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venerdì 1 settembre 2017

Diciannove anni dopo

E a te, se sei rimasto con Harry fin proprio alla fine (che è oggi).

giovedì 16 ottobre 2014

Cinque personaggi con cui uscirei a prendere un caffè

Nella puntata precedente: Cinque libri per bambini che ho adorato.

Nella puntata di oggi si parla dei personaggi letterari con cui uscirei a prendere un caffè (io non bevo il caffè, ma che sarà mai, nessuno mi impedisce di ordinare un tè con due cucchiai di miele e zucchero extra o una coca cola senza fettina di limone) per fare due chiacchiere.
#1 Fermín Romero de Torres (L'ombra del vento)
Fermín è un personaggio un po' strano (un gran personaggio, ma non vi spoilero niente, leggete fino al terzo libro), ma andrei a farci due chiacchiere perché ha grandi storie da raccontare, e poi mi farei offrire una caramella Sugus, che sono curiosa come una scimmia di scoprire come sono.
#2 Artemis Fowl
Per essere un criminale e un genio com'è, è decisamente troppo giovane. Chissà che mi resti incollata un po' di intelligenza. E poi, spero che si porti dietro Leale, che conoscerei volentieri anche lui.
#3 Albus Silente (Serie Harry Potter)
Doveva esserci un personaggio potteriano, no? Silente sta al terzo posto solo perché lo letto i libri n+1 volte. E in generale, uscirei volentieri con tutto il corpo docente di Hogwarts (a parte la Umbridge, magari).
#4 Anthony Lockwood (Serie Lockwood & Co.)
Più che un caffè, andrei a bermi un tè con le ciambelle di George, come a un colloquio, tanto so che non mi assumerebbe mai perché ho due problemi: 1. sono troppo vecchia e 2. i fantasmi non fanno per me. Recensione del libro qui.
#5 Volzotan Smeik (Le 13 vite e mezzo del capitano orso blu e altri di Walter Moers)
Lo squalombrico Smeik è uno dei miei personaggi preferiti di Zamonia. Certo sarebbe difficile farlo entrare in un bar del mondo reale e impedirgli di appestare tutti col fumo di fogarro, ma pazienza. Non so neanche se gli squalombrichi bevano caffè.

giovedì 25 settembre 2014

Cinque luoghi letterari (inventati) che vorrei visitare

Nella puntata precedente: Cinque personaggi antipatici (ma proprio antipatici da morire).

In questa puntata si parla dei luoghi immaginari che vorrei visitare (e dire che io non sono una che viaggia molto) dopo che li ho letti in qualche libro. In realtà, ogni libro ha un posto in cui mi piacerebbe andare, ma a volte sono anche luoghi veri (o almeno, ispirati a luoghi che esistono). Invece qua si parla di luoghi che non esistono, tranne che sulla pagina del libro.
#1 Hogwarts
C'era da immaginarselo, no? Dopotutto sono (fatemi fare i conti... 25-11=14) 14 anni che aspetto (invano) la mia lettera. Però, anche senza lettera, mi accontenterei di fare un giro come quando ci sono le giornate di scuola aperta (xD). Inoltre, non disdegnerei di visitare anche Diagon Alley (in particolare, credo che dovreste trascinarmi fuori dal Ghirigoro) e Hogsmeade (lo stesso discorso del Ghirigoro vale anche per Mielandia).
#2 Il cimitero dei libri dimenticati (L'ombra del vento)
Carlos Ruiz Zafón. Sempre lui. Già per avere inventato un posto come il cimitero dei libri dimenticati merita un nobel, o una barnstar o quello che è. Io, altro che adottare un libro, mi ci trasferirei direttamente. Non è che magri cercano un custode?
#3 La cioccolateria di Vianne Rocher (Chocolat)
Più che altro, per strafogarmi.
#4 Il paese delle meraviglie (Alice nel paese delle meraviglie)
Lucerto, eccellenza! Però mi sa che la mia idea di paese delle meraviglie è più quella Disney che quella del libro.
#5 Campo Mezzosangue (Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo)
Qui non intendo trasferirmi, però un giretto turistico ce lo farei.
Nella prossima puntata: non lo so, ci devo pensare xD

lunedì 31 marzo 2014

Booknomination

Sono stata nominata da Ben per la Booknomination, la variante libresca (e più intelligente) della neknomination che gira su Face.
Funziona così: scrivi una frase di un libro che ti è piaciuto, e poi nomini altre persone perché facciano la stessa cosa.
(Io detesto questo genere di cose perché non so mai chi nominare, ma pazienza).
Ecco la mia citazione:
La pietra nera con la crepa al centro era posata nel Boccino. La Pietra della Resurrezione si era incrinata lungo la linea verticale che rappresentava la Bacchetta di Sambuco. Il triangolo e il cerchio del Mantello e della Pietra erano ancora visibili.
Di nuovo Harry capì senza dover pensare. Non serviva riportarli indietro, perché lui stava per raggiungerli. Non era lui che andava a prendere loro: erano loro che venivano a prendere lui.
Chiuse gli occhi e girò la Pietra nella mano, per tre volte.

