martedì 3 dicembre 2013

Teaser Tuesday/5

Il Teaser Tuesday è stato inventato dal blog Should Be Reading. Le regole sono le seguenti:
1. prendi il libro che stai leggendo
2. aprilo a una pagina a caso
3. copia uno spezzone della pagina (senza fare spoiler!), riportando anche titolo e autore.
Naturalmente potete scrivere nei commenti qui sotto il vostro teaser.

Ecco il teaser di questa settimana:
Non le credo. Sono sicuro che Scottie non si è fermata guardare il mare. Probabilmente è corsa direttamente tra le braccia di Esther o al pronto soccorso del club. Sta inventando i dettagli, sta allestendo la scena, sta limando la storia per renderla migliore agli occhi della madre. Anche Alexandra faceva così - si stordiva per attirare l'attenzione di Joanie. O forse per distogliere l'attenzione dalla madre. Credo che anche Scottie l'abbia capito.
Kaui Hart Hemmings - Paradiso amaro

lunedì 2 dicembre 2013

Esperimenti di kat: decorazioni di Natale

Ammetto che l'idea l'ho trovata su internet, non è un Esperimento di kat™ originale, però oggi pomeriggio non avevo niente da fare, i miei sono andati a Longarone alla mostra del gelato, e così ho pensato di farla e man mano fotografarvi i passaggi, così se volete fare degli addobbi riciclosi per questo Natale questa è un'idea. Tra l'altro, è anche abbastanza semplice, così potete anche farvi aiutare dai vostri figli/nipoti/fratellini. La mia stella è fatta con sei pezzi di 10cm l'uno, ma potete farla della grandezza che volete.

Cosa vi serve:

1 rivista (da distruggere)
matita
righello
forbici
colla
pinzatrice
ago e filo (per appenderla)

Come si fa:
Staccate alcune pagine dalla rivista e ritagliate sei quadati di 10x10cm.
Piegateli a metà su una diagonale.
Con il righello segnatevi dove dovrete tagliare, paralleli al lato, senza arrivare ad incrociare i tagli. 
Per essere più precisi, potete piegare di nuovo a metà, se volete, e fare due tagli in uno, così vengono esattamente uguali.
Tagliate.
Riaprite. Dovreste avere un quadrato con dei tagli come appaiono nella foto qui sotto.
Ora armatevi di colla e iniziate ad attaccare i primi due lembi, quelli più all'interno. Girateli entrambi verso il centro e incollate le punte.
Poi, girate sull'altra faccia il quadrato e fate la stessa cosa coi prossimi due lembi.
E coi due dopo, sempre girando sulla faccia opposta.
Fino alla fine.
Ecco a voi il primo pezzo. Fatene altri cinque uguali.
Quando avete tutti sei i pezzi pronti, pinzateli insieme fino a formare una catena, poi pinzate l'ultimo col primo per chiudere la stella. Mettete un po' di colla sulle punte centrali per farle stare ferme.

Prendete ago e filo e fate un buchino sulla punta di uno dei pezzi, fateci passare il filo e appendete.

giovedì 28 novembre 2013

Ninnaneve

Oggi sono già in modalità Natale, anche se non so di preciso perché. Dev'essere colpa del mio betterro (l'errore è voluto, è cit.) e della mia sciarpazza a righe in cui mi intabarro per uscire, oppure è per via del fatto che è tutto il giorno che canticchio questa:


Dalla neve al Natale, il passo è breve.

martedì 26 novembre 2013

Teaser Tuesday/4

Il Teaser Tuesday è stato inventato dal blog Should Be Reading. Le regole sono le seguenti:
1. prendi il libro che stai leggendo
2. aprilo a una pagina a caso
3. copia uno spezzone della pagina (senza fare spoiler!), riportando anche titolo e autore.
Naturalmente potete scrivere nei commenti qui sotto il vostro teaser.

