giovedì 24 aprile 2025

Vita

A quanto pare è passato quasi un anno e mezzo dall'ultimo post. Ma sono ancora viva. E sono successe delle cose.
La prima cosa che è successa è che a settembre ho finalmente preso il ruolo. La paga fa schifo, il ministero ci tratta come l'ultima ruota del carro (già tratta come l'ultima ruota del carro gli insegnanti, figurarsi il personale ATA), ma non si può neanche dirlo troppo ad alta voce sennò non sei un bravo dipendente pubblico. Sono di nuovo alla primaria dov'ero l'anno scorso e spero di restarci per sempre, visto che è vicina, comoda, si sta bene e due delle mie colleghe andranno in pensione nei prossimi due anni e qualcuno deve restare a tenere su la baracca e a dirigere il traffico dei collaboratori supplenti che arriveranno (come se io avessi l'autorità, ahah).
La seconda cosa è che dopo il ruolo abbiamo iniziato a provare ad avere un bambino. Sono rimasta incinta. Ho perso il bambino 12 giorni dopo aver visto il primo test positivo. Si chiama gravidanza biochimica. Non fai nemmeno in tempo di vederlo con l'ecografia perché è troppo presto, sai che c'era solo perché una mattina hai visto le due linee sul test. Sai che c'era perché l'esame del sangue ti ha dato un valore di beta HCG superiore a 5 (171, nel mio caso). Solo che poi non c'è più.
Razionalmente sembra una cazzata ma ho passato i giorni successivi ad essere arrabbiata e invidiosa di tutte le persone che magari hanno già uno, due, anche tre figli e sono di nuovo incinte e sbattono la loro pancia su Instagram e Facebook. Sì, sto parlando di gente che conosco. Tempo fa era tutta una foto di matrimoni, ora è tutto un baby shower, scarpine e bavaglini.
Sono ancora in terapia.
Sono ancora grassa. Non me ne frega.
Sono ancora una gamer incallita. Mi sono fatta una bella libreria di giochi per Switch (perché io gioco quasi solo franchise Nintendo) e li ho demoliti uno dopo l'altro, d'estate e d'inverno, in ferie, nei giorni lavorativi, prima di cena mentre Dav non arriva la sera, di notte quando il giorno dopo ho il turno di pomeriggio. In compenso non sto leggendo più niente da mesi. Un po' mi manca, ma non ne sento la necessità. Ho preso la serie completa dei manga di Zelda Twilight Princess (12 volumi, tratto dal capitolo per Gamecube del videogioco) e ne ho letti due. I disegni sono wow e Link è sbav, ma non sono ancora andata vanti. Sarà un anno che li ho sullo scaffale.
Ho ancora mal di schiena. Non vedo l'ora che finisca la scuola.
Mandate good vibes.

mercoledì 1 novembre 2023

Il piano alimentare

Indovinate un po'?
Il mio valore non dipende da un numero sulla bilancia.
Il mio umore non dipende da un numero sulla bilancia.
E invece.

Circa tre settimane fa, d'accordo con Stefania, sono andata a fare una visita nutrizionistica. Diciamo che è andata così così. La tipa ha misurato la composizione corporea con la sua macchina ed è venuto fuori che la massa magra non è tantissima ma è accettabile, ma la massa grassa è oltre la sezione verde (40 kg magri e 20 kg grassi, per capirci). Non avevo dubbi ovviamente. Quindi ha detto che sarebbe una buona idea mettere un po' di muscoli, e i muscoli si mettono coi pesi (e non serviva me lo dicesse, ste cose le so perfettamente ma faccio finta di niente). Ha detto che se non mi va di andare in palestra ci sono dei video su YouTube e mi ha anche consigliato un'app. Credo abbia capito che non deve pressarmi tutto in un colpo, ha detto di darci un'occhiata intanto. Alla fine comunque la mattina pesavo 59.4 e da lei pesavo 60.2 (che stregoneria è mai questa?)
Il venerdì successivo è arrivato il mio piano alimentare. La prima volta che l'ho letto mi veniva da piangere. 50 grammi di pasta. Con 50 grammi di pasta non si copre neanche il fondo del piatto. Parlando di volume, probabilmente mangio molto più di prima (d'altronde tra pranzo e cena ho 400 grammi di verdura, che è pure un casino starci dietro) ma parlando di soddisfazione siamo un po' bassi. Sto cercando di seguire tutto meglio che posso, pesando al grammo e cercando di non mangiarmi cose a caso (un paio di volte ho "sforato" ma diciamo in modo intelligente perché mi sono versata del mango a cubetti dal congelatore quindi almeno era frutta e non Nutella). Devo tornare alla fine della prossima settimana.
All'inizio non capivo bene come fare per cucinarmi. Nel senso, sapevo che dovevo mettere x grammi di questo e x grammi di quello e la verdura, ma non è che ho tutto questo spazio di manovra. A parte la verdura che è libera, i carboidrati e le proteine sono abbastanza fissi, quindi lei dice che in linea teorica se volessi metterne due insieme basterebbe dimezzare entrambe (tipo, se ho due uova o 100 di Philadelphia e voglio farmi la frittata, faccio un uovo e 50 di Philadelphia), ma se ho 60 grammi di pane o 50 di pasta e alla fine voglio pulire il piatto, o buttavo meno pasta o mi attacco. Che poi, meno pasta di così non so.
Adesso ci ho un po' preso la mano, e ringrazio ogni volta che so cucinare perché sennò penso che sarei ancora a mangiare pane e formaggino pranzo e cena (a volte è buono, eh. Col pane tostato magari). Oggi a pranzo ho fatto una pasta che non so bene se era una zuppa, una vellutata o un sugo molto abbondante. Avevo 50 grammi di tubi integrali, 200 di zucca butternut (zucca violina per gli italofoni) cotta e frullata e 120 di lenticchie (già pronte) buttate sopra. Assurdo ma era buona. E a me la zucca non piace neanche tanto, è troppo dolce. L'ho presa solo perché era in sconto al negozio.
Per domani da portare via ho una scatola con 50 di riso, circa 100 e 100 di carote e verza e 110 di ceci. Si lessa il riso, si mettono in padella carote, verza e un po' di cipolla, un filo d'olio, mezzo bicchiere d'acqua e si fa andare un po' finche si ammorbidisce. Sale e pepe. Aggiungi i ceci e il riso, mescoli, impiatti. Sta roba sta benissimo in un involtino di pasta fillo, ma siccome non posso è buona anche da sola. Con un po' di salsa di soia, magari. Io non posso ma se voi potete...

