sabato 4 febbraio 2023

Dottori

Sono uscita dall'impasse e sono andata dalla dottoressa a farmi staccare qualche impegnativa.
In realtà me le sono fatte staccare mentre ero lì per farmi dare qualche giorno di malattia dopo che mi ero alzata un lunedì con la tendinite al piede, ma fa lo stesso.
Sono andata dal neurologo (hello emicrania, my old friend). Erano in tre, due dottoresse e il primario. Mi hanno fatto un sacco di domande e poi mi hanno fatto fare la passeggiata in riga, punte, talloni, occhi chiusi, toccati il naso, stringimi le dita. Quel tipo di cose da neurologi che si vedono anche nei film. Poi il primario ha detto che posso continuare con le medicine che già mi facevo vendere di straforo in farmacia (ci vorrebbe la ricetta, ma in realtà fanno tante storie e poi ti venderebbero pure la nonna). Almeno ora che me l'ha avallata, la mia dottoressa deve staccarla. Ha detto anche che per sicurezza non sarebbe una brutta idea fare una risonanza al cervello, quindi mi sono messa in lista d'attesa col SSN (perché sarò pure ricca secondo l'INPS, ma non è che ho 500+ euro da tirare fuori così sull'unghia).
Ho prenotato l'oculista e il primo posto libero è ad agosto. Credo che chiamerò la clinica dove andavo di solito e mi pagherò la visita.
Ho prenotato l'ortopedico e ci vado tra 10 giorni. Mi preparo a sborsare una non meglio precisata cifra (temo intorno ai 150/200) per i miei nuovi plantari. La schiena ringrazia, il portafoglio meno.
E ultimo, ma non meno importante, ho deciso di andare in terapia per l'ansia (o forse per l'autostima, credo che parta tutto da lì). Siccome fioriscono un sacco di servizi online che promettono di semplificarti la vita matchandoti con lo psicologo migliore per te, ne ho scelto uno che aveva buone recensioni e mi sono iscritta. Ho fatto il questionario, mi hanno matchata con una dottoressa e mercoledì ho il colloquio conoscitivo. Spero vada bene.
In verità non so bene cosa aspettarmi perché credo di essere andata da uno psicologo quando avevo sugli otto anni (non me l'hanno mai presentato come tale, ma col senno di poi non credo che potesse essere altro). Questo tipo si chiamava Silvio e andavamo tutte le settimane da lui a Treviso con la corriera (mia madre odia più di me guidare, e francamente a Treviso non guiderei nemmeno io), poi a volte mi faceva fare delle cose in studio e altre volte mi portava fuori a fare delle passeggiate. Non so neanche bene quale fosse il suo scopo. Credo avesse a che fare col farmi interagire con la gente, ma non saprei di preciso. Dovrei provare a chiedere ai miei. Mh, magari domani chiamo mia madre e glielo chiedo, tanto è domenica e ho i minuti.
Parlando d'altro, sto di nuovo lavorando a Oderzo.
L'avevo detto a Dav quando era l'ora delle convocazioni: "se c'è posto dalla Annamaria io torno là".
Mi chiama la tipa della segreteria, ciao come stai, solite cose, e le dico: "dimmi un po', cos'hai?"
"Allora ho un 31 agosto Parise/Colfrancui..."
"DAMMELO"
"Sei sicura?"
"Sìne, io torno dalla Annamaria"
Poi sono tre giorni qua e tre là, ma ragazzi sono due primarie e non dover andare alle medie è un tale sollievo.

martedì 6 settembre 2022

Il numero sulla bilancia (e altri problemi)

 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA

Sì, sono ancora incastrata a 60.

