vecchia. Le mie amiche dell'uni, che hanno ventidue anni e mezzo danno della vecchia a me senza accorgersi che loro sono avanti di un anno, ma non mi conforta. Da quando ho aggiunto il famigerato 2 davanti all'unità, mi sento ogni anno più vecchia.
Stamattina mi sono svegliata con 11 messaggi ricevuti (più quelli di stanotte mentre ero ancora sveglia) e su faccialibro sono già a quota 54 notifiche di compleanno. Adoro che la gente mi augureggi. Adoro, perché mia madre dice sempre che il compleanno è un giorno come un altro e che non ha senso festeggiare. Col cavolo! Se proprio vuole, che faccia a meno di festeggiare il suo.
Domani porto il dolce al kemma e ci strafoghiamo tutti insieme. Tra poco invece vado in biblio a fare un po' di casino, che ci sta sempre. Spero che i termi siano accesi, sennò mi congelo.

domenica 3 ottobre 2010

- 12

Mancano 12 giorni al mio compleanno. Il prof di inglese ci ha anche messo un recupero alle 17.30 quel giorno, ma non mi vede neanche se prega. Io molto probabilmente sarò in biblio a fare casino coi miei amici o qualcosa del genere.
Intanto, siccome di domenica non mi passa un cavolo e devo distrarmi dal mal di denti (che per fortuna mi è qusi passato), ho pensato a una lista di regali che vorrei. Poi, come al solito, finisce che non mi regalano mai niente, solo soldi, che finiscono puntualmente in banca e che quindi non posso usare.

Regali semplici:
1. stampo tondo apribile
2. orecchini (soprattutto perché sto meditando di farmi altri due buchi)
3. stampini da biscotti
4. tazza (possibilmente non enorme)
5. jeans
6. scarpe nuove tipo queste o quest'altre (e, prima che lo insinuiate, no, non vorrei le converse perché vanno di moda. Perché le portavo anche da piccola, quando con 20.000 lire le compravi. Le vorrei per l'estate, che non posso portare sempre scarpe pesanti)
7. grembiule da cucina (arancione, con scritto su “kiss the cook”)
8. memory card da almeno 8 giga per la fotocamera
9. lettore mp3 nuovo
10. scorta di auricolari, che li rompo troppo spesso

Regali più problematici:
1. 10kg di meno
2. moroso (1.75-80, occhi azzurri, capelli neri/castani)
3. adsl a salga! *kill telecom!*

Per il momento non mi viene in mente nient'altro, ma sono sicura che se ci penso bene trovo qualcos'altro da aggiungere alla lista. Anche se so che quasi niente di quello che ho elencato arriverà. Il prossimo anno credo che scriverò ogni cosa su un foglietto e poi farò pescare a chi è intenzionato a regalarmi qualcosa, così tutto quello che voglio arriverà, e non troverò nei pacchi stupidaggini di cui non so cosa farmene.

venerdì 24 settembre 2010

Augureggiare o non augureggiare? Questo è il problema.

Poi succede che è il compleanno di una persona a cui tenevi, e fargli gli auguri non significa risentirsi dopo tre mesi, ma piuttosto intavolare una discussione messaggistica fatta di fraintendimenti, di ironia e cinismo fraintesi e di scuse a cui non credi nemmeno mentre le scrivi, e tutto per arginare il casino.
Adesso devo fare una scelta, e so che qualsiasi risposta darò alla domanda, che sia o no, sarà quella sbagliata. Mi farà rimpiangere di non avere dato l'altra, anche se sarebbe stata altrettanto rimpiangevole.
Quando sono arrivata in biblio avevo un diavolo per capello. Ero nervosa come solo lui sa farmi diventare. In un quarto d'ora mi sono caduti quattro libri dalle mani (libri, non intere pile). E l'affermazione "oggi sono rincoglionita" era sufficiente a spiegare al mio mondo lì dentro cosa poteva essere successo prima delle tre di pomeriggio.
Poi è arrivato Marco, e ci siamo messi a lavorare insieme. E ci siamo beccati come marito e moglie. O come fratelli. Tutto il pomeriggio, tranne quando è stato a fare matematica. Che è comunque tornato da me per farsi scegliere l'equazione. Adoro scegliere equazioni. Le più cancare del libro, via. Le peggiori gliele ho sempre scelte io.
E, puro caso, stasera ho avuto una delle mie solite discussioni con i miei. Perché una volta che ho tolto il freno, che sono stata provocata e tesa e nervosa tutto il giorno, loro sono la goccia che fa traboccare il vaso. Tutte le sere, stessi discorsi, ormai mi entrano da un orecchio ed escono dall'altro, ma sentirli parlare mi urta lo stesso. Parlano sempre tra di loro, di cose che hanno vissuto entrambi. E io cerco di vedere la ghigliottina all'eredità. L'altra sera potevo vincere 45000 euro, la parola era "fontana".