Vorrei veramente farcela, vorrei tra 6 mesi o quando finisce la scuola o non so, girarmi indietro e vedere cosa sono diventata. Vorrei finalmente sbattere in faccia alla gente (*coff* a mia madre *coff*) che sono magra. Vorrei potermi mettere i vestiti che ora non posso neanche guardare. Però dall'altro lato temo di fallire miseramente, di finire per mangiarmi tutto quello che trovo perché ciò che c'è nella dieta non mi dà soddisfazione, di ingrassare ancora, di deludere tutti. Questa non è solo la mia crociata.

venerdì 1 settembre 2023

L'anno nuovo

Più lavoro nelle scuole e più mi convinco che capodanno dovrebbe essere il primo settembre e non il primo gennaio. 
Non è a gennaio che si ricomincia o si parte con qualcosa di nuovo. Non è a gennaio che si comprano quaderni per il gusto di sniffarli, che si tirano fuori gli zaini, che si temperano le matite.
Settembre è il momento.
Stamattina ho pensato come al solito che l'Espresso per Hogwarts era partito di nuovo senza di me. E se lo volete sapere, non è neanche l'unica cosa che è partita lasciandomi a terra. Non ho preso il ruolo per esattamente UN (1) posto. Ero centoventesima in graduatoria, non che mi aspettassi davvero di prenderlo al primo anno ma sperare non faceva male. Hanno assegnato 119 ruoli. [1] Quando l'ho visto mi sono messa a ridere. Dav mi ha guardata pensando che la mia sanità mentale fosse andata a fanculo definitivamente. Ha detto che lui sarebbe stato incazzato, altro che ridere. Normalmente sarei stata incazzata anche io, sarebbe stata un'ottima cosa non dover fare un altro anno da precaria, ma quest'ultimo periodo è stato un tale casino e schifo e tutto, che essere fuori per un posto è stata veramente la cosa più assurda che poteva capitare. Ridevo perché era così assurdo che non mi veniva neanche da incazzarmi. E poi lo so che nelle graduatorie statali c'è sempre del karma in omaggio. Sono stata in abbastanza graduatorie da rendermi conto che è il posto in cui il karma si manifesta meglio. Potete dire quello che volete ma sono convinta che sia così, sennò certe cose non si spiegano.
Comunque morale della favola ho perso il ruolo qua a Salga per un cazzo di niente e ho preso la nomina di prima fascia sempre qua a Salga. Quindi le cose alla fine quadrano. Ditemi che non c'è lo zampino del karma qua.
Ho avuto la mail con la notizia ieri pomeriggio poco prima di collegarmi con Stefania, infatti quando lei ha fatto l'accesso io stavo ancora guardando la tabella per controllare di non aver avuto una visione.
Si inizia lunedì, il che significa che ho esattamente tre giorni di stacco. Ieri ho finito a Oderzo e se tutto va bene non ci devo più tornare. Un sacco di strada risparmiata e di soldi e di benzina e gas e tutto. E tempo. Vediamo dove mi metteranno qua a Salga, perché due plessi sarebbero a un paio di chilometri da casa e potrei andarci addirittura in bici. Altri soldi risparmiati, e anche qualche caloria extra usata.
Non voglio farmi già film e ansie, ma spero che vada bene (anche perché sono lì fino al 31 agosto).

Note
^1 Ovviamente non assegnano ruoli a tutti i posti disponibili, quindi 119 è un numero completamente arbitrario. Non è che non l'ho preso perché erano finiti i posti. Non l'ho preso perché si sono fermati lì.

sabato 17 giugno 2023

Il numero sulla bilancia/2

IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
Se vi sembra di avere un déjà-vu è perché lo avete davvero. Non è la prima volta che inizio un post con questa frase, e probabilmente non sarà neanche l'ultima.
Mi viene da ridere, se non fosse che non c'è niente di divertente, perché nell'altro post dicevo che speravo di arrivare a 56 per giugno, cosa vuoi che siano tre chili scarsi. Sono fattibili. Morale della favola, invece che perderli, i tre chili li ho messi.
Stamattina pesavo 62,2 kg e non so neanche come ho fatto a non lanciare la bilancia dalla terrazza e non farmi venire un breakdown. Probabilmente è che non avevo tempo perché dovevo andare al lavoro.
In terapia stiamo parlando un bel po' di questa faccenda, d'altronde non dico che sia alla base di tutto, ma sicuramente fa la sua buona parte. Stefania ha detto che ho due scelte (e lei ovviamente non parteggia per nessuna delle due perché gli psicoterapeuti non si sbilanciano mai. Ti serve un consiglio? Cazzi tuoi ci devi arrivare) e sono 1. si fa un lavoro per accettarmi così come sono oppure 2. si fa un lavoro per arrivare dove voglio arrivare.
La cosa assurda è che io vorrei fare entrambi, nel senso che vorrei accettare me stessa per come sono, in modo che ogni volta non devo avere un breakdown, ma vorrei ovviamente perdere sti cazzo di chili perché so che lo posso fare, so che l'ho già fatto, so che mi fanno meno male la schiena e le ginocchia e i piedi e anche perché certi vestiti se sei un sacco di patate ti stanno male e non c'è niente da fare.
Sì, sto parlando di vestiti.
Non c'è niente da fare, continuano a stare ai primi posti tra i miei motivi.
L'altra settimana all'ultimo giorno di scuola abbiamo fatto un po' di festa e sono venuti i genitori (nonni, zii, fratelli e parenti tutti ovviamente) a vedere la mostra/recita dei bambini. Tutto molto bello, ma non è questo che vi voglio raccontare. A un certo punto, tra la ressa di gente che cercava di entrare nella stanza (che era palesemente piccola, ma quella è) ho visto questa tipa. Non so neanche se poteva essere una madre o una sorella, non ho idea di quanti anni potesse avere (20 come 40 probabilmente) e mi sono trovata per un attimo (o anche due) a fissarla in modo maleducato perché aveva un paio di pantaloni neri con vita ad altezza Fantozzi e una canottiera bianca infilata dentro (o forse dipinta addosso). La circonferenza della sua vita era credo la stessa della mia coscia (meno di 60 cm perché mi sono misurata l'altro giorno). Era anche abbastanza alta. Ho stimato in quel momento che non potesse pesare più di 40 chili vestita.
L'ho invidiata.
Mi vergogno (solo un po') a dirlo, ma l'ho invidiata tantissimo. Al netto che un corpo così ha probabilmente tanti problemi quanto un corpo sovrappeso/obeso, l'unica cosa che ho pensato è stata tipo "omg questa può portare la taglia 10 anni anche se ne ha (boh) 35". Io non portavo la taglia 10 anni neanche quando avevo 10 anni tipo.
Tra l'altro la settimana scorsa mi sono comprata una gonna (su *coff* Shein perché costava *coff* tipo 8 euro) e mi pare che mi stia quasi bene. Spero di mettermela perché me la merito. A volte quando dico che mi merito di mettere un qualsiasi vestito mi pare di essere ai tempi in cui stavo con lo Scemo, che credeva mi vestissi per lui. No bello mio, tu non hai capito niente, io mi vesto per me. Le ragazze (e anche i ragazzi, tutti) dovrebbero vestirsi per sé stesse, non per il primo deficiente che passa.
Comunque stiamo divagando.
Siccome siamo sempre al punto in cui mi devo liberare di quel 6, l'altro giorno ho avuto un'idea stramba. Instagram mi ha proposto (totalmente a caso) una serie di reel di ciccioni che saltano la corda, e diciamo che alcuni saltano anche a livelli decenti, per essere grassi. Comunque questi tipi dicono che saltare la corda li ha fatti dimagrire, che la loro mobilità è migliorata e altre cose del genere. Mi sono detta: senti kat, di corde nei hai due. Da piccola sapevi saltare, fare anche l'incrociato e il salto girando la corda all'indietro (con un po' di fortuna) quindi boh che cazzo ti costa. Prova. Sei una polenta, ma prova.
Ho provato. Primo tentativo: tre salti e poi mi sono incastrata.
Inciampo di continuo perché la coordinazione non fa parte di me.
Mi dimentico di respirare perché se conto i salti non riesco a fare due cose in contemporanea.
La ginnastica mi fa schifo in generale (e lo sapete).
Però sto perseverando, e in 5 giorni sono già arrivata a 37 salti senza piantarmi. Non resisto molto di più in realtà perché poi iniziano a farmi male le gambe e non ho più aria perciò devo fermarmi a rifiatare un attimo, ma sto perseverando. Non so se alla fine della fiera servirà a qualcosa. Non diventerò come i pugili che fanno diecimila salti senza neanche alzarsi da terra, ma pensare che sto facendo qualcosa è un po' tipo placebo.
Stefania dice che è una buona idea, per ora. Dice anche che poi ci dovrei mettere un po' di altri esercizi (ha capito che in palestra non ci andrò mai, ma dice che magari i video di Youtube vanno meglio che niente) e che se mi fa sentire più sicura posso anche conteggiare le calorie sull'app (perché io so che se non lo faccio, prima di cena spuntinando qua e là mi sono già mangiata 500 calorie gratis e fanculo il deficit).