Questo è esattamente il punto in cui mi sono detta: "Dio, questo non è un libro da ragazzini", e poi ho iniziato a piangere.
Non occorre che vi dica che è Harry Potter e i doni della morte.

I fortunati blogger che nomino sono:
- Gughy
- Madda

martedì 24 settembre 2013

Diciannove anni dopo

L’altra settimana stavo parlando con la Giò a proposito del fatto che la Salani ha comprato il nuovo libro della Rowling e che tra poco esce la versione italiana (sottotitolo: compralo, Giò). Lei mi ha chiesto se è un altro di Harry Potter (non se ne intende molto di Harry, credo che non abbia neanche visto tutti i film, non sono il suo genere), ma io le ho detto di no, che Harry è finito e sarebbe una cretinata scrivere ancora di lui. Non pareva convintissima. Lei ho detto: sai qual è l’ultima frase del libro? È “la cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene”. Questa è la fine. Non abbiamo bisogno di altro.

domenica 8 settembre 2013

Horcrux

Fui strappato via dal mio corpo, diventai meno che spirito, meno del più miserabile fantasma... eppure ero vivo. Che cosa fossi, nemmeno io lo so... Io, che mi sono spinto più in là di ogni altro sul sentiero che conduce all'immortalità. Conoscete il mio obiettivo: dominare la morte. E allora fui messo alla prova, e a quanto pare uno o più dei miei esperimenti funzionarono... perché non ero morto, anche se il maleficio avrebbe dovuto uccidermi.

A questa ennesima rilettura di Harry Potter e il calice di fuoco, che non saprei se sia la sesta, l'ottava o addirittura la dodicesima, mi è finalmente saltata agli occhi questa frase di Voldy, mentre parla coi Mangiamorte. E improvvisamente nella mia testa si è accesa una sola parola: horcrux. Dio, lei ce l'aveva detto già nel quarto libro, e noi siamo stati così scemi da aspettare il settimo, per capire.

domenica 1 settembre 2013

1° settembre

L'Espresso per Hogwarts se n'è andato alle undici.
Non ho ricevuto la lettera neanche quest'anno.

lunedì 23 gennaio 2012

«Sempre»

Stanotte ho finito di rileggere tutto Harry Potter. Potete dire quello che volete, ma ci sono due punti dell'ultimo libro che mi fanno piangere anche se non ne ho la minima intenzione.
Il primo è quando Harry si addentra nella Foresta e capisce che sta andando a morire così apre il boccino e gira tre volte la Pietra della Resurrezione.
Il secondo, e credo che questo sia il più diffuso, è quando Harry vede i ricordi di Piton. A differenza di quello che dicono in molti, non mi fa piangere il fatto che muoia. Fa piangere il ricordo:
«Dopo tutto questo tempo?»
«Sempre» rispose Piton.

L'ho odiato per tremila pagine, ma non posso fare a meno di piangere.

domenica 15 gennaio 2012

Cinque personaggi odiosi di Harry Potter

Stanotte ho finito di rileggere Harry Potter e l'Ordine della Fenice e poi, dal momento che non era abbastanza tardi e che avevo carta e penna matita a disposizione ho buttato giù di getto la top five dei personaggi che più mi sono stati antipatici nel libro, con alcune considerazioni tra parentesi (e tenete conto che li ho letti tutti, quindi potevo prevedere come poi cambiavano).

