mercoledì 29 febbraio 2012

Fame americana

Da due giorni ho voglia di mangiare pancakes e krapfen. Della serie, due cose assolutamente leggere e senza grassi. Dei krapfen di meno, in realtà. Ho più voglia di americanate. Stanotte ho perfino sognato che i pancakes me li stavo facendo, che li facevo saltare fuori dalla pentola direttamente sul piatto, come nei fumetti di Paperino.
Cascasse una pannocchia se un giorno non mi metto e me li preparo, e chissenefrega di mia madre che mi ricorda continuamente che è quaresima.
Ah, e sto pensando di imparare a lavorare a maglia, perché su Focus c'è scritto che è uno dei 30 modi per diventare più intelligenti. Mia madre sembrerebbe quasi disposta a insegnarmi (magari se imparo bene, potrei farmi una sciarpa di Grifondoro per il prossimo inverno, chissà).

martedì 28 febbraio 2012

Una vera Ferrari

Oggi pomeriggio stavo cercando una cosa, che ovviamente non ho trovato, e mi è caduto il diario di terza superiore (nella mia giurisdizione si tiene tutto), ed è caduta fuori una foto che mi ricordavo vagamente che, anche se io ho una faccia un po' da scema, mi è sempre piaciuta un sacco.
Ero al mare a Eraclea, nel 1993. E soprattutto, guidavo una Ferrari!

lunedì 27 febbraio 2012

Porta pazienza

La gente dice che non ho pazienza. Per semplificare, molto spesso lo dico anche io, anche se è stupido dire che uno ha tanta o poca pazienza. Non è mica un sacco sulle spalle che si ri-riempie durante la notte o cose del genere. Il fatto è che la pazienza è assolutamente variabile, a seconda di chi hai davanti e di cosa stai facendo. Per farvi un esempio stupido, se voglio superare un livello di un videogioco (così sul momento mi viene in mente Aladdin - La vendetta di Nasira) posso rigiocarlo anche dieci volte in un pomeriggio, finché non ce la faccio, e la mia pazienza può essere solo minimamente intaccata, così come può andarsene del tutto di fronte a un altro genere di impegno.
Comunque, oggi pomeriggio a ripetizioni ho notato che l'atteggiamento della persona che mi sta davanti è influisce enormemente sulla mia scorta di pazienza. Voglio dire, sono lì apposta per spiegarti quello che non hai capito quindi si presume che mentre parlo mi ascolti. Se poi ti sei sforzato ma non hai afferrato il concetto, posso anche rispiegartelo dieci volte, ma a patto che mi ascolti. Perché se invece, mentre io ti dico con le parole più semplici che trovo qual è la differenza tra un pronome e un aggettivo, tu pensi a cos'ha combinato il Milan nella partita di domenica, la prima volta che mi dici "non ho capito" è matematico che la mia pazienza si squaglia. Non chiedo tanto, solo un po' di educazione e concentrazione.

domenica 26 febbraio 2012

Cugine galline

Della serie: ventenni che si fanno sbucciare la frutta dai genitori. Sono qui che mangio una pera a cubetti con lo stuzzicadenti mentre cerco di evitare che il sugo mi coli sulla tastiera e mi chiedo se sia il caso di sforzarmi e andare alla festa di compleanno di mia zia (che guarda caso li compie lo stesso giorno di suo nipote, che poi sarebbe mio cugino). Mia madre ha detto che posso anche fare a meno, saranno già in tanti e sanno che sto anche male (non è vero, sto molto meglio di martedì, ma loro non lo sanno). Il fatto è che non ho la minima voglia di andare ad incastrarmi in mezzo alle mie cugine galline che mi domanderanno come va all'università e cose del genere, e pensare che non posso neanche sputargli in un occhio, che è davvero una cosa che farei volentieri perché ormai sono stufa della gente che si informa dei cavoli miei senza interessarsene davvero. Ah, sì, e poi potrebbe esserci anche l'altro mio cugino che ha 16 anni e si è appena messo con una tipa con la faccia da ippopotamo (per sua stessa ammissione, non mi sognerei mai di dirlo io), e anche se è tipo da quando ero in quarta superiore che non lo vedo, credo di non perdermi niente. In fin dei conti, potei anche restare a casa a giocare a Zoo Tycoon (Dio, ieri l'ho riesumato per caso e ci ho perso un pomeriggio a cazzeggiare).
Stanotte poi ho anche finito il libro che stavo leggendo e quindi adesso sono a secco completo, fino a domani pomeriggio. Avevo cercato di tenermene una cinquantina di pagine per stasera, ma alla fine l'ho letto tutto. Forza di volontà uguale zero.
(Spero che mi mandino a casa una fetta di torta, possibilmente non con la frutta, magari qualcosa di più calorico (come se ne avessi davvero bisogno, poi)).