Questo (come molti degli altri sul peso in realtà) è più che altro un post per me, ma se lo leggete e avete qualcosa di gentile da dire potete accomodarvi.

mercoledì 29 marzo 2023

Ondate

Sto con Dav da sei anni e mezzo. Questa è un'info random che vi butto là solo perché ho guardato la data. Non sono qua per questo.
Sono qua perché ogni tanto vengo a darvi dei cenni di vita, che poi si traducono in post chilometrici perché inizio a divagare come James Joyce che alla fine della frase non sa più cos'aveva scritto all'inizio (e no, non ho letto niente di Joyce, a parte gli spezzoni sull'antologia a scuola, ma mi sono bastati).
Ho iniziato ad andare in terapia. La mia terapista si chiama Stefania. Sono stata matchata dal sito, come dicevo nel post precedente, ma mi pare che ci abbia abbastanza azzeccato. Abbiamo iniziato a fare un percorso che non so ancora bene che direzione prenderà, perché i miei problemi sono molti e su molti livelli, alcuni sono in bella mostra e altri si scolano drink all'angoscia nei peggiori bar del mio cervello. Un po' come quelli di tutti credo, ma non potrei giurarci.
Stiamo parlando anche della ciccia. Chissà di uscire da questo buco nero.
Sabato pesavo 58,8 kg.
Vorrei riuscire ad andare a 56 per la fine della scuola. Tre chili scarsi in due mesi mi sembrano una cosa ragionevole. Tre etti alla settimana. Fattibile.
Ho appuntamento dal dentista per i prossimi sette lunedì tipo, perché vai per una cosa e te ne trovano altre quattro, ma pazienza. Togliamoci anche questa.
A giugno devono buttare giù la scuola (dopo la fine delle lezioni) quindi non so ancora che fine farò quel mesetto prima di riuscire ad andare in ferie. Probabilmente tutto il tempo da Tiziana, chissà. Aiuto.
Domani devo slittare il turno (solo di un un quarto d'ora per fortuna), venerdì devo andare a rinegoziare la polizza della macchina, lunedì sono dal dentista, martedì ancora non so se ci sono cose in agguato, mercoledì devo fare pomeriggio così mi è saltata anche l'impronta per i plantari. Vedo le ondate di rotture di palle che mi vengono incontro e invece di surfarle una ad una, vorrei solo farmi sommergere e buonanotte al secchio.
Almeno sabato domenica e lunedì si sta a casa (e ho già pronto l'uovo).

sabato 4 febbraio 2023

Dottori

Sono uscita dall'impasse e sono andata dalla dottoressa a farmi staccare qualche impegnativa.
In realtà me le sono fatte staccare mentre ero lì per farmi dare qualche giorno di malattia dopo che mi ero alzata un lunedì con la tendinite al piede, ma fa lo stesso.
Sono andata dal neurologo (hello emicrania, my old friend). Erano in tre, due dottoresse e il primario. Mi hanno fatto un sacco di domande e poi mi hanno fatto fare la passeggiata in riga, punte, talloni, occhi chiusi, toccati il naso, stringimi le dita. Quel tipo di cose da neurologi che si vedono anche nei film. Poi il primario ha detto che posso continuare con le medicine che già mi facevo vendere di straforo in farmacia (ci vorrebbe la ricetta, ma in realtà fanno tante storie e poi ti venderebbero pure la nonna). Almeno ora che me l'ha avallata, la mia dottoressa deve staccarla. Ha detto anche che per sicurezza non sarebbe una brutta idea fare una risonanza al cervello, quindi mi sono messa in lista d'attesa col SSN (perché sarò pure ricca secondo l'INPS, ma non è che ho 500+ euro da tirare fuori così sull'unghia).
Ho prenotato l'oculista e il primo posto libero è ad agosto. Credo che chiamerò la clinica dove andavo di solito e mi pagherò la visita.
Ho prenotato l'ortopedico e ci vado tra 10 giorni. Mi preparo a sborsare una non meglio precisata cifra (temo intorno ai 150/200) per i miei nuovi plantari. La schiena ringrazia, il portafoglio meno.
E ultimo, ma non meno importante, ho deciso di andare in terapia per l'ansia (o forse per l'autostima, credo che parta tutto da lì). Siccome fioriscono un sacco di servizi online che promettono di semplificarti la vita matchandoti con lo psicologo migliore per te, ne ho scelto uno che aveva buone recensioni e mi sono iscritta. Ho fatto il questionario, mi hanno matchata con una dottoressa e mercoledì ho il colloquio conoscitivo. Spero vada bene.
In verità non so bene cosa aspettarmi perché credo di essere andata da uno psicologo quando avevo sugli otto anni (non me l'hanno mai presentato come tale, ma col senno di poi non credo che potesse essere altro). Questo tipo si chiamava Silvio e andavamo tutte le settimane da lui a Treviso con la corriera (mia madre odia più di me guidare, e francamente a Treviso non guiderei nemmeno io), poi a volte mi faceva fare delle cose in studio e altre volte mi portava fuori a fare delle passeggiate. Non so neanche bene quale fosse il suo scopo. Credo avesse a che fare col farmi interagire con la gente, ma non saprei di preciso. Dovrei provare a chiedere ai miei. Mh, magari domani chiamo mia madre e glielo chiedo, tanto è domenica e ho i minuti.
Parlando d'altro, sto di nuovo lavorando a Oderzo.
L'avevo detto a Dav quando era l'ora delle convocazioni: "se c'è posto dalla Annamaria io torno là".
Mi chiama la tipa della segreteria, ciao come stai, solite cose, e le dico: "dimmi un po', cos'hai?"
"Allora ho un 31 agosto Parise/Colfrancui..."
"DAMMELO"
"Sei sicura?"
"Sìne, io torno dalla Annamaria"
Poi sono tre giorni qua e tre là, ma ragazzi sono due primarie e non dover andare alle medie è un tale sollievo.

martedì 6 settembre 2022

Il numero sulla bilancia (e altri problemi)

 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA
 IL MIO VALORE NON DIPENDE DA UN NUMERO SULLA BILANCIA

Sì, sono ancora incastrata a 60.

