giovedì 31 marzo 2011
martedì 29 marzo 2011
Sui libri con le figure
Oggi in treno ho iniziato a leggere Strega di classe di Diana Wynne Jones. Ora, a parte il fatto che è ovviamente un fantasy e che quindi per definizione sono cretina perché lo leggo, l'altro minuscolo dettaglio è che fa parte della collana "Gl'Istrici" della Salani (ancora nell'edizione con la copertina gialla, non quella nuova). Insomma, è una collana di libri per bambini. Io mi sono letta mezzo scaffale (ripiano, intendo dire) di Istrici quando avevo più o meno 11 anni, quindi prenderli in mano ora che ne ho 21 suona un po' strano anche a me, è vero. Però chissenefrega, dopotutto sono sempre lirbi. Mi è venuta voglia di leggere Diana Wynne Jones e non ci posso fare niente se l'hanno pubblicata negli Istrici.
Comunque, torniamo a oggi. Leggevo beatamente il mio libro fantasy, da bambini e con le figure e la signora davanti a me guardava alternativamente me e il libro (e le figure più che altro, visto che fino a quando non ne ho trovata una non pareva troppo allarmata). Per un po' ho fatto finta di niente; voglio dire, anche io in genere guardo le persone che leggono. Solo che in genere io lo faccio per vedere il titolo del libro, per guardare che segnalibro hanno o per inorridire quando vedo che fanno l'orecchio alla pagina per tenere il segno. Barbari. Invece la vecchia mi guardava perché leggevo un libro che forse poteva essere buono per sua nipote, sempre se sua nipote si azzarda a leggere fantasy, che non diventi deficiente prima del tempo. Che non si metta in testa che possano esistere la magia, i vampiri, gli schiocchi di dita e i desideri.
- Cosa ti avevo detto? - tuonò suo zio [Vernon] spruzzando saliva su tutta la tavola. - In questa casa la parola m... non la voglio sentire!
Invece di guardare male me, ringraziate che ci sia ancora qualcuno che legge senza essere costretto. E vi dirò di più, ci sono libri con figure che meritano davvero.
si parla di:
diana wynne jones,
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treno
sabato 26 marzo 2011
Ora legale
L'ora solare è quella determinata dal sole, quella giusta.
L'ora legale è quella determinata dal governo.
Stanotte alle due di notte si spostano le lancette dell'orologio avanti di un'ora, dalle due alle tre. Mi sono sempre chiesta cosa succede a quell'ora che non esiste, e mi sono sempre chiesta ancora di più cosa succede quando si torna indietro, quando si vive la stessa ora per due ore consecutive.
Un po' come avere una giratempo.
Sabato prossimo il kemma è chiuso.
Sabato quello dopo facciamo la festa di compleanno di Marco.
Domenica c'è la festa di primavera, solite invenzioni degli ascensori (cit.) [assessori, ndr.] e noi siamo lì a fare gli scienziati pazzi. Dopo di questa, penso di averle fatte tutte.
In biblio c'è un ragazzo nuovo, Nicola. Abitava davanti a casa mia da piccolo. Mia madre mi ha detto che aveva la leucemia, ma a quanto pare l'hanno curato. Venerdì ho lavorato un po' con lui. Non sembra troppo male, è abbastanza simpatico. La Giò è contenta che facciamo amicizia.
C'è anche la nuova tipa del servizio civile, che grazie a Dio sembra una sveglia. Anche se, dopo la Debora, tutte sembrano sveglie. Si chiama Mara. Spero che farò amicizia un pochino anche con lei, visto che me la devo beccare per tipo 10 mesi.
L'ora legale è quella determinata dal governo.
Stanotte alle due di notte si spostano le lancette dell'orologio avanti di un'ora, dalle due alle tre. Mi sono sempre chiesta cosa succede a quell'ora che non esiste, e mi sono sempre chiesta ancora di più cosa succede quando si torna indietro, quando si vive la stessa ora per due ore consecutive.
Un po' come avere una giratempo.
Sabato prossimo il kemma è chiuso.
Sabato quello dopo facciamo la festa di compleanno di Marco.
Domenica c'è la festa di primavera, solite invenzioni degli ascensori (cit.) [assessori, ndr.] e noi siamo lì a fare gli scienziati pazzi. Dopo di questa, penso di averle fatte tutte.
In biblio c'è un ragazzo nuovo, Nicola. Abitava davanti a casa mia da piccolo. Mia madre mi ha detto che aveva la leucemia, ma a quanto pare l'hanno curato. Venerdì ho lavorato un po' con lui. Non sembra troppo male, è abbastanza simpatico. La Giò è contenta che facciamo amicizia.
C'è anche la nuova tipa del servizio civile, che grazie a Dio sembra una sveglia. Anche se, dopo la Debora, tutte sembrano sveglie. Si chiama Mara. Spero che farò amicizia un pochino anche con lei, visto che me la devo beccare per tipo 10 mesi.
giovedì 24 marzo 2011
sabato 19 marzo 2011
Esperimenti di kat: portachiavi col fiore
Oggi al kemma abbiamo fatto un lavoretto, una specie di portachiavi (enorme, devo dire) che al mercatino costa qualcosa come 15 euro(!) e che invece si può fare comodamente a casa.