Ecco il teaser di questa settimana:
Cominciò a piovere, e mi congratulai con me stessa per essermene rimasta a casa. Ana mi telefonò qualche ora dopo per chiedermi cosa stavo facendo.
«Volevo assicurarmi che tu non fossi sul divano a guardare la televisione.»
«Perché? che male c’è, a guadare la televisione?»
«Ma è sabato sera, Elsie! Sveglia! Esci! Ti direi di venire con me… se non avessi un appuntamento con Jim.»
«Alla faccia della castità!» 
«Cara, sappi che non ho nessuna intenzione di andarci a letto. Usciamo a cena e basta.» 
Scoppiai a ridere. «Certo, come no. Be’, io invece ho voglia di starmene sdraiata sul divano. Sono stanca, ho sonno e…»
«Smettila di accampare scuse!»
«D’accordo. Sono pigra, e ogni tanto mi piace rimanere da sola.»
Taylor Jenkins Reid - Tu, io e tutto il tempo del mondo


(Io ed Elsie potremmo andare molto d'accordo. Anche io mando a farsi friggere i sabati sera guardando la tivvù invece che uscire.)

mercoledì 20 novembre 2013

Recensioni: La carezza del destino (Touched #1)

La carezza del destino è un romanzo YA di Elisa S. Amore, primo della serie Touched che narra le avventure di Gemma ed Evan.
Attenzione: anticipazioni sulla trama.
Gemma vive da sempre nel tranquillo paesino di Lake Placid, ha una media scandalosamente alta a scuola (da quanto si deduce), due genitori che possiedono una caffetteria, un migliore amico chiamato Peter (ovviamente innamorato pazzo di lei) che la va a trovare in camera scalando il supporto per i fiori (come ogni ragazzo americano che si rispetti). Tutto scorre come al solito fino a quando un giorno Gemma vede uno strano ragazzo dagli occhi di ghiaccio nel bosco. Peter, che era con lei, le dice che in verità non c'era nessuno, ma Gemma, più ci pensa e più si convince che il ragazzo esiste. Due settimane dopo, il ragazzo misterioso fa la sua comparsa a scuola. Gemma è tutta contenta perché ha la prova di non avere le allucinazioni, ma Peter la mette in guardia, quel ragazzo ha un'aura oscura, sembra essere sempre nei paraggi quando muore qualcuno. Gemma non lo sta a sentire, e si innamora perdutamente del Signor Selvaggio, il ragazzo misterioso, che poi si scoprirà si chiama Evan James.
Anche Evan è stracotto di Gemma ma, pur facendo un sacco di cose insolite, tipo andare a trovarla nei sogni (avrete capito che non è un ragazzo normale. Oddio, in verità non è neanche un ragazzo nel vero senso del termine), continua a sostenere che non potranno mai stare insieme, ma senza fornire una spiegazione ai suoi discorsi.
Il punto è che Evan è un Giustiziere, un angelo della morte, e che la prossima vittima sulla sua lista è proprio Gemma. Così, la mattina in cui è scritto che la ragazza debba morire, Evan si apposta sulla strada che dovrà percorrere...