Questa è probabilmente l'ultima settimana di ferie, anche se sarebbe più corretto chiamarla disoccupazione perché è quello che è. Tra questa settimana e la prossima inizieranno ad arrivare le convocazioni delle scuole e io dovrò andare nel panico a cercare di capire quale mi conviene accettare come orario, distanza da casa, tempo che devo passare in macchina, enormità della scuola dove dovrò andare e cose del genere.
Prima mi è arrivata una mail da Maserada (dove sono 139esima quindi non credo che sarei presa in ogni caso) con credo tre o quattro posti alle elementari (due dei quali su due sedi) e uno alle medie. Le elementari avrebbero le 7h12 col sabato a casa, che sarebbe il mio sogno, ma in ogni caso Maserada è troppo lontano. Mi mangerei mezzo stipendio solo ad andare e tornare, per non parlare ovviamente del tempo buttato  a guidare (sì, odio ancora guidare e non posso farci niente). Staremo a vedere chi altri convoca.
Vorrei lamentarmi del peso ma sono sempre le stesse cose, ho passato metà dell'estate in deficit e metà in normocalorica (che poi per me normocalorica è comunque fare la fame perché non posso andare più su di 1400) e non ho perso un grammo, dovrei mangiare più proteine ma la carne mi fa schifo, mi sono comprata un bidone di proteine in polvere ma mi passa la voglia di mescolarle perché non si sciolgono mai e restano sempre a blocchi anche se le frullo col minipimer.
Dovrei muovermi, lo so, ma odio lo sport e sono una polenta, odio il caldo e odio sudare e odio faticare e capite bene che con queste premesse è anche un po' difficile che io riesca ad aumentare il dispendio energetico. Conto sul fatto che camminerò al lavoro (anche se l'anno scorso non è che sia servito a molto).
Dovrei andare dalla mia dottoressa a farle staccare un mazzo di impegnative, tipo per l'oculista che con questi occhiali non vedo più dall'occhio destro (e devo guidare, che bello, fortuna che il sinistro compensa), per l'ortopedico perché i plantari sono finiti e camminarci sopra un altro anni mi pare un po' troppo ottimista (e camminare senza non è fattibile) e per il ginecologo perché boh dopo dodici anni un'occhiatina alla mia PCOS forse è il caso di darla.
Sulla faccenda della PCOS (sindrome dell'ovaio policistico) c'è da aprire una parentesi, prima che mi diciate "in che senso 12 anni che non ci vai?". Nel 2009 sono finita in ospedale un sabato notte di dicembre (intorno a quel periodo in cui qualcuno ha lanciato un Duomo in miniatura in faccia al Berlusca) perché pensavo di avere l'appendicite. Al pronto soccorso mi hanno detto che non c'era infezione ma che il giorno dopo mi avrebbe vista il chirurgo per sicurezza. Nel frattempo digiuno, antidolorifici a caso, compagne di stanza con 34 punti per una colecistectomia e cose del genere. Il terzo giorno mi hanno mandata a casa senza farmi niente, prenotandomi un'ecografia. Vado a fare l'ecografia. Il tizio dice che lui non vede niente di strano ma che non vede neanche l'ovaia destra e che boh magari è quello il problema. La mia dottorezza mi manda dal ginecologo per capire come mai in 20 anni nessuno s'è accorto che manca un'ovaia (spoiler: non manca).
Vado dal ginecologo che in soldoni mi trova una cisti di 4 cm sopra l'ovaia sinistra. Ma a me faceva male a destra, era la destra che non si vedeva, cos'è sta cosa? Non lo so, ma qua se non la facciamo sgonfiare c'è il rischio che esploda, signora, quattro centimetri, come ha fatto a non accorgersi! Seguono domande di rito per capire se ho la PCOS. Ciclo regolare? Mai avuto. Ciclo doloroso? No, neanche me ne accorgo. In che senso? Nel senso che non so quando mi vengono e neanche mi fanno male per annunciarsi. Molto strano. Beh senta, almeno una cosa buona, eh. Acne? Beh a vent'anni direi che me la sono quasi cavata.
Va bene dai, ti prescrivo la pillola e vediamo come va. Il mese prossimo torni e vediamo se la cisti ci è sgonfiata. Se funziona, continui e siamo a posto.
Il mese dopo è tutto a posto. Il ciclo (falso) è un orologio svizzero, il ginecologo dice bon, se hai problemi prima passa dalla tua dottoressa, per me la faccenda è risolta.
Io non mi sono fatta tanti problemi in verità, ho continuato a prenderla e ciao. Solo che ora stiamo pensando di avere un bambino (più avanti, che io passo in prima fascia l'anno prossimo) e ovviamente la dovrò interrompere, quindi mi serve sapere come la mettiamo. So già che mi arriverà un cazziatone, se è un medico competente, ma pazienza.
Parentesi chiusa.
Non voglio neanche cominciare a parlare di quanto mi spaventa l'inverno che sta venendo avanti, la storia del gas, le bollette che sono già astronomiche (l'enel mi ha mandato 270 euro da pagare e siamo in due, e non facciamo neanche festa) e tutto il resto (compresa la politica).