#1 Dolores Jane Umbridge
Sottosegretario anziano del ministro, Inquisitore supremo di Hogwarts, nonché il personaggio più ODIOSO che la Rowling potesse creare
#2 Bellatrix Lestrange
Da cruciare fino alla morte e buttarle tutti i denti in gola (cit.)
#3 Severus Piton
Insopportabile, e si capisce tutto al capitolo 33 del settimo libro, che poi un po' lo si perdona e un po' anche NO
#4 Cornelius Caramell
Il Ministro della Magia più cretino di sempre, con le sue stupide convinzioni
#5 Kreacher & Mrs. Black
L'elfo alla fine non è neanche male, quando diventa "buono", ma la megera è assolutamente insopportabile, perché non togliere lei dall'albero genealogico?

giovedì 29 dicembre 2011

Cose che capitano

Capita che racconto a mia madre cose che dico o che faccio con i miei amici. Anche se lei non può capire, e in genere, sono cose che fanno ridere, perché quelle serie col cavolo che gliele racconto. Le più memorabili sono le cretinate che dico con Marco in biblio, ma di quelle ne racconto il meno possibile, perché poi dice che parlo solo di lui. E grazie al cavolo, se ci siamo solo noi due con chi dovrei parlare, coi muri? Coi libri?
Capita che i miei mi trascinino a fare compere perché con una spesa di 40 euro c'era lo sconto del 30%, e succede così che torno a casa con un pigiama rosa e un paio di calzini antiscivolo a righe rosa, perché pare che nemmeno da grandi le femmine possano vestirsi di un altro colore. E io odio il rosa con tutta me stessa.
Capita che al telegiornale non si parli d'altro che delle tasse sulla benzina e sulla casa e su tutte quelle cazzo di manovre del nuovo governo del signor Mari o Monti (sì, l'ho scritto staccato apposta), che a quanto pareva doveva fare il miracolo. Anzi, a sentire loro bastava solo buttare fuori Berlusconi per compiere già il miracolo economico. Sono vomitevoli.
Capita che la biblio sia chiusa fino al 9 gennaio e io a casa mi annoio come non mai, almeno finché era aperta non importa se non c'era nessuno, stavo a spettegolare con Marco e a fargli i grattini mentre fa le fusa come un gatto grasso (mia madre è convinta che prima o gli salterò addosso, o qualcosa del genere).
Capita che sto rileggendo Harry Potter perché non ho assolutamente nient'altro da leggere e anche ponendo che la biblio di Ponte sia aperta (che non ne sono sicura) non ho voglia di andare fin là a cercar qualcosa. Sono anche fortunata ad essermi procurata il 6 e il 7 di carta, che l'ultima volta ho dovuto leggerli in ebook. Di una scomodità che non avete idea.

venerdì 28 ottobre 2011

sabato 23 luglio 2011

Film: Harry Potter e i doni della morte parte 2

Tu sei il vero padrone della Morte,
perché il vero padrone non cerca di sfuggirle.
Accetta di dover morire e comprende
che vi sono cose assai peggiori nel mondo dei vivi
che morire.
Stasera sono stata al cinema a vedermi Harry Potter e i doni della morte, parte seconda. La prima me l'ero fatta passare da mio zio tempo fa. Al di là del fatto che chi non ha letto il libro secondo me certe cose non le capisce, mi è sembrato fatto bene.
Attenzione: anticipazioni sulla trama del film.
Il film riparte da quando Voldemort ruba la Bacchetta di Sambuco dalla tomba di Silente, ripropongono l'immagine del film precedente e la tomba di Dobby. Ci sono un sacco di parti tagliate, tipo tutta la storia di Silente e fratelli, ma pazienza, dopotutto sennò non ci stavano dentro a due ore di film.
Io e i miei amici abbiamo riso come dei deficienti per tutto il film, facendo un mucchio di battute cretine e commentando com'era e non era sul libro (almeno io e le due che l'hanno letto). Io tutte le volte che inquadravano Nagini dicevo "Che schifo! Ammazzate il serpente, svelti!". Io odio i serpenti con tutta me stessa, se non si fosse capito. E quando Voldy ammazza Harry nella Foresta Proibita urlando Avada Kedavra con una voce tutta strana, quasi al rallentatore, non mi sono trattenuta dal dire "sembra spastico!" facendo ridere tutti cinque per un pezzo. Non mi sono risparmiata neanche una battuta sulla McGranitt (inquadratura in primo piano ad occhi sgranati: "è strabica!").
(Ah, e sono cinque film che mi chiedo come hanno fatto a piallare il naso di Voldy).
La parte in cui muore Piton è stracommovente, eppure a me è venuto più da piangere quando Harry apre il boccino, prende la Pietra della Resurrezione e vede apparire i sui genitori, Lupin e Sirius. Quella parte mi ha fatto piangere anche leggendo il libro. Forse ho capito il senso della frase di Silente.
La parte 19 anni dopo non rende. Harry sembra un pensionato e suo figlio Albus Severus ha il taglio alla Justin Bieber, ma pazienza. Si sono dimenticati la storia della cicatrice. È quella che da il senso a tutto. È quella che decreta la vera fine. È quando si dice che la cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene.

mercoledì 2 marzo 2011

Figuracce in tivvù

Stasera stavo guardando l'eredità e al duello la domanda di fantasia era la seguente: quale di questi oggetti deve portre con sé harry potter per il PRIMO anno ad hogwarts?
Opzioni di risposta: 1. carta e penna

2. telescopio
3. manico di scopa
4. sfera di cristallo.
La concorrente, tutta gasata, fa un discorso superintelligente del tipo: "Allora, ho letto tutti 7 i libri, blablabla, quindi dico senza dubbio manico di scopa.