L’altra settimana ero in biblio a fare il pieno, adesso che non posso più andarci tre volte alla settimana, e Giovanna (la bibliotecaria) mi ha detto: “prendi quello, così mi dici com'è. L’ho preso per le ragazzine”. È una tradizione che io legga prima di tutti i fantasy e gli YA, così poi possiamo consigliarli (o dire che fanno schifo).
Il punto è che, da un lato, l’ho trovato godibile, la seconda notte non riuscivo a smettere di leggere perché ero curiosa come una scimmia e l’ho chiuso alle tre meno un quarto di mattina, però dall'altro lato ogni pagina che giravo mi dicevo: “beh, e adesso che altra scemenza c’è qui?”. Non me le sono segnate tutte, però alcune cose un po’ così mi sono saltate agli occhi. Intendiamoci, non vi sto dicendo che è una completa schifezza, però avrei apprezzato un po’ più di originalità in certe cose, tipo le tre che vi scrivo qui sotto.
1. Chissà com'è che Lake Placid mi fa venire subito in mente Forks. Sarà che è tutta verde, e che ci dice perfino il numero di abitanti.
2. Gemma ha un carlino che si chiama Iron e dorme praticamente 23 ore al giorno. Un carlino? Che caso, ce l’ha anche l’autrice. E anche il suo non fa altro che dormire.
3. Naturalmente a scuola c’è sempre il ballo (d'altronde adesso lo fanno anche qua). Oh, sì, c’è anche il musical, oltre al ballo! Come potevamo farcelo mancare? (Tralasciamo il fatto che è palese che “La Bella e la Bestia” è fotocopiato dal cartone della Disney).
Comunque, passiamo alle perplessità serie.
Gemma è di una coerenza disarmante: un attimo prima si lagna che a Lake Placid, essendo un buco, tutti sanno tutto di tutti (per dirla come il mio prof di inglese: everyone knows your business), e subito dopo dice che tanto non succede mai niente. E allora, dove sta il problema?
Abbiamo capito che tutto quello che fa il ragazzo misterioso (Evan, per gli amici, come scopriremo un (bel) po’ di pagine dopo), compreso esistere, è selvaggio, e che anche lui in persona è terribilmente SELVAGGIO, non c’è bisogno di scriverlo continuamente. E poi, vi dirò, il Signor Selvaggio appare a scuola così dal nulla, di punto in bianco, in una cittadina in cui tutti sanno tutto come Gemma ci ha ricordato, e se ne sta beatamente appoggiato all’armadietto con l’altra tipa incollata, che è bella come una dea e tutto il resto, e NESSUNO se ne rende conto? Tutti gli altri studenti camminano come se niente fosse e coprono tutto col loro brusio, come niente fosse, quando invece, a rigor di logica, dovrebbero come minimo stare a fissarli a bocca aperta come degli ebeti.
Parliamo un po’ di svarioni, ora. Ad esempio, i ragazzi che parlano della moto di Evan (Mr Selvaggio) dicono che viene centomila EURO. Non eravamo in America fino a due pagine prima? O forse è che gli americani hanno cambiato valuta perché l’Euro è più forte? Non credo che sei ragazzini delle superiori ragionerebbero in Euro, se tutti i giorni usano i dollari. Lo svarione numero due, sempre perché siamo in America, è che Gemma ci comunica scioccata che Evan sta correndo con la moto a 308 all'ora. Ora, lei parla di chilometri, ma non dovrebbe usare le miglia? È palese che non parla di miglia perché facendo un rapido conteggio, 308 miglia all'ora sarebbero più o meno 495km, e non li fa neanche una macchina di Formula Uno.
Ma lo svarione numero tre è il mio preferito: prima di spiegarci com'è possibile, Gemma ci dice prima che Evan ha gli occhi grigi, poi che ce li ha marroni, poi che li ha grigi di nuovo, e ancora marroni. Per un po’ ho considerato che fosse Edward Cullen sotto mentite spoglie.
Passiamo così alla cosa che ho (s)preferito, ossia la somiglianza che ho trovato tra Evan e i suoi fratelli coi Cullen (sì, lo so che si finisce sempre per confrontare tutto con Twilight ma non è colpa mia se è stato il capostipite). Per prima cosa, dimostrano 17 anni quando hanno invece un’età più assimilabile a quella di Matusalemme che a quella di Gemma. Evan, per esempio, ne ha 309. Comunque, date di nascita a parte, ammettendo che Evan sia Edward, Drake sarebbe Emmett e Simon e Ginevra Jasper e Alice (guarda caso, stanno perfino insieme). Evan, in più, ha il Complesso di Bella, il che lo porta a farsi pare a vagonate nella parte raccontata da lui (non che Gemma ce le risparmi, in verità), il che mi ha portata a sospettare che un libro senza un personaggio piagnucoloso non può stare in piedi.
C’è anche un'altra cosa che mi è sfuggita, o che forse è sfuggita a lei. Quando Gemma se ne va dal bar fa le seguenti cose: trova l’incendio, dà un po’ di matto, scappa, arriva alla “casa” di Evan e vede Ginevra sulla panchina, scappa di nuovo, si scontra con Evan, rifiuta il suo passaggio in moto e alla fine torna a casa a piedi. E dopo tutta questa odissea, che ha richiesto di sicuro un bel po’ di tempo, i genitori non sono ancora arrivati a casa. E per fortuna che stavano per staccare. Inoltre, per avvalorare la mia tesi-Cullen, Evan che le dice: “ti sbagli, Gemma, il cancello era aperto”, suona esattamente come: “ti sbagli, Bella, ero lì vicino a te. Sono sempre stato lì”.