martedì 5 aprile 2022

Quasi Pasqua

Sono stanca e sono grassa.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze di Pasqua perché non ne posso più del lavoro, ho mal di schiena, ho quasi finito le suole delle scarpe (ma quelle mi devono bastare fino a giugno perché non prendo un nuovo paio di scarpe per un mese e mezzo di lavoro) e pure la pazienza.
Allo stesso tempo temo le vacanze di Pasqua perché ho un uovo di un chilo già pronto sulla credenza e non posso permettermi di mangiarlo se non voglio diventare ancora più larga di così.
È sempre lo stesso problema: smetto di contare quello che mangio e tutto va a farsi fottere. E dire che al lavoro faccio i chilometri, non è che me ne sto tutto il tempo seduta sopra alle chiappe. Ci sono certe mattine alle medie (che già è un edificio enorme di suo) che a metà turno mi sono già cuccata 6-7000 passi così gratis e devo ancora iniziare a pulire.
Ci sono giorni in cui vorrei dire "ma chemmefrega, sono destinata ad essere grassa lo stesso, almeno mi godo il cibo e mi sfondo", ma non è un buon atteggiamento.
Il mese scorso (il 15 marzo) c'è stata la giornata dei DCA (disturbi del comportamento alimentare) e ho letto vari post su face e Insta e più leggevo e più ero tipo "oh mio dio, ho questo e pure quest'altro", anche se probabilmente non è vero. Nello stesso momento, leggendo testimonianze di (ex) anoressici, sono caduta nel tranello di pensare "che invidia, come fate a non mangiarvi il frigo, che volontà di ferro avete?". LO SO che è un pensiero sbagliatissimo e non è neanche giustificabile, ma entrate un secondo nella mia testa e immaginate di riuscire a non mangiare e vedere la bilancia che scende e le magliette che ti vanno larghe.
Anoressici, perdonatemi per avere questi pensieri orribili.
Morale della favola, mi alzo la mattina e vorrei mangiarmi la credenza, conto quello che mangio, preparo i tre pranzi dei tre pomeriggi con la bilancia (un po' per fare tre scatole uguali perché cucino tutto in un giorno e un po' per sapere effettivamente quanto sto mangiando), cammino diecimila passi solo al lavoro, lavo letteralmente otto o nove stanze ogni giorno (le mie spalle e la mia schiena ringraziano quel cazzo di mocio da tirare) e ancora riesco a ingrassare.
CHE STREGONERIA è MAI QUESTA?
Raga io sono veramente stanca. E sono demoralizzata.

Ok allora lo so che vengo qua sul blog per lamentarmi, ma non ho molto altro da dire, finché le giornate si riducono a alzati-lavora-vieni a casa-Animal Crossing-cena-dormi, più delle belle emicranie omaggio. Giusto ieri sera ne avevo una (perché era lunedì immagino) e alle otto e mezza mi ero stancata di soffrire e sono andata a stendermi. Ho dormito tipo 10 ore. Almeno stamattina ero riposata.
Ah comunque ora capisco quelli che "Animal Crossing mi ha salvato durante la pandemia".