Questa è probabilmente l'ultima settimana di ferie, anche se sarebbe più corretto chiamarla disoccupazione perché è quello che è. Tra questa settimana e la prossima inizieranno ad arrivare le convocazioni delle scuole e io dovrò andare nel panico a cercare di capire quale mi conviene accettare come orario, distanza da casa, tempo che devo passare in macchina, enormità della scuola dove dovrò andare e cose del genere.
Prima mi è arrivata una mail da Maserada (dove sono 139esima quindi non credo che sarei presa in ogni caso) con credo tre o quattro posti alle elementari (due dei quali su due sedi) e uno alle medie. Le elementari avrebbero le 7h12 col sabato a casa, che sarebbe il mio sogno, ma in ogni caso Maserada è troppo lontano. Mi mangerei mezzo stipendio solo ad andare e tornare, per non parlare ovviamente del tempo buttato  a guidare (sì, odio ancora guidare e non posso farci niente). Staremo a vedere chi altri convoca.
Vorrei lamentarmi del peso ma sono sempre le stesse cose, ho passato metà dell'estate in deficit e metà in normocalorica (che poi per me normocalorica è comunque fare la fame perché non posso andare più su di 1400) e non ho perso un grammo, dovrei mangiare più proteine ma la carne mi fa schifo, mi sono comprata un bidone di proteine in polvere ma mi passa la voglia di mescolarle perché non si sciolgono mai e restano sempre a blocchi anche se le frullo col minipimer.
Dovrei muovermi, lo so, ma odio lo sport e sono una polenta, odio il caldo e odio sudare e odio faticare e capite bene che con queste premesse è anche un po' difficile che io riesca ad aumentare il dispendio energetico. Conto sul fatto che camminerò al lavoro (anche se l'anno scorso non è che sia servito a molto).
Dovrei andare dalla mia dottoressa a farle staccare un mazzo di impegnative, tipo per l'oculista che con questi occhiali non vedo più dall'occhio destro (e devo guidare, che bello, fortuna che il sinistro compensa), per l'ortopedico perché i plantari sono finiti e camminarci sopra un altro anni mi pare un po' troppo ottimista (e camminare senza non è fattibile) e per il ginecologo perché boh dopo dodici anni un'occhiatina alla mia PCOS forse è il caso di darla.
Sulla faccenda della PCOS (sindrome dell'ovaio policistico) c'è da aprire una parentesi, prima che mi diciate "in che senso 12 anni che non ci vai?". Nel 2009 sono finita in ospedale un sabato notte di dicembre (intorno a quel periodo in cui qualcuno ha lanciato un Duomo in miniatura in faccia al Berlusca) perché pensavo di avere l'appendicite. Al pronto soccorso mi hanno detto che non c'era infezione ma che il giorno dopo mi avrebbe vista il chirurgo per sicurezza. Nel frattempo digiuno, antidolorifici a caso, compagne di stanza con 34 punti per una colecistectomia e cose del genere. Il terzo giorno mi hanno mandata a casa senza farmi niente, prenotandomi un'ecografia. Vado a fare l'ecografia. Il tizio dice che lui non vede niente di strano ma che non vede neanche l'ovaia destra e che boh magari è quello il problema. La mia dottorezza mi manda dal ginecologo per capire come mai in 20 anni nessuno s'è accorto che manca un'ovaia (spoiler: non manca).
Vado dal ginecologo che in soldoni mi trova una cisti di 4 cm sopra l'ovaia sinistra. Ma a me faceva male a destra, era la destra che non si vedeva, cos'è sta cosa? Non lo so, ma qua se non la facciamo sgonfiare c'è il rischio che esploda, signora, quattro centimetri, come ha fatto a non accorgersi! Seguono domande di rito per capire se ho la PCOS. Ciclo regolare? Mai avuto. Ciclo doloroso? No, neanche me ne accorgo. In che senso? Nel senso che non so quando mi vengono e neanche mi fanno male per annunciarsi. Molto strano. Beh senta, almeno una cosa buona, eh. Acne? Beh a vent'anni direi che me la sono quasi cavata.
Va bene dai, ti prescrivo la pillola e vediamo come va. Il mese prossimo torni e vediamo se la cisti ci è sgonfiata. Se funziona, continui e siamo a posto.
Il mese dopo è tutto a posto. Il ciclo (falso) è un orologio svizzero, il ginecologo dice bon, se hai problemi prima passa dalla tua dottoressa, per me la faccenda è risolta.
Io non mi sono fatta tanti problemi in verità, ho continuato a prenderla e ciao. Solo che ora stiamo pensando di avere un bambino (più avanti, che io passo in prima fascia l'anno prossimo) e ovviamente la dovrò interrompere, quindi mi serve sapere come la mettiamo. So già che mi arriverà un cazziatone, se è un medico competente, ma pazienza.
Parentesi chiusa.
Non voglio neanche cominciare a parlare di quanto mi spaventa l'inverno che sta venendo avanti, la storia del gas, le bollette che sono già astronomiche (l'enel mi ha mandato 270 euro da pagare e siamo in due, e non facciamo neanche festa) e tutto il resto (compresa la politica).

martedì 5 aprile 2022

Quasi Pasqua

Sono stanca e sono grassa.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze di Pasqua perché non ne posso più del lavoro, ho mal di schiena, ho quasi finito le suole delle scarpe (ma quelle mi devono bastare fino a giugno perché non prendo un nuovo paio di scarpe per un mese e mezzo di lavoro) e pure la pazienza.
Allo stesso tempo temo le vacanze di Pasqua perché ho un uovo di un chilo già pronto sulla credenza e non posso permettermi di mangiarlo se non voglio diventare ancora più larga di così.
È sempre lo stesso problema: smetto di contare quello che mangio e tutto va a farsi fottere. E dire che al lavoro faccio i chilometri, non è che me ne sto tutto il tempo seduta sopra alle chiappe. Ci sono certe mattine alle medie (che già è un edificio enorme di suo) che a metà turno mi sono già cuccata 6-7000 passi così gratis e devo ancora iniziare a pulire.
Ci sono giorni in cui vorrei dire "ma chemmefrega, sono destinata ad essere grassa lo stesso, almeno mi godo il cibo e mi sfondo", ma non è un buon atteggiamento.
Il mese scorso (il 15 marzo) c'è stata la giornata dei DCA (disturbi del comportamento alimentare) e ho letto vari post su face e Insta e più leggevo e più ero tipo "oh mio dio, ho questo e pure quest'altro", anche se probabilmente non è vero. Nello stesso momento, leggendo testimonianze di (ex) anoressici, sono caduta nel tranello di pensare "che invidia, come fate a non mangiarvi il frigo, che volontà di ferro avete?". LO SO che è un pensiero sbagliatissimo e non è neanche giustificabile, ma entrate un secondo nella mia testa e immaginate di riuscire a non mangiare e vedere la bilancia che scende e le magliette che ti vanno larghe.
Anoressici, perdonatemi per avere questi pensieri orribili.
Morale della favola, mi alzo la mattina e vorrei mangiarmi la credenza, conto quello che mangio, preparo i tre pranzi dei tre pomeriggi con la bilancia (un po' per fare tre scatole uguali perché cucino tutto in un giorno e un po' per sapere effettivamente quanto sto mangiando), cammino diecimila passi solo al lavoro, lavo letteralmente otto o nove stanze ogni giorno (le mie spalle e la mia schiena ringraziano quel cazzo di mocio da tirare) e ancora riesco a ingrassare.
CHE STREGONERIA è MAI QUESTA?
Raga io sono veramente stanca. E sono demoralizzata.

