Oggi a pranzo io e mia madre eravamo da sole e, siccome quando il padre non c’è noi balliamo, ci siamo fatte la pasta col tonno e poi i pancakes. Mia madre non aveva idea di cosa fossero, ma le ho detto che su 11 uova che c’erano in frigo uno si poteva anche sacrificare, così ha detto che se volevo provare potevo farlo. Mi sono sentita assolutamente americana.
La ricetta base è la seguente:
Ingredienti
1 uovo
1 cucchiaio di olio (preferibilmente di semi, ma va bene anche l’olio d’oliva)
2 cucchiai di zucchero
100 ml latte
1 cucchiaino di lievito
Sciroppo d’acero, miele, nutella o quello che vi pare per guarnire
Procedimento
Montare a neve l’albume. In un'altra terrina battere il tuorlo col latte, l'olio e lo zucchero. Aggiungere la farina e il lievito e mescolare bene finché non ci sono più grumi. Aggiungere l'albume montato e mescolare con attenzione fino ad ottenere una pastella liscia. Se fosse troppo densa, aggiungere un altro po' di latte.
Ungere una padella antiaderente passandoci un pezzo di carta da cucina imbevuto di olio, scaldarla e poi versare un mestolo di pastella al centro della padella. Si spande e diventa tondo da solo. Dopo più o meno un minuto, quando inizia a fare le bolle, si può girare. L'ideale sarebbe farla saltare ma è difficile, vi consiglio di aiutarvi con una paletta. Quando il primo è cotto, si gira su un piatto e si cuoce il secondo, e così via fino alla fine della pastella. Per tradizione, si impilano su un piatto e ci si mette sopra dello sciroppo d'acero, ma io oggi li ho mangiati col miele e sono buoni lo stesso.
Con queste dosi a me ne sono venuti cinque.






Attenzione: anticipazioni sulla trama.
L'idea non sarebbe neanche malvagia, infatti l'inizio promette bene, ma poi la zia Amanda l'ha rovinata cadendo nel solito baratro degli YA simil-Twilight. Vi basti sapere che la protagonista è una changeling (in italiano: una bambina scambiata), il che avrebbe potuto essere assolutamente interessante, solo che invece di una fata scopriamo poi che è un troll. Scusate, una Trylle. Stessa cosa. E cos'hanno di strano i troll? Oh, niente, solo qualcuno di loro ha dei poteri, in generale odiano le scarpe e il cioccolato, alcuni hanno la pelle un po' verde e tutti dei capelli assolutamente ricci e indomabili. Così sul momento, credo di conoscerne di persona almeno un paio.
Insomma Wendy è così sveglia che prima di credere a questa storia dei troll deve farsi aggredire dai nemici e salvare da Finn. Giusto per spendere due parole anche su di lui, sappiate che è incredibilmente figo e potente e non ha un difetto al mondo, a parte forse il fatto che non può innamorarsi di una principessa, e Wendy, guarda caso, è proprio la figlia della regina.
Gran parte delle cose che Wendy dovrebbe sapere o imparare quando lascia il mondo degli umani arriva a palazzo non sono spiegate per niente, perché tutti stanno bene attenti a cosa le dicono e non è che la zia Amanda abbia pensato a spiegarlo almeno a noi. No, figuriamoci.
Gli unici due personaggi che mi sono davvero piaciuti sono stati Tove e Rhys. Tove è caratterizzato abbastanza bene, mentre avrei gradito qualcosa di più a proposito di Rhys, dato che dopotutto è il bambino che stava al posto di Wendy.
Ho meditato per un po' di dargli una stella, per due motivi principali: il prossimo libro in cui quacuno sta appollaiato sul davanzale della protagonista di notte (passando dal tetto, ovviamente), strappo la pagina e la faccio mangiare all'autore. Secondo motivo, che da solo sarebbe bastato per mettere una stella, ho trovato in una frase una costruzione con che + imperfetto dove invece ci sarebbe dovuto essere un congiuntivo. Sono sempre più dell'idea che l'importante è pubblicare per cavalcare l'onda del successo del filone YA, e non importa quali nefandezze ci sono dentro poi.