lunedì 3 gennaio 2022

Cosa vuoi che sia

Scusate ma torno dopo tutto questo tempo principalmente per lamentarmi. Ah, ma il blog è mio e posso fare quello che voglio.
Recentemente ho iniziato a giocare ad Animal Crossing New Horizons, perché Sam l'aveva preso ma non ci giocava e ce l'ha passato per vedere se a noi interessava. Ovviamente è stato requisito dalla polizia dei videogiochi (io) e lui non lo vedrà mai più. Per farvela breve, di questo capitolo di AC esiste un DLC chiamato Happy Home Paradise in cui puoi arredare le case vacanza dei villager e degli npc (quindi al di fuori della tua isola). Se volete i dettagli del gioco, wikipedia è la vostra salvezza, potete accomodarvi.
Fatto sta che ieri sera stavo guardando le nuove creazioni dei giocatori caricate sull'NBC (Network belle case), in cui puoi esporre un massimo di 10 design e gli altri possono non solo vedere la foto ma anche entrare a visitare la casa che hai creato, e succede che per caso mi imbatto in una casa per Marco e Mirco letteralmente identica a quella che avevo disegnato io qualche giorno fa. E quando dico identica, intendo proprio identica, perfino i colori dei mobili e il titolo. L'unica cosa cosa che questa persona non ha potuto copiare è stato il giardino, perché non l'avevo fotografato.
Comunque, vedo che la casa è identica, mi girano le palle, vado nel gruppo Face di Animal Crossing e chiedo se secondo loro è possibile far togliere un design dall'NBC perché fondamentalmente qualcuno lo ha copiato pari pari dalle foto che avevo postato e lo sta spacciando come suo.
Non l'avessi mai fatto.
Ho ricevuto risposte tipo:
- una volta che hai messo le cose su internet sono di tutti (beh oddio)
- vabbè ma se l'ha copiato vuol dire che era bello, dovresti essere contenta (immagino che contenta saresti tu se qualcuno ti avesse copiato pari pari non so, la tesi di laurea, e spacciata per sua)
- magari era un bambino, i bambini copiano (certo, ma credo che su AC ci stiano coi genitori, e anche io da piccola copiavo cose ma ci mettevo un po' del mio perché è lì che sta la differenza)
- non è mica una gara (e quindi?)
- tutti abbiamo copiato su AC (vero in parte, ma di solito si tratta di pezzettini di isola, non di un intero design, e poi a meno che non lo ricrei pari pari è più ispirarsi, per non parlare del fatto che chi carica le ispirazioni su pinterest e simili lo fa perché altri le prendano)
e la peggiore, perché dimostra che il problema di fondo è sempre quello, che si parli di una casa in un videogioco o di qualcuno che ruba ben altro, o di una pacca sul culo (sì, pensateci)
- COSA VUOI CHE SIA
"Cosa vuoi che sia" è il modo più orrendo di minimizzare una cosa che a te pare niente ma che per qualcun altro magari è importante. Questo genere di pensiero è così schifosamente diffuso che mi lascia basita. E raga, pazienza per la casa (anche se ora mi è anche passata la voglia di arredare per un po'), ma se non ci togliamo dalla testa questo tipo di ragionamenti saremo sempre al punto di partenza.
Alla fine ho prima chiuso e poi anche cancellato il post, perché vedere tutta la gente che metteva mi piace alle risposte di cui sopra mi infastidiva se possibile più ancora del "furto". Non avevo postato per avere ragione (anche se qualche ragazza si è trovata d'accordo con me) ma per avere un consiglio sensato. Era meglio se venivo a sfogarmi direttamente qua, evitavo di incontrare come al solito il peggio della gente che legittima le cose fatte su internet come se fosse la terra di nessuno e ti da del rompicoglioni se provi a sottolineare che non è una bella cosa.