Ok allora lo so che vengo qua sul blog per lamentarmi, ma non ho molto altro da dire, finché le giornate si riducono a alzati-lavora-vieni a casa-Animal Crossing-cena-dormi, più delle belle emicranie omaggio. Giusto ieri sera ne avevo una (perché era lunedì immagino) e alle otto e mezza mi ero stancata di soffrire e sono andata a stendermi. Ho dormito tipo 10 ore. Almeno stamattina ero riposata.
Ah comunque ora capisco quelli che "Animal Crossing mi ha salvato durante la pandemia".

lunedì 3 gennaio 2022

Cosa vuoi che sia

Scusate ma torno dopo tutto questo tempo principalmente per lamentarmi. Ah, ma il blog è mio e posso fare quello che voglio.
Recentemente ho iniziato a giocare ad Animal Crossing New Horizons, perché Sam l'aveva preso ma non ci giocava e ce l'ha passato per vedere se a noi interessava. Ovviamente è stato requisito dalla polizia dei videogiochi (io) e lui non lo vedrà mai più. Per farvela breve, di questo capitolo di AC esiste un DLC chiamato Happy Home Paradise in cui puoi arredare le case vacanza dei villager e degli npc (quindi al di fuori della tua isola). Se volete i dettagli del gioco, wikipedia è la vostra salvezza, potete accomodarvi.
Fatto sta che ieri sera stavo guardando le nuove creazioni dei giocatori caricate sull'NBC (Network belle case), in cui puoi esporre un massimo di 10 design e gli altri possono non solo vedere la foto ma anche entrare a visitare la casa che hai creato, e succede che per caso mi imbatto in una casa per Marco e Mirco letteralmente identica a quella che avevo disegnato io qualche giorno fa. E quando dico identica, intendo proprio identica, perfino i colori dei mobili e il titolo. L'unica cosa cosa che questa persona non ha potuto copiare è stato il giardino, perché non l'avevo fotografato.
Comunque, vedo che la casa è identica, mi girano le palle, vado nel gruppo Face di Animal Crossing e chiedo se secondo loro è possibile far togliere un design dall'NBC perché fondamentalmente qualcuno lo ha copiato pari pari dalle foto che avevo postato e lo sta spacciando come suo.
Non l'avessi mai fatto.
Ho ricevuto risposte tipo:
- una volta che hai messo le cose su internet sono di tutti (beh oddio)
- vabbè ma se l'ha copiato vuol dire che era bello, dovresti essere contenta (immagino che contenta saresti tu se qualcuno ti avesse copiato pari pari non so, la tesi di laurea, e spacciata per sua)
- magari era un bambino, i bambini copiano (certo, ma credo che su AC ci stiano coi genitori, e anche io da piccola copiavo cose ma ci mettevo un po' del mio perché è lì che sta la differenza)
- non è mica una gara (e quindi?)
- tutti abbiamo copiato su AC (vero in parte, ma di solito si tratta di pezzettini di isola, non di un intero design, e poi a meno che non lo ricrei pari pari è più ispirarsi, per non parlare del fatto che chi carica le ispirazioni su pinterest e simili lo fa perché altri le prendano)
e la peggiore, perché dimostra che il problema di fondo è sempre quello, che si parli di una casa in un videogioco o di qualcuno che ruba ben altro, o di una pacca sul culo (sì, pensateci)
- COSA VUOI CHE SIA
"Cosa vuoi che sia" è il modo più orrendo di minimizzare una cosa che a te pare niente ma che per qualcun altro magari è importante. Questo genere di pensiero è così schifosamente diffuso che mi lascia basita. E raga, pazienza per la casa (anche se ora mi è anche passata la voglia di arredare per un po'), ma se non ci togliamo dalla testa questo tipo di ragionamenti saremo sempre al punto di partenza.
Alla fine ho prima chiuso e poi anche cancellato il post, perché vedere tutta la gente che metteva mi piace alle risposte di cui sopra mi infastidiva se possibile più ancora del "furto". Non avevo postato per avere ragione (anche se qualche ragazza si è trovata d'accordo con me) ma per avere un consiglio sensato. Era meglio se venivo a sfogarmi direttamente qua, evitavo di incontrare come al solito il peggio della gente che legittima le cose fatte su internet come se fosse la terra di nessuno e ti da del rompicoglioni se provi a sottolineare che non è una bella cosa.

Più avanti vi farò un post riassunto di cosa succede nella vita vera, giuro.

giovedì 24 giugno 2021

So hot

A casa dei miei dormivo sul pavimento.
Non nel senso che eravamo così pezzenti da non avere un letto, ma perché avevo caldo e caldo e ancora caldo. Nel letto mi pareva di andare a fuoco, nonostante la finestra aperta e tutto, quindi mi mettevo sul pavimento.
A casa dei miei non c'è il condizionatore, e io sinceramente mi chiedo come facevamo. Mia madre non fa testo, perché lei non ha caldo neanche sotto al sole (penso che abbia dei geni di lucertola) ma io e mio padre siamo quel tipo di persone che con un grado in più già le vedi con la faccia viola e affaticate che cercano un filo d'aria davanti al quale piazzarsi.
L'anno scorso nella casa vecchia siamo arrivati ad avere 32 gradi. Però era agosto.
Quest'anno, quassù al secondo piano, abbiamo già tranquillamente 29 gradi abbondanti, ed è appena giugno. Raga è appena iniziata l'estate e io già non ne posso più. La vera anticamera dell'inferno è l'estate in pianura padana, con l'umidità che praticamente non respiri aria ma acqua.
Qua si dorme nel letto, ma col ventilatore puntato. Che non fa il miracolo, ma piuttosto di niente ci si accontenta (per ora, poi cercheremo di mettere il condizionatore, dato che Dav suda pure le unghie dei piedi anche a stare fermo).
Ogni estate non faccio che dire "l'anno scorso non faceva così caldo" e sono sempre più sicura che non sia una lamentela ma una constatazione.
Gli unici che se la godono sono i cactus sul terrazzo.