Prima che lei potesse sparare questa baggianata, io avevo già visualizzato della mia testa la pagina del libro con l'elenco delle cose da portare, in cui appare "telescopio" e in cui è scritto anche “si ricorda ai genitori che agli allievi del primo anno NON è consentito l'uso di manici di scopa personali”.
E anche se non mi fossi ricordata che c'era scritto telescopio, divinazione si inizia al terzo anno.
Non andrei mai in televisione a fare figuracce del genere.

lunedì 24 gennaio 2011

Recensioni: Harry Potter

Attenzione: anticipazioni sulla trama.
Ci sono cose che non si possono capire, così come non si può vedere un Thestral prima di aver visto morire qualcuno, o come non sempre si riesce a riconoscere il Tranello del Diavolo mascherato da pianta in vaso in mezzo ai regali di natale.
Sono cresciuta in compagnia di Harry Potter, letteralmente, da quando nel lontano 1999 mi è stato regalato (nell’ordine sbagliato) il secondo volume della serie, e quando man mano mi sono fatta regalare anche gli altri, fino al quinto. Ricordo che quello l’ho letto in cinque giorni, sotto natale, in montagna. Considerato che ha 800 pagine e che io avevo 14 anni, ero già abbastanza vorace.
Il sesto e il settimo non sono nella mia collezione, non mi guardano da sopra la scrivania mentre compongo quei pezzi di storie che mi passano per la testa, quelle improvvisazioni fantasy in cui la magia ha un ruolo che ho imparato leggendo la zia Rowling.
Perché volete mettere dei maghi che fanno le magie col pensiero e basta, con dei maghetti della tua stessa età che declamano formule, che sbagliano, che imparano col tempo? Dov’è finita la mia bacchetta? Accio! Volete mettere a giocare a fare i maghi? Non dico di correre nel bagno col troll, ma farsela sotto pensando che di poter vedere un basilisco girare l’angolo è stato il mio terrore per giorni, ogni volta che rileggevo della camera dei segreti.
E i libri di scuola…Creature fantastiche, dove trovarle e Il Quidditch attraverso i secoli li ho letti, sapete. Vorrei anche leggere Storia di Hogwarts ma Madama Pince mi informa che al momento non è disponibile. Non vi nascondo che pagherei per mettere le mani sul libro di pozioni del Principe Mezzosangue. Non tanto per le pozioni, credo, ma per gli incantesimi. Il levicorups farebbe molto comodo, e anche il secutmsempra potrebbe essere utile. Perché, sapete, Piton si ama incondizionatamente al capitolo 33 dell’ultimo libro, ma per tutto il resto della saga non vorresti altro che girare il sectumsempra addosso a lui (quando l’hai imparato). Ma secondo me il problema è che Piton non è che odiasse James e Harry. Oppure, diciamo che odiava Harry perché era come James, ma odiava James perché in verità amava Lily. Da sempre, e fino all’ultimo. È per quello che alla fine, pur avendolo odiato per oltre tremila pagine, un po’ ti dispiace.
Cmq ora, rileggendo questo ultimo libro a distanza di quasi tre anni dalla prima volta, ci sono parti che ho capito meglio. Non perché prima fossi una diciottenne cretina, ma perché ora posso sapere.
Ho perso il conto di tutti coloro che sono morti. Malocchio Moody per primo, poi Fred, Lupin, Tonks, Dobby, Colin Canon, troppi piccolo per combattere. E James, Lily, Sirius. Codaliscia, soffocato dalla sua stessa mano. Il fatto è che per me a 18 anni la morte era solo una parola, forse qualcosa con cui riempire il telegiornale. Ma adesso che so cosa significa il vuoto di qualcuno a cui volevi bene, adesso che non posso vedere un Thestral ma che ho abbastanza testa da inchinarmi davanti a un ippogrifo, mi sono fatta scendere una lacrima quando Harry ha usato la pietra della resurrezione. E non perché li rivuole con sé, ma perché sa che sta per morire. E in quel momento ti chiedi: siamo sicuri che sia un libro per ragazzi?
La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene.