domenica 15 aprile 2012

Recensioni: Jonathan Strange & il signor Norrell

Jonathan Strange & il signor Norrell (Jonathan Strange & Mr. Norrell) è un romanzo di Susanna Clarke. L’unica cosa che mi è davvero piaciuta è che se non altro ci ha fatto la grazia di stamparlo tutto insieme nonostante sia composto da tre sezioni (“Il signor Norrell”, “Jonathan Strange” e “John Uskglass”) che sono così grosse da poter essere considerate tre libri staccati. Tutto il volume, infatti, è di quasi 900 pagine. Generalmente per me i libri grossi non rappresentano un problema, ma questo mi ha davvero tolto tutte le energie. Mi dispiaceva lasciarlo perdere (sapete, dopo un po’ si iniziano a pensare a tutte le cattiverie che si scriveranno nella recensione e quindi si fa fatica a privarsi di tanto ben di Dio), ma in certi punti l’alternativa era saltare tutte le note a piè di pagina, e anche qualche riga del testo. Sì, avete letto bene, ha le note a piè di pagina. Anzi, in certe pagine c’è praticamente l’intestazione composta da cinque righe di libro e il resto è nota a piè di pagina. Sono quasi convinta che eliminandole tutte si sarebbero potute risparmiare un centinaio di pagine a libro, e un paio di foreste.
Attenzione: anticipazioni sulla trama.
La trama è costellata di buone idee che però sono andate più o meno tutte a farsi friggere, perché sono state annacquate (anzi, diciamo proprio annegate) da tutti i corollari inutili che la Clarke ci ha incastrato in mezzo. Molto velocemente, c’è questo mago, il signor Norrell (Gilbert), che possiede praticamente tutti i libri di magia dell’Inghilterra e che si crede l’unico a poterla esercitare, al punto che fa mettere a contratto che gli altri maghi dell’Accademia di York (tutti teorici) non debbano più essere considerati maghi, e debbano addirittura cambiare professione. Già a questo punto del libro l’avrei strangolato più o meno sette volte. Dopo essersi tolto dai piedi la concorrenza, Norrell cerca di mettersi al servizio del governo inglese per vincere con la magia la guerra contro Napoleone. All’inizio il ministro Walter Pole non è per niente convinto, ma quando Norrell si offre di resuscitare con la magia la donna che Sir Pole avrebbe dovuto sposare, il ministro accetta e mette Norrell al suo servizio. O viceversa? Mi è rimasto il sospetto che alla fine fossero i ministri le marionette di Norrell. Comunque. Per riportare in vita la donna, però, Norrell fa un patto con un essere fatato di cui non si conosce il nome, detto sempre “il gentiluomo dai capelli lanuginosi”. Anche il gentiluomo è uno che prima della fine del libro avrei più volte strangolato con le mie mani. Lady Pole è quindi costretta a vivere una doppia vita, di giorno a Londra e di notte a Senzasperanza, la dimora fatata del gentiluomo. In questo incantesimo verrà poi inglobato anche il maggiordomo di Sir Pole, Stephen.
Un giorno, a rovinare i piani di Norrell, arriva Jonathan Strange, il quale è molto più simpatico al governo e viene mandato in Spagna e in Belgio a combattere con la magia insieme ai soldati (seguono duecento pagine di battaglie che avrei volentieri saltato). Nel frattempo, il famoso gentiluomo fatato allarga l’incantesimo anche alla moglie di Strange, Arabella, che in seguito viene trasportata per sempre nei Regni Fatati e tutti la credono morta. Strange, allora decide di scappare a fare un giro in Europa (qualcosa di simile a un Grand Tour, per quello che ho capito) in compagnia di una famiglia inglese. Si fermano per un po’ a Venezia e lì Strange inizia a cercare di capire come fare a evocare gli esseri fatati, dal momento che Norrell non ha voluto insegnarglielo. Dopo essere stato chiamato contro la sua volontà, il gentiluomo si arrabbia con Strange e cerca di ridurlo alla solitudine estrema lanciandogli un incantesimo che lo fa stare in una notte perenne. Strange inizialmente si deprime, poi si dà una svegliata, scopre che la moglie è ancora viva e come salvare Lady Pole dal maleficio, così torna in Inghilterra e risveglia la magia del Re Corvo.
Per fortuna che vi avevo detto “brevemente”. Vabbè, capite che riassumere novecento pagine non è semplice, e sappiate che ho saltato parecchi personaggi. Per esempio, non vi ho raccontato di John Uskglass, ossia Re Corvo. In realtà non c’è molto da dire, all’inizio non si capisce nemmeno che sono sinonimi, ma quando le cose si fanno più chiare si capisce che alla fine la Clarke ha incollato insieme un po’ di leggende (nelle note a piè di pagina) e che se ci è piaciuto il suo personaggio possiamo farci un giro su Google. Un altro personaggio che all’inizio pareva assolutamente insignificante ma che poi mi è piaciuto è Vinculus, il mago di strada (al giorno d’oggi diremo ciarlatano), che non è poi così impostore come sembra. Anche Jonh Childermass, il servo/valletto/tuttofare di Norrell è un personaggio niente male. Anzi, vi dirò, i personaggi secondari sono quasi migliori dei principali, dal momento che Norrell è schifosamente antipatico (e le prova tutte per esserlo sempre di più) e Strange è quello che si crede più bello e più intelligente e in una parola vi dirò assolutamente arrogante. (Però l’ho comunque preferito a Norrell). Certo ci sono anche personaggi secondari odiosi, tipo Lascelles, sul quale non intendo soffermarmi per niente.
Anche ieri sera quando l’ho finalmente finito sono rimasta a chiedermi perché la Clarke ha annegato tutte le sue buone idee, tutte le leggende sul Re Corvo che probabilmente già da sole potevano fare una gran storia, tutti i personaggi che le erano venuti bene (anche Norrell e Strange sono venuti bene, voglio dire, rendere antipatica una manciata di parole su una pagina è una gran bravura)  in pagine e pagine di cretinate che non interessano niente a nessuno. È un vero peccato.
E, ultimissima cosa, giuro, i disegni sono a dir poco orrendi. La prossima volta, per favore, chiamate Paolo Barbieri.