Più avanti vi farò un post riassunto di cosa succede nella vita vera, giuro.

giovedì 24 giugno 2021

So hot

A casa dei miei dormivo sul pavimento.
Non nel senso che eravamo così pezzenti da non avere un letto, ma perché avevo caldo e caldo e ancora caldo. Nel letto mi pareva di andare a fuoco, nonostante la finestra aperta e tutto, quindi mi mettevo sul pavimento.
A casa dei miei non c'è il condizionatore, e io sinceramente mi chiedo come facevamo. Mia madre non fa testo, perché lei non ha caldo neanche sotto al sole (penso che abbia dei geni di lucertola) ma io e mio padre siamo quel tipo di persone che con un grado in più già le vedi con la faccia viola e affaticate che cercano un filo d'aria davanti al quale piazzarsi.
L'anno scorso nella casa vecchia siamo arrivati ad avere 32 gradi. Però era agosto.
Quest'anno, quassù al secondo piano, abbiamo già tranquillamente 29 gradi abbondanti, ed è appena giugno. Raga è appena iniziata l'estate e io già non ne posso più. La vera anticamera dell'inferno è l'estate in pianura padana, con l'umidità che praticamente non respiri aria ma acqua.
Qua si dorme nel letto, ma col ventilatore puntato. Che non fa il miracolo, ma piuttosto di niente ci si accontenta (per ora, poi cercheremo di mettere il condizionatore, dato che Dav suda pure le unghie dei piedi anche a stare fermo).
Ogni estate non faccio che dire "l'anno scorso non faceva così caldo" e sono sempre più sicura che non sia una lamentela ma una constatazione.
Gli unici che se la godono sono i cactus sul terrazzo.