martedì 15 giugno 2021

Siamo alle solite

Siamo alle solite.
Sono in ferie, per non dire che sono disoccupata (nel senso, fino al 30 giugno sono assunta, sto facendo le ferie che mi avanzavano, ma alla fine delle ferie sarò disoccupata e quindi mi sento già col culo a terra anche se sono pagata per altri 15 giorni).
Sono grassa, per non dire che rotolo (poi ci torniamo).
Ho caldo, ma è giugno e cos'altro ci si può aspettare. Al secondo piano senza condizionatore, poi, tanto fresco non può essere.
Il gatto ha imparato che in giardino non c'è niente di terribile e può andarci tranquillamente, così ora ogni mattina inizia a miagolare alla porta perché vuole scendere (s'intende anche alle cinque della mattina, dipende come gli gira) e per sfinimento poi lo porto giù (la fregatura è che mi devo fare due piani di scale ogni volta perché non basta aprirgli la porta qua sopra, devo aprire anche il portone perché beh, è un gatto. Non può tirarselo da solo).
Davide si sta cuccando un'altra stagione a Jesolo dove aveva lavorato gli anni scorsi, quindi io passo la maggior parte del mio tempo ad aspettare che torni a casa (so che non dovrei farlo, che mi dovrei fare gli affaracci miei senza stare là a guardare l'orologio, ma a volte è proprio difficile).
Comunque torniamo a me che rotolo.
Domenica ho avuto un bruttissimo breakdown perché era da un po' che evitavo di pesarmi (e c'era un motivo) e alla fine la bilancia mi ha segnato 60.2kg. Potete solo immaginare cos'è stato vedere di nuovo il 6. Per quanto razionalmente io sappia che è psicologico, 59.9 non mi spaventa come 60, è lo stesso meccanismo dei prezzi. In ogni caso, mi ero ripromessa di non vedere mai più i sessanta (al massimo quando aspetterò un bambino) quindi mi sono sentita veramente male. Oltre ai vari "ho buttato tutto nel cesso" che già mi dicevo mentre lavoravo (altra cosa strana, sono riuscita a ingrassarmi lavorando, con scale dappertutto, con classi da pulire da cima a fondo in tempi stretti e tutto) mi è proprio cascato il soffitto addosso. So che il peso ha fluttuazioni, so che dovevo andare al bagno, so che quello che dice la bilancia non è scolpito sulla pietra, ma non potevo evitare di concentrarmi su quel cazzo di 6.
Morale della favola, rieccomi con la app per le calorie a cercare di non farmi fuori il frigo intero.
Dav dice che non dovrei farla così grossa perché dopotutto le magliette e i vestiti di quando pesavo 55 kg o meno mi entrano ancora, ed è vero, ma continua ad essere dentro alla mia testa. So che mi entrano, ma mi fanno salame e io non voglio. Potete dirmi finché volete che è un costrutto sociale, ma non posso evitare di vedermi enorme. Di vedere le maglie che mi tirano. Non posso sopportare l'idea di dovermi mettere una L perché sta per LARGA e io non voglio essere larga. Certo, certo, un sacco di taglie sono sballate, io stessa ho nell'armadio magliette XS, S e M che sovrapposte sono tutte uguali, ma mettere la XS mi fa sentire molto meglio, anche se nessuno deve vedere l'etichetta. Solite cose psicologiche. E se volete farvi due risate, ieri stavo uscendo per andare in farmacia in bici (è più o meno un chilometro e mezzo, non volevo togliere il telo dalla macchina e mi faceva anche comodo fare un po' di movimento) e mi sono tolta i pantaloncini da casa per mettermi degli short di jeans, di quelli a metà coscia per intenderci. Non al ginocchio, quelli più corti. Scendendo le scale con le gambe di fuori, per un minuto mi è venuto da ridere perché sono qua che mi preoccupo dei chili e dei rotoli di ciccia e poi me ne vado in giro con gli shorts. Capitemi, non è che mi pare particolarmente strano, l'ho sempre fatto, ma così come mi preoccupo della ciccia che sta venti centimetri più in su, avrebbe senso preoccuparsi anche delle cosce. Nel senso, o tutto o niente.
La cosa che mi urta di più è che se parlo con qualcuno (tipo la gente che lavorava con me, per dirvene qualcuna) la prima cosa che dicono è una di queste:
1. ma grassa dove?
2. ma ti sei guardata bene? Io posso dire che sono grassa, ma tu guarda che gambette che hai
3. ma se hai la faccia così magra
4. ma dai grassa, hai delle curve
Ora. Io non pretendo che mi si dica HAI RAGIONE GUARDA CHE SCHIFO DI ROTOLI DI CICCIA. Però vorrei che se una persona ti dice che si sente in un certo modo, si potesse accettare la sua visione, specialmente se non sei uno psicologo (o un nutrizionista in questo caso).
Che io abbia dei chili in più è oggettivo. Non sono obesa, e stando al BMI non sono neanche sovrappeso, ma so che forma ho con otto chili di meno (anche con cinque) ed è di gran lunga migliore di quella di adesso.
Che io a trentun'anni non mi sia ancora accettata sarà anche vero, ma niente dovrebbe farvi pensare che se a voi sembro a posto così, allora dobbiate dirmelo per forza, perché non mi state aiutando.
Ci sarebbe un lungo capitolo anche sui vestiti e sulla gente che porta con disinvoltura roba che io non metterei manco se fossi magra come mia madre, ma per oggi lasciamo perdere.

domenica 7 marzo 2021

Recap

Raga mi vergogno giusto un po'. L'ultimo post è di giugno. IL fatto è, come al solito, che so che dovrei passare di qua a scrivere qualcosa, anche solo per il gusto di farlo, ma poi trovo dell'altro da fare. Ogni cazzo di volta. E parliamo anche di cose stupide, mica sempre di impegni importanti.
Comunque, breve riassunto della mia (triste?) vita finora (e possibili divagazioni sventramitiche)[1].
A giugno dell'anno scorso, quando gioivo con voi per la foto della bilancia (sono ingrassata di nuovo ovviamente), si iniziava a delineare un nuovo trasloco, in una casa finalmente di proprietà. Taglierò corto sulle rotture di palle riguardo a geometri, notai, l'istituto per le case popolari che deteneva ancora il diritto di prelazione (pur avendo venduto ai precedenti proprietari ma siamo in Italia) e che abbiamo dovuto rincorrere per quasi due mesi per avere le carte del nulla osta e cose del genere. Vi dirò solo che a luglio abbiamo iniziato a smontare l'appartamento nuovo pezzo per pezzo, a partire dalla cucina che c'era dentro che era letteralmente caramellata. Giuro, le parti bianche erano color caramello e altrettanto appiccicose. La cucina caramellata ha incontrato il suo destino all'ecocentro, insieme ad altri pezzi di arredamento opinabili (e altrettanto caramellati, io non so cosa combinassero i Bangla che c'erano dentro prima, si vede che dipende da quello che cucinano, boh).
Quindi luglio e agosto se ne sono andati tra un mobile e l'altro, una carta e l'altra e qualche bestemmia.
A settembre mi è stato rinviato il rogito di circa due settimane (sempre per colpa dei signori case popolari, eccetera) e indovinate? L'hanno fissato praticamente il mio secondo giorno di lavoro. Del tipo, non posso mancare al rogito perché devo firmarlo, ma non posso neanche mancare al lavoro perché ho appena iniziato e in ogni caso non è bene. Alla fine sono andata, ho firmato e sono corsa al lavoro. Ho preso una convocazione per il personale ATA (vi ricordate la famosa domanda che avevo fatto, su cui ho perso un sacco di tempo perché avevano sbagliato a copiare i dati eccetera? Ecco, quella) che scade il 30 giugno, a Ponte di Piave. 30 ore alla settimana, cazzi e mazzi ma intanto è un lavoro. E credetemi che la famosa frase "le bidelle non fanno un tubo" è quanto di più sbagliato potete dire. Specialmente in tempo di Covid, che bisogna pulire ogni singola gamba del banco e ogni singola piastrella del pavimento, del muro e del soffitto. Comunque lasciamo stare perché se inizio a parlare del lavoro non è più finita (diciamo che ci sono un sacco di cose migliorabili, sia come organizzazione sia come tutto il resto).
Il 29 ottobre, dopo che gli imbianchini avevano finito di grattare e il piastrellista di piastrellare il bagno di riserva e l'idraulico di - ah, no, l'idraulico in realtà non ha ancora finito neanche adesso, sono arrivati i traslocatori che in neanche cinque ore hanno completamente smontato la casa vecchia, spostato tutto e completamente rimontato la casa nuova. Poi a dicembre con calma (siamo un po' in ritardo, signora, ma sa, è il Covid) sono arrivate anche le finestre nuove e abbiamo smesso di sentire gli spifferoni. Dopotutto se entri in un'appartamento del 1978 praticamente mai sistemato, un po' di gelo te lo devi aspettare.
E quindi niente, ora stiamo quassù, al secondo (e ultimo) piano di un condominio di quattro unità (di cui una vuota), col gatto che vorrebbe uscire ma che quando lo porto giù in giardino inizia a lamentarsi ancora quando siamo sulle scale perché non gli va.
La scuola continua a restare aperta, alla faccia dei catastrofisti (abbiamo avuto in tutto l'anno due classi in quarantena, insieme tra l'altro, quindi totale 10 giorni), io come personale scolastico sono stata vaccinata (la prima dose intanto, per la seconda non si sa ancora, dicono fino a 12 settimane di stacco che vorrebbe dire a maggio) ma ovviamente con questo non è che me ne vado in giro a sputazzare, mascherina e mani e tutto come prima.
Per il momento si naviga a vista fino al 30 giugno, e poi ci inventeremo qualcosa. Almeno non dobbiamo più pagare l'affitto.