E, ultima cosa, vorrei sapere come le è passato per la testa di scrivere basketBALL. Il T9 si rifiuta di compormelo, arriva solo fino a “basket”, perché è esattamente così che si dice in italiano.

martedì 19 novembre 2013

Teaser Tuesday/3

Il Teaser Tuesday è stato inventato dal blog Should Be Reading. Le regole sono le seguenti:
1. prendi il libro che stai leggendo
2. aprilo a una pagina a caso
3. copia uno spezzone della pagina (senza fare spoiler!), riportando anche titolo e autore.
Naturalmente potete scrivere nei commenti qui sotto il vostro teaser.

Ecco il teaser di questa settimana:
Dominic prese il tovagliolo di carta dal dispenser in acciaio e cominciò a strapparlo a quadretti minuscoli, cercando inutilmente di fingere una totale indifferenza.
«Mah, chi lo sa. Magari si stavano lamentando del servizio troppo lento. Alcuni manager in carriera non riescono a capire che ci vuole il suo tempo, per fare un buon cappuccino.» La sua voce suonava stranamente distante, ma un attimo dopo tornò al solito tono allegro. «Scusami, non volevo lamentarmi. Potrebbe essere il segno che è ora di prendermi quella vacanza di cui parlo sempre.»
Fuori, un gabbiano fermo su un trespolo levò il suo grido, sporgendosi a guardare dentro una di quelle vecchie finestre a un solo pannello, generose di spifferi, che sembravano tenere d’occhio l’andirivieni dei traghetti nella baia. Avevo la sensazione che Dominic mi stesse nascondendo qualcosa, ma in fondo non era importante. «E dove ti piacerebbe andare?» gli chiesi.
Sarah Jio - Neve a primavera 

lunedì 18 novembre 2013

Perché andare a spasso?

A volte penso di non essere figlia di mio padre. A lui piace un sacco andare in giro in macchina, anche se deve fare cento metri, e quando finisce per essere a casa che non fa niente dice sempre: "si potrebbe andare a fare un giro a [inserire località o negozio]". E chiede a me se voglio andarci insieme. Io dico praticamente sempre di no perché, al contrario di lui, io quando sono a casa voglio restarci, potermi tenere le braghe del pigiama (c'è un momento in cui passi dall'avere ancora il pigiama ad avercelo già), stare seduta al mio amico computer a cazzeggiare, ascoltare la musica (ultimamente mi sto drogando di Mika), giocare ai videogames (mi sono intrippata di nuovo con Zelda - The Minish Cap, per GBA. Se vi capita, provatelo), ogni tanto mangiare (ho appena finito un panino col salame, e fanculo la ciccia).
Non vedo perché dovrei scomodarmi, cambiarmi, uscire al freddo, salire in macchina (e inquinare) per andare a fare un giretto chissà dove, quando ho tutto quello che voglio a portata di mano. Almeno i giorni in cui non sono da F a fargli fare i compiti, vorrei stare tranquilla e non uscire.