martedì 15 giugno 2021

Siamo alle solite

Siamo alle solite.
Sono in ferie, per non dire che sono disoccupata (nel senso, fino al 30 giugno sono assunta, sto facendo le ferie che mi avanzavano, ma alla fine delle ferie sarò disoccupata e quindi mi sento già col culo a terra anche se sono pagata per altri 15 giorni).
Sono grassa, per non dire che rotolo (poi ci torniamo).
Ho caldo, ma è giugno e cos'altro ci si può aspettare. Al secondo piano senza condizionatore, poi, tanto fresco non può essere.
Il gatto ha imparato che in giardino non c'è niente di terribile e può andarci tranquillamente, così ora ogni mattina inizia a miagolare alla porta perché vuole scendere (s'intende anche alle cinque della mattina, dipende come gli gira) e per sfinimento poi lo porto giù (la fregatura è che mi devo fare due piani di scale ogni volta perché non basta aprirgli la porta qua sopra, devo aprire anche il portone perché beh, è un gatto. Non può tirarselo da solo).
Davide si sta cuccando un'altra stagione a Jesolo dove aveva lavorato gli anni scorsi, quindi io passo la maggior parte del mio tempo ad aspettare che torni a casa (so che non dovrei farlo, che mi dovrei fare gli affaracci miei senza stare là a guardare l'orologio, ma a volte è proprio difficile).
Comunque torniamo a me che rotolo.
Domenica ho avuto un bruttissimo breakdown perché era da un po' che evitavo di pesarmi (e c'era un motivo) e alla fine la bilancia mi ha segnato 60.2kg. Potete solo immaginare cos'è stato vedere di nuovo il 6. Per quanto razionalmente io sappia che è psicologico, 59.9 non mi spaventa come 60, è lo stesso meccanismo dei prezzi. In ogni caso, mi ero ripromessa di non vedere mai più i sessanta (al massimo quando aspetterò un bambino) quindi mi sono sentita veramente male. Oltre ai vari "ho buttato tutto nel cesso" che già mi dicevo mentre lavoravo (altra cosa strana, sono riuscita a ingrassarmi lavorando, con scale dappertutto, con classi da pulire da cima a fondo in tempi stretti e tutto) mi è proprio cascato il soffitto addosso. So che il peso ha fluttuazioni, so che dovevo andare al bagno, so che quello che dice la bilancia non è scolpito sulla pietra, ma non potevo evitare di concentrarmi su quel cazzo di 6.
Morale della favola, rieccomi con la app per le calorie a cercare di non farmi fuori il frigo intero.
Dav dice che non dovrei farla così grossa perché dopotutto le magliette e i vestiti di quando pesavo 55 kg o meno mi entrano ancora, ed è vero, ma continua ad essere dentro alla mia testa. So che mi entrano, ma mi fanno salame e io non voglio. Potete dirmi finché volete che è un costrutto sociale, ma non posso evitare di vedermi enorme. Di vedere le maglie che mi tirano. Non posso sopportare l'idea di dovermi mettere una L perché sta per LARGA e io non voglio essere larga. Certo, certo, un sacco di taglie sono sballate, io stessa ho nell'armadio magliette XS, S e M che sovrapposte sono tutte uguali, ma mettere la XS mi fa sentire molto meglio, anche se nessuno deve vedere l'etichetta. Solite cose psicologiche. E se volete farvi due risate, ieri stavo uscendo per andare in farmacia in bici (è più o meno un chilometro e mezzo, non volevo togliere il telo dalla macchina e mi faceva anche comodo fare un po' di movimento) e mi sono tolta i pantaloncini da casa per mettermi degli short di jeans, di quelli a metà coscia per intenderci. Non al ginocchio, quelli più corti. Scendendo le scale con le gambe di fuori, per un minuto mi è venuto da ridere perché sono qua che mi preoccupo dei chili e dei rotoli di ciccia e poi me ne vado in giro con gli shorts. Capitemi, non è che mi pare particolarmente strano, l'ho sempre fatto, ma così come mi preoccupo della ciccia che sta venti centimetri più in su, avrebbe senso preoccuparsi anche delle cosce. Nel senso, o tutto o niente.
La cosa che mi urta di più è che se parlo con qualcuno (tipo la gente che lavorava con me, per dirvene qualcuna) la prima cosa che dicono è una di queste:
1. ma grassa dove?
2. ma ti sei guardata bene? Io posso dire che sono grassa, ma tu guarda che gambette che hai
3. ma se hai la faccia così magra
4. ma dai grassa, hai delle curve
Ora. Io non pretendo che mi si dica HAI RAGIONE GUARDA CHE SCHIFO DI ROTOLI DI CICCIA. Però vorrei che se una persona ti dice che si sente in un certo modo, si potesse accettare la sua visione, specialmente se non sei uno psicologo (o un nutrizionista in questo caso).
Che io abbia dei chili in più è oggettivo. Non sono obesa, e stando al BMI non sono neanche sovrappeso, ma so che forma ho con otto chili di meno (anche con cinque) ed è di gran lunga migliore di quella di adesso.
Che io a trentun'anni non mi sia ancora accettata sarà anche vero, ma niente dovrebbe farvi pensare che se a voi sembro a posto così, allora dobbiate dirmelo per forza, perché non mi state aiutando.
Ci sarebbe un lungo capitolo anche sui vestiti e sulla gente che porta con disinvoltura roba che io non metterei manco se fossi magra come mia madre, ma per oggi lasciamo perdere.