venerdì 24 febbraio 2012

Soldi miei, decido io

È un periodo un po’ di emme, dopo che la festa di carnevale è andata com’è andata e a me è venuta fuori un’altra bolla da stress appena sotto il labbro, per dentro, dove idealmente ci starebbe bene un piercing e non una sottospecie di ulcera. Mia madre dice che è perché mangio male, evito la carne come la peste e cose del genere, ma io so che non c’entra niente, perché mi capita solo quando sono estremamente stressata e pressata e mi sono rovinata il fegato ad ascoltare i problemi degli altri per più di due giorni consecutivi. Che gioia, insomma. Com’è divertente incavolarsi e tirare avanti. Si diceva oggi pomeriggio sul blog del mio amico Gughy che i novantenni tirano avanti perché sono vecchi e acciaccati e noi ventenni tiriamo avanti perché siamo giovani e ogni giorni che passa dobbiamo combattere col mondo, e non è facile per niente. Oggi, dopo una lunga battaglia con hotmail, ho spedito un altro curriculum a un albergo che cerca personale (apprendisti per cucina, sala, ricevimento), chissà che sia la volta buona, anche se ammetto di non ricordare una parola di tedesco e di avere qualche (grosso) problema anche a esprimermi in inglese e spagnolo (portoghese non lo calcoliamo neanche). Intanto proseguo con le ripetizioni, e sto tenendo i soldi da parte, separati da quelli nel portafoglio, perché l’idea è che quando raggiungerò una somma utile andrò a comprarmi una nuova macchina fotografica. Quando mia madre l’ha saputo mi ha chiesto se ne ho davvero bisogno. Le ho detto che quella che ho non fa più foto all’altezza delle mie aspettative e che dopotutto sono soldi miei di un “lavoro” che ho trovato io e che quindi mi faccia il piacere di non scocciarmi. Sono stata anche un po’ sgarbata, ma sinceramente prenderli e spenderli per qualcosa che mi interessa è la cosa migliore da fare, non mi pare il caso di metterli in banca che invece di moltiplicarsi spariscono in spese di conto e cose del genere.

giovedì 23 febbraio 2012

Mali di stagione

Vai dal dottore tossendo come una veccha fumatrice incallita e con la voce sotto i piedi e trovi cinque persone davanti più una dentro, e l'ambulatorio è aperto da appena cinque minuti. Passi tre quarti d'ora in compagnia di gente che scatarra peggio di te e che entra e ti guarda male perché ci sono otto sedie e dodici persone e tu sei giovane, potresti anche alzarti. E poi, quando viene il tuo turno ed entri e ti fai visitare e dici che medicine hai preso e che è da dieci giorni che vai avanti così, ti dice che puoi sospendere tutto, che è solo un male di stagione e non c'è da preoccuparsi. Il fatto che duri così tanto è solo perché sei un soggetto predisposto e cose del genere.
Ma vaffanculo. Se sono un soggetto predisposto dovresti darmi qualcosa a maggior ragione, no dirmi che va bene così e che se voglio c'è lo sciroppo e sennò posso buttare in parte pastiglie e aerosol e tutto. Che cazzo di sanità.

martedì 21 febbraio 2012

Eccomi

Alla fine carnevale è arrivato e se n'è anche andato, col suo strascico di rogne varie, tipo la litigata assurda che ho fatto con Marco, i coriandoli nelle mutande e un mal di gola atroce. Alla fine le foto le ho dovute fare io, quindi di me vestita da Mario ce n'è una sola, e solo perché ho chiesto a qualcuno di farmela. Pazienza. Forse un'altra ragazza ne ha fatte, ma non so se le caricherà su face o cosa.
Se intanto volete vedere anche le altre, per farvi un'idea di come eravamo presi, schiacciate qui.


Mi sono resa conto che quest'anno la cosa migliore, invece della festa, è stata tutta la preparazione, sopratutto del vestito, e anche del resto, anche se mi ha fatto andare in bestia. Alla festa mi sono dovuta mettere su un sorriso finto comprato al Piccol a un euro, e forse non era solo per via del mal di gola.
Almeno, il mio costume è piaciuto molto. Alcune mamme mi hanno chiesto se potevano fare la foto con me, forse per copiarlo l'anno prossimo.