sabato 14 aprile 2012

La festa e il meteo

Domani ci sarebbe la festa di primavera, ma tanto hanno messo pioggia tutto il giorno. La Giò ha detto che se il tempo è brutto ma non piove ci troviamo lì alla Villa e vediamo se viene qualcuno, se invece piove stiamo direttamente a casa. Credetemi, sto pregando che piova almeno dalle otto a mezzogiorno, perché non ho intenzioe di alzarmi dal letto per niente e prendere anche un sacco di freddo.
Cito dal sito dell'ARPAV:
"Stato del cielo: tempo instabile con nuvolosità diffusa.
Precipitazioni: probabilità in aumento da media (40/60%) al mattino fino a medio-alta (60/80%) dal pomeriggio, di precipitazioni, sparse sulla pianura centro-orientale, diffuse altrove; possibili fenomeni anche a carattere di rovescio o locale temporale."

Speriamo che ci abbiano azzeccato.

giovedì 12 aprile 2012

Gli occhiali nuovi

Alla fine, oggi sono tornata in montagna a prendermeli. Mi avevano detto che mi avrebbero chiamato, ma siccome erano passate due settimane e non si era sentito nessuno, mio padre ieri pomeriggio li ha chiamati lui, e guarda caso erano pronti. Mi sono dovuta svegliare alle sette e mezza, sono stata male appena fuori dall'autostrada e in negozio non c'era nemmeno il figlio figo (vedi i post precedenti). Chemmerda.
Quelli da vista sono con la montatura di plastica trasparente (la montatura di plastica mi permette di nascondere il lato delle lenti, così nessuno scopre quanto sono grosse, e se vi dico che ancora sbordano vi farete un'idea), invece quelli da sole sono con la montatura nera e le lenti marroni. La tipa mi aveva mostrato anche quelle grige, ma non mi piacevano per niente. Averceli su è come guardare una foto sottoesposta di due toni.
Ovviamente adesso vedo il pavimento in collina e cose del genere, perché al cambio di lenti succede sempre che per un paio di giorni il mondo diventa tutto strano.
Mia madre quando me li ha visti su (quelli da vista) mi ha detto che non le piacciono, che mi stanno male, che sono più larghi della mia faccia. Il punto è che erano quelli di prima ad essere stretti, non viceversa.
(La foto fa schifo, lo so, ma è opera del cellulare)

domenica 8 aprile 2012

L'uovo extra large

Buona Pasqua!
Non so da voi, ma qua capita che delle associazioni o dei negozi mettano in palio uno o più uova di pasqua giganti. Funziona come la lotteria: si mette un numero (o più) e poi chi viene estratto se lo porta a casa. Indovinate chi l'ha vinto quest'anno?

giovedì 5 aprile 2012

La semina dei curriculum

Oggi pomeriggio sono stata a portare in giro ancora curriculum, dal momento che i due famosi che ho spedito via mail sono stati completamente ignorati (e poi a dire il vero non avevo voglia di andare a lavorare in un albergo). Sono stata in tre librerie (lavorare in libreria è il mio sogno) e in due negozi in cui cercavano un'apprendista commessa. A parte nella prima libreria, negli altri posti sono stati tutti molto gentili, della serie certo che puoi lasciarmi un curriculum, se avremo bisogno ti faremo sapere, lo metto con gli altri e appena ne abbiamo un buon numero iniziamo i colloqui, ma guarda che è un posto full time, non sei mica una studentessa, vero? Insomma, sempre le solite cose. Mio padre mi aveva anche detto di andare a iscrivermi in qualcuna di quelle agenzie di collocamento che lui odia con tutto sé stesso (il che dovrebbe dirla lunga su quanto sperano che mi trovi un lavoro), quindi già che eravamo di strada ci siamo andati, ma guarda caso sono aperte solo la mattina, una delle quali solo il mercoledì, che è giorno di mercato quindi c'è proprio un gran bel casino, e un'altra addirittura solo su appuntamento. Ora, io capisco tutto, ma per lasciarti giù un curriculum non credo di portarti via tanto tempo. O hai paura di non riuscire a bere il caffè?
Speriamo che una di queste semine di oggi sia proficua. Anche arrivare al colloquio non sarebbe male, dopo essere sempre stata snobbata.
A proposito, già che eravamo all'Ipercoop ho comprato l'album del WWF e ho passato la mezzora prima di cena ad attaccare figurine. Me ne mancano ancora 81.

martedì 3 aprile 2012

Esperimenti di kat: coniglietto portauova

Oggi mi sentivo molto pasquale e, siccome mi stavo annoiando a morte, ho deciso di fare un lavoretto pasquale, quindi ecco a voi il coniglietto portauova. Se vi sentite pasquali e vi va di passare mezzora a fare un lavoretto da bambini (e magari avete anche qualche fratellino/cuginetto a cui regalarlo domenica), qui sotto ci sono le istruzioni.

kat e il suo disastro sulla scrivania:
la matita, il portamina e il temperino col tetto.
Cosa vi serve:
- cartoncino colorato
- un tubo di di quelli che stanno al centro della carta igienica
- matita
- stecca
- forbici e taglierino
- colla
- pennarelli
- un po' di fantasia

Come si fa:
Prendete il tubo della carta igienica e tagliatelo a metà, in modo che venga alto più o meno 4 o 5 centimetri.
Tagliate nel cartoncino la testa e le zampe del coniglio e una striscia alta quanto il tubo e lunga un centimetro più della circonferenza (per esempio, il mio faceva 4,5 x 13 e ho tagliato una striscia lunga 14 centimetri). Nel cartoncino di un altro colore, oppure in un foglio bianco da colorare coi pennarelli, tagliate il naso, gli occhi e i denti del coniglio. Se volete potete aggiungere un farfallino come ho fatto io, o qualcos'altro.