domenica 7 marzo 2021

Recap

Raga mi vergogno giusto un po'. L'ultimo post è di giugno. IL fatto è, come al solito, che so che dovrei passare di qua a scrivere qualcosa, anche solo per il gusto di farlo, ma poi trovo dell'altro da fare. Ogni cazzo di volta. E parliamo anche di cose stupide, mica sempre di impegni importanti.
Comunque, breve riassunto della mia (triste?) vita finora (e possibili divagazioni sventramitiche)[1].
A giugno dell'anno scorso, quando gioivo con voi per la foto della bilancia (sono ingrassata di nuovo ovviamente), si iniziava a delineare un nuovo trasloco, in una casa finalmente di proprietà. Taglierò corto sulle rotture di palle riguardo a geometri, notai, l'istituto per le case popolari che deteneva ancora il diritto di prelazione (pur avendo venduto ai precedenti proprietari ma siamo in Italia) e che abbiamo dovuto rincorrere per quasi due mesi per avere le carte del nulla osta e cose del genere. Vi dirò solo che a luglio abbiamo iniziato a smontare l'appartamento nuovo pezzo per pezzo, a partire dalla cucina che c'era dentro che era letteralmente caramellata. Giuro, le parti bianche erano color caramello e altrettanto appiccicose. La cucina caramellata ha incontrato il suo destino all'ecocentro, insieme ad altri pezzi di arredamento opinabili (e altrettanto caramellati, io non so cosa combinassero i Bangla che c'erano dentro prima, si vede che dipende da quello che cucinano, boh).
Quindi luglio e agosto se ne sono andati tra un mobile e l'altro, una carta e l'altra e qualche bestemmia.
A settembre mi è stato rinviato il rogito di circa due settimane (sempre per colpa dei signori case popolari, eccetera) e indovinate? L'hanno fissato praticamente il mio secondo giorno di lavoro. Del tipo, non posso mancare al rogito perché devo firmarlo, ma non posso neanche mancare al lavoro perché ho appena iniziato e in ogni caso non è bene. Alla fine sono andata, ho firmato e sono corsa al lavoro. Ho preso una convocazione per il personale ATA (vi ricordate la famosa domanda che avevo fatto, su cui ho perso un sacco di tempo perché avevano sbagliato a copiare i dati eccetera? Ecco, quella) che scade il 30 giugno, a Ponte di Piave. 30 ore alla settimana, cazzi e mazzi ma intanto è un lavoro. E credetemi che la famosa frase "le bidelle non fanno un tubo" è quanto di più sbagliato potete dire. Specialmente in tempo di Covid, che bisogna pulire ogni singola gamba del banco e ogni singola piastrella del pavimento, del muro e del soffitto. Comunque lasciamo stare perché se inizio a parlare del lavoro non è più finita (diciamo che ci sono un sacco di cose migliorabili, sia come organizzazione sia come tutto il resto).
Il 29 ottobre, dopo che gli imbianchini avevano finito di grattare e il piastrellista di piastrellare il bagno di riserva e l'idraulico di - ah, no, l'idraulico in realtà non ha ancora finito neanche adesso, sono arrivati i traslocatori che in neanche cinque ore hanno completamente smontato la casa vecchia, spostato tutto e completamente rimontato la casa nuova. Poi a dicembre con calma (siamo un po' in ritardo, signora, ma sa, è il Covid) sono arrivate anche le finestre nuove e abbiamo smesso di sentire gli spifferoni. Dopotutto se entri in un'appartamento del 1978 praticamente mai sistemato, un po' di gelo te lo devi aspettare.
E quindi niente, ora stiamo quassù, al secondo (e ultimo) piano di un condominio di quattro unità (di cui una vuota), col gatto che vorrebbe uscire ma che quando lo porto giù in giardino inizia a lamentarsi ancora quando siamo sulle scale perché non gli va.
La scuola continua a restare aperta, alla faccia dei catastrofisti (abbiamo avuto in tutto l'anno due classi in quarantena, insieme tra l'altro, quindi totale 10 giorni), io come personale scolastico sono stata vaccinata (la prima dose intanto, per la seconda non si sa ancora, dicono fino a 12 settimane di stacco che vorrebbe dire a maggio) ma ovviamente con questo non è che me ne vado in giro a sputazzare, mascherina e mani e tutto come prima.
Per il momento si naviga a vista fino al 30 giugno, e poi ci inventeremo qualcosa. Almeno non dobbiamo più pagare l'affitto.


Note
^1 “Questa tecnica consente all’autore di intervenire in un punto qualsiasi della sua opera, a seconda di come gli gira, per commentarla, fornire insegnamenti, lamentarsi… In sintesi: per divagare. Lo so che l’idea non vi piace, ma quel che conta è che piace a me.
[…] Perché non provate invece a immaginare, almeno una volta, fino a che punto il problema di delineare i caratteri, la necessità di far succedere qualcosa, l’articolazione del dialogo e l’obbligo descrittivo possano rompere le scatole a un autore? […] La voglia che lo piglia ogni tanto di allentare la tensione, di fregarsene bellamente della coerenza narrativa e della forma artistica per dedicarsi alla pura e semplice chiacchiera?”
(Idelfonso de’ Sventramitis)