Occorrente (per quello col fiore):
1 bottiglia di plastica (da tagliare) con tappo
1 tappo di plastica delle bottiglie
2 fili di plastica (tipo scoobydoo)
1 perla con un buco bello grande
forbice
chiodo grosso e martello (in alternativa ci si può arrangiare con la punta della forbice)
accendino
fantasia
Procedimento:
Tagliare la bottiglia circa 5 centimetri sotto il tappo (sconsiglio le bottiglie della Coca Cola, ha troppo collo, meglio la Fanta o l'acqua).
Tagliare a spicchi non troppo larghi la plastica, senza arrivare fino al tappo. Togliere gli angoli da ogni spicchio e dargli la forma di un petalo, poi, per arricciarli, abbrustlirli con l'accendino (attenzione perché fonde molto in fretta). A questo punto il fiore è quasi pronto. Svitare il tappo e farci un buco nel mezzo col chiodo.
Fare un buco anche nell'altro tappo.
Prendere i due fili di scoobydoo, annodarli formando un occhiello e infilare per primo il fiore, poi il secondo tappo, girato nell'altro senso, e per ultima la perla. Fermare il tutto con un nodo.
Occorrente (per quello semplice):
4 tappi di plastica delle bottiglie
2 fili di plastica (tipo scoobydoo)
perle con un buco bello grande
forbice
chiodo grosso e martello (in alternativa ci si può arrangiare con la punta della forbice)
fantasia
Procedimento:
Fare un buco al centro in tutti i tappi. Accoppiarli due a due facendo combaciare le parti aperte.
Prendere i due fili di scoobydoo, annodarli formando un occhiello e infilare la prima coppia di tappi, una perla, la seconda coppia dei tappi e una seconda perla. Fermare il tutto con un nodo.
Ovviamente con un po' di fantasia si possono intervallare diversamente tappi, perle e colori per creare portachiavi davvero carini.
![]() |
| Versione col fiore (La qualità delle foto non è granchè) |
Occorrente (per quello col fiore):
1 bottiglia di plastica (da tagliare) con tappo
1 tappo di plastica delle bottiglie
2 fili di plastica (tipo scoobydoo)
1 perla con un buco bello grande
forbice
chiodo grosso e martello (in alternativa ci si può arrangiare con la punta della forbice)
accendino
fantasia
Procedimento:
Tagliare la bottiglia circa 5 centimetri sotto il tappo (sconsiglio le bottiglie della Coca Cola, ha troppo collo, meglio la Fanta o l'acqua).
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| Questo è ciò che si ottiene con la bottiglia di Coca. "Sembra una calla, non un fiore!" (cit.) |
Fare un buco anche nell'altro tappo.
Prendere i due fili di scoobydoo, annodarli formando un occhiello e infilare per primo il fiore, poi il secondo tappo, girato nell'altro senso, e per ultima la perla. Fermare il tutto con un nodo.
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| Versione semplice |
Occorrente (per quello semplice):
4 tappi di plastica delle bottiglie
2 fili di plastica (tipo scoobydoo)
perle con un buco bello grande
forbice
chiodo grosso e martello (in alternativa ci si può arrangiare con la punta della forbice)
fantasia
Procedimento:
Fare un buco al centro in tutti i tappi. Accoppiarli due a due facendo combaciare le parti aperte.
Prendere i due fili di scoobydoo, annodarli formando un occhiello e infilare la prima coppia di tappi, una perla, la seconda coppia dei tappi e una seconda perla. Fermare il tutto con un nodo.
Ovviamente con un po' di fantasia si possono intervallare diversamente tappi, perle e colori per creare portachiavi davvero carini.
si parla di:
esperimenti,
lavoretti,
plastica,
riciclo
giovedì 17 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
La causa di me-come-tu-mi-conosci
Non ci credi? Sei tu la causa di me-come-tu-mi-conosci.
Nessun altro al mondo conosce il Richard che c'è nella tua vita.
Nessuno conosce la Leslie che è nella mia vita.
Capita che alcune persone non ti manchino per molto tempo. Perché magari hai deciso che dovevano stare ben nascoste nella parte più lontana della tua memoria, finché un giorno, pensandoci per caso, non avresti più provato nessuna sensazione e avresti avuto la certezza di averle archiviate per sempre.
E capita invece che qualcuna di queste persone abbia fatto qualcosa per te in passato, qualcosa che ti ha cambiata, che ti ha fatta diventare come sei. E forse all'inizio li biasimavi per questo, non avresti voluto che fossero riusciti a cambiarti. Invece nel futuro ti accorgi che per fortuna l'hanno fatto. Che senza, chissà come saresti. Che è merito loro se adesso puoi fare delle cose che anni prima non ti sarebbero passate neanche per l'anticamera del cervello.
Se quattro anni fa qualcuno mi avesse detto che avrei fatto l'animatrice, che avrei saltato e ballato e avuto bambini in braccio e attaccati alle gambe, gli avrei chiesto cosa si era fumato per fare una previsione del genere. Invece è la verità. Così arriva anche il giorno in cui devi ringraziare quelle persone. Quella persona. Ci ho pensato tre settimane, in particolare da carnevale in poi, finché non mi sono fatta sentire. E poi, ti senti diversa. Dopotutto è merito suo se sono la kat di adesso.
si parla di:
animazione,
con la k,
grazie,
prima,
ricordi
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