A questo punto dovrste avere i pezzi che compaiono nella foto qui sotto (più gli occhi, che io me li ero dimenticati).



Ora che i pezzi sono tutti pronti, si inizia ad assemblare il coniglio. Prima di tutto, si usa la striscia per ricoprire il tubo, poi si mettono in posizione le zampe e si incollano al bordo inferiore del tubo. Credo che questo passaggio verrebbe meglio con la colla a caldo, ma si può anche mettere un po' di scotch all'interno che tanto non si vede. Poi si incollano naso, occhi e denti sulla faccia. A questo punto, bisogna incollare la faccia al tubo-corpo. Curvatela un po', poi spalmate la colla sull parte inferiore della faccia e fatela aderire bene al corpo. Io per sicurezza, ho messo un po' di scotch anche dietro a questa.
Il tubo-corpo è ovviamente il portauovo, che resta nascosto dietro alla testa e alle orecchie del coniglio. Dopotutto lo sanno tutti che il coniglietto pasquale mica le mette in mostra le uova.

lunedì 2 aprile 2012

Recensioni: Alieni in Italia

Attenzione: questa è una recensione di un libro in corso di lettura, il che significa che prima della fine potrei cambiare alcune delle mie opinioni.
Alieni in Italia è un eBook a puntate della mia amica Avstron. Certo, adesso penserete che siccome ci conosciamo gliele farò passare tutte lisce. Chissà.
Non ricordo nemmeno com’è iniziata questa storia di Alieni in Italia. Voglio dire, la trama me la ricordo, intendo che non so da cosa è saltato fuori che la cara Avstron si mettesse a scrivere un eBook. So che ha fatto un sogno, che poi è diventato la prima parte, però da fare un sogno a scrivere un libro…
Che poi, non è così strano il fatto che si sia messa a scrivere, ho perso il conto di tutti i personaggi che si è inventata e delle trame che ha composto. Comunque pare che stavolta si sia ridimensionata, perché finora, alla parte nove, c’è un numero di personaggi che ancora si riesce a tenere a mente.
Attenzione: anticipazioni sulla trama.
La trama, finora, è abbastanza semplice: l’Europa è invasa da alieni replicanti che, prendendo le sembianze e il posto di un umano (sapete quel film da cui escono le copie dai baccelloni, che non so come si intitola perché non sono una patita di fantascienza e non l’ho mai visto), cercano di accoppiarsi con un altro per creare degli ibridi. Per toglierseli dai piedi, l’Unione Europea ha inviato delle task-force di debellatori, provenienti in particolare dalla Scandinavia. Uno di questi è Erik, a quanto pare il più figo di tutti, tanto che Betta, che lo aveva chiamato per far fuori un alieno, se ne innamora e va a lavorare e vivere con lui. Sì, lo so, adesso state pensando: e allora chissenefrega degli alieni, se dovevi raccontarci la storia d’amore potevi evitare di raccontarci degli schizzi di sangue alieno sul soffitto e dei falò in giardino. Insomma, un po’ di calma, la storia mica è tutta qui. Per ora posso dirvi che ci sono già come minimo due colpi di scena, e anche qualche intrigo, qualcuno che fa il doppio gioco, o almeno così mi è sembrato. E alieni a palate, ovviamente.
Per essere una a cui la fantascienza non dice quasi niente, sto leggendo questo eBook con piacere (nonché revisionando le parti in anteprima), anche se a volte mi perdo tra i tipi di alieni. Forse è solo che non ho letto bene tutte le spiegazioni wikipediane sul blog dedicato http://alieninitalia.wordpress.com, sul quale vi consiglio (molto imparzialmente) di fare un salto a procurarvi i primi due atti dell’ eBook.