Note
^1 “Questa tecnica consente all’autore di intervenire in un punto qualsiasi della sua opera, a seconda di come gli gira, per commentarla, fornire insegnamenti, lamentarsi… In sintesi: per divagare. Lo so che l’idea non vi piace, ma quel che conta è che piace a me.
[…] Perché non provate invece a immaginare, almeno una volta, fino a che punto il problema di delineare i caratteri, la necessità di far succedere qualcosa, l’articolazione del dialogo e l’obbligo descrittivo possano rompere le scatole a un autore? […] La voglia che lo piglia ogni tanto di allentare la tensione, di fregarsene bellamente della coerenza narrativa e della forma artistica per dedicarsi alla pura e semplice chiacchiera?”
(Idelfonso de’ Sventramitis)

giovedì 18 giugno 2020

Abbasso la ciccia/12

Allego prova fotografica dei progressi perché, considerato che mi mangerei il frigo tutto intero, non ci credo neanche io.
In ogni caso, la strada è ancora tutta in salita e mi immagino che dovrò andare avanti tutta la vita a fare i conti delle calorie che mangio perché basta distrarsi un attimo per buttare tutto nel cesso di nuovo.
A volte penso che dovrei andare a farmi vedere perché faccio come i ciccioni del dottor Nowzaradan che mangiano per compensazione (non ai loro livelli ovviamente) perché abbuffarsi li fa sentire felici e dimenticare i loro problemi. La cosa che mi chiedo è cosa dovrei compensare, visto che non mi viene in mente nessun trauma da dover processare.

lunedì 20 aprile 2020

Cronache dalla quarantena/4 - il cuscino di piume

Dormo su un cuscino di piume. Letteralmente. Ci dormo da anni e sono comoda, posso arrotolarlo e ammucchiarlo nella forma che mi pare piu comoda, e posso sprofondarci dentro col lato della faccia che mi fa male quando ho il mal di testa.
Comunque, è da un po' che notavo che uscivano un po' troppe piume, me le trovavo piantate nella federa e direttamente nella faccia, e non è che si dorma tanto bene quando hai una cosa che ti punge ma non la trovi. Oggi, mentre cambiavo le lenzuola, ho pensato di mettere il cuscino ad arieggiare (mia madre lo metteva al sole perché diceva che scioglieva i grumi di piume) e appena ho aperto la cerniera della sottofedera (o come si chiama, sta tra il cuscino e la federa su cui dormi) per dare un'occhiata, mi sono resa conto che c'erano un sacco di piume sparse che non dovevano esserci. Ho chiamato la madre per un consulto. La madre era tipo "sarà saltata la cucitura di un angolo, apri tutto, vedi dov'è e sistemarla". Apro tutto e scopro che non è saltata nessuna cucitura, ma che si è direttamente strappato il centro del cuscino. Un buco di dieci centimetri buoni. Grazie al cazzo che uscivano le piume.
Quindi riassumendo, piume nel cuscino, piume fuori dal cuscino, piume nella sottofedera, piume sul pavimento, piume ovunque perché sono elettriche e basta guardarle che si appiccicano ovunque.
Alla fine della fiera ho ricacciato dentro più piume che potevo, dopodiché ho fatto una bella sutura al cuscino (uno studente del primo anno di medicina l'avrebbe fatta meglio ma io non so cucire bene e non ho neanche pazienza) e quando finirà il lockdown mi procurerò un nuovo pezzo di tela apposita per spostarci le piume e fare un cuscino nuovo (madre dixit).
Non ci si annoia mai. 

lunedì 13 aprile 2020

Cronache dalla quarantena/3 - kommt die Polizei

Inizio ad avere paura di uscire. Non che sia una di quelle che cercano di evadere con tutti i mezzi, anzi, sto dentro il più possibile, ma so che in settimana dovrò per forza andare a fare la spesa e anche passare a procurarmi una busta grande in cartoleria e poi andare in posta a spedire delle carte che per ovvi motivi di mobilità non posso portare a Treviso a mano.
La sola idea di dover uscire di casa, seppure per i comprovati motivi di necessità che vi ho appena illustrato, mi sta già facendo venire l'ansia. Più che del contagio, ho il terrore di trovare la polizia. Che in linea teorica non dovrebbe avere niente da contestarmi, ma non si sa mai. Io sono quel tipo di persona che vede le luci blu da un chilometro di distanza e si fa già prendere un infarto così per sicurezza, anche se so di avere la patente e il libretto con l'adesivo aggiornato della residenza, la cintura, le scarpe allacciate, i denti lavati, i capelli pettinati, la maschera e i guanti e le mani pulite come per entrare in sala operatoria (15 stagioni di ER saranno servite a qualcosa, le mani me le sapevo lavare prima che ce lo insegnasse la Barbara su canale cinque).
A differenza di molta gente che se ne frega, la polizia per me è sempre stata uno spauracchio, ancora prima che iniziassi a guidare, il che dovrebbe essere un bene, nel senso che dovrebbero incentivarti a comportarti bene in generale. La Frau da cui stavamo quando siamo andati in Germania con la scuola amava dire "kommt die Polizei" (arriva la polizia) per sottolineare che da loro a uno sgarro corrisponde la venuta della polizia (come dovrebbe essere ovvio).
Io sono in questo mood quando penso che devo uscire. Mi immagino che sto andando a procurarmi del cibo e che kommt die Polizei. Dopodiché kommt l'ansia.

mercoledì 8 aprile 2020

Cronache dalla quarantena/2

Avevo già perso il conto dei giorni il mese scorso, quindi non chiedetemi da quanto sto in casa.
Le cose procedono lentamente come sempre, c'è un bel sole e non si può fare un cavolo. In realtà io non sono una di quelle che con le belle giornate correrebbero al mare, sono più il tipo che apre un po' la finestra ed è sufficiente per arieggiare la casa, anche perché mettermi al sole significa tornare dentro rossa come le aragoste e non mi pare il caso.
Due weekend fa abbiamo tagliato l'erba del giardino, che non è tanto grande ma bisogna comunque starci dietro, e siccome avevamo solo il decespugliatore, Dav tagliava e io dietro a rastrellare l'erba. Il giorno dopo le gambe stavano divorziando dal resto del corpo, e non so neanche perché, mi sarei aspettata una cosa del genere dalle spalle casomai, ma non dalle gambe. Tra l'altro, dovremmo anche seminare i fiori ma non abbiamo ancora deciso dove e finirà che neanche quest'anno escono dalla busta (e poi li possiamo anche buttare mi sa).
Ieri dovevo andare in farmacia perché avevo finito lo zerinol (il mio mal di testa inizia a cambiare, e siccome lo zerinol contiene antistaminico mi aiuta quando inizia a farmi gonfiare e lacrimare l'occhio, e dopo aver letto delle cose sulle cefalee a grappolo ho iniziato a pensare che le mie sinusiti anomale non siano altro che grappoli, anche se forse è un po' azzardata come ipotesi, senza aver parlato con un neurologo) e invece di mettere fuori la macchina per fare quattro chilometri scarsi (tra andata e ritorno) ho preso la bici. C'era bel tempo e in venti minuti me la sono cavata, ma giuro che ad ogni macchina che mi sorpassava mi sentivo una ladra per il solo fatto di essere uscita di casa.
Sabato abbiamo fatto la pizza (non so neanche con che botta di culo ci siamo accaparrati un sacco di farina) e abbiamo scoperto che:
1. la caraffa graduata che avevo comprato quando eravamo a Jesolo è falsata. Tu misuri 300 di farina e poi sono neanche 250. L'abbiamo scoperto per caso perché Dav ha pensato di metterla sulla bilancia. Ora capisco perché la pasta della pizza era sempre poca.
2. la lievitazione di 24 ore con mezzo chilo di farina e 8 grammi di lievito (pari a 1/3 di cubetto, alla faccia di quelli che ne comprano dieci) funziona alla grande, e poi non devi neanche berci sopra un litro d'acqua. L'unica rottura è che dopo 12 ore devi fargli le pieghe, e ancora dopo altre 6-7, ma dovreste vedere come lievita. Mia madre ha sempre fatto la pizza con un cubetto/una busta e la faceva lievitare tranquillamente un pomeriggio (mettiamo 5-6 ore, non una come sta scritto su certe buste) ma questa è tutta un'altra cosa.
Dav sta imparando a cucinare, il che è un bene in generale. Si faceva già prendere dalla carne quando la domenica ci buttiamo su le braciole con la polenta, ma sta iniziando a sperimentare anche cose nuove. Una sera si è fatto una frittata che pareva una pizza e quando l'ha assaggiata era tipo "questa è una delle cose migliori che abbia mai cucinato" (il che potrebbe essere sia un bene che un male, dipende da che livello partite).
Io avevo una sfoglia prossima alla scadenza e delle mele che stavano cercando di farsi strada verso il bidone dell'umido e andavano fermate, così le ho tagliate a pezzi, le ho buttate dentro la sfoglia, l'ho chiusa tipo sofficino (era rotonda) e l'ho infilata nel forno. Tutte le volte che mi sono impegnata, mi sono usciti strudel più opinabili perché magari erano esplose fuori le mele o cose del genere.
In ogni caso, tra una pizza e uno strudel, sto continuando a dimagrire. Francamente non so neanche come faccio, perché se fosse per me mangerei il frigo intero tipo Tazmania. Ho l'app che mi tiene in riga.
Stamattina pesavo 56,9 kg.
Sono una delle poche persone che in quarantena sta dimagrendo, mi sa.

sabato 14 marzo 2020

Cronache dalla quarantena

Zona rossa, giorno boh. Le fonti esterne dicono 6, io non saprei, sarà che stavo in semi-isolamento già da un po' prima che uscissero i vari decreti che ci hanno blindati in casa (la qual cosa in realtà è molto relativa, visto che a quanto pare un sacco di gente se ne frega e va dove vuole a fare cose che non dovrebbero fare. Spero che ci sia la polizia e che vi fermino e vi mettano una multa che fa provincia).
L'altro giorno ho fatto una sortita per fare un po' di spesa e francamente ho capito perché la gente ha fatto le code davanti ai supermercati. Dico la verità, a Salga ci sono due negozi in tutto, e un più piccolo dell'altro. Ho scartato quello più piccolo e ho fatto rotta verso quello un po' più grande perché, essendo leggermente più fuori mano (l'altro è in centro), mi aspettavo che ci fosse meno gente (e anche più assortimento). La verità è che il parcheggio era pieno, e vi giuro che io non l'ho mai visto così pieno neanche vent'anni fa quando non c'erano centri commerciali a una distanza ragionevole e quella era l'unica scelta. La verità è che il banco della verdura sembrava preso d'assalto dalle locuste, zero banane, zero arance, tre cespi di insalata, sette mele. Non sto scherzando, e non sto esagerando. Quindi, eliminata dalla lista la verdura non pervenuta, mi restava poco altro da prendere (la spesa di roba non deperibile/congelabile l'avevamo fatta prima del decreto). In tutto ciò, niente uova, poco latte, zero carta igienica. Ho chiesto alla commessa dove stavano le uova perché è una di quelle cose che non riesco mai a trovare nei negozi in cui vado poco. Mi ha detto "non sono arrivate". A quanto pare, i buchi sugli scaffali non erano un problema di gente che fa incetta, quanto dei rifornimenti che non arrivano. Francamente la cosa mi spaventa un po', non tanto per la paura di morire di fame (non sono così fuori) ma più che altro perché se la situazione persiste devo piegarmi ad andare in un altro negozio, più grosso, fuori dal comune e non vorrei mai che ci fosse la polizia a fermarmi. Voglio dire, non è che sto andando a divertirmi, e se mi fermano al ritorno posso anche mostrargli la spesa nel bagagliaio casomai, ma non si può mai dire. Io 200 euro di multa non me li posso permettere.
Per il resto, stare a casa non  mi secca più di tanto, e poi c'è anche Dav (prima ci stavo da sola, e io sono brava a stare da sola). Face e Insta sono pieni di consigli su cosa fare mentre siamo rinchiusi, e certi magari non sono neanche così male, ma noi per il momento facciamo le solite cose. Io ho ricominciato Zelda botw, cancellando un salvataggio al 100% da 400 ore di lavoro. Mannaggia alla Nintendo che non fa più gli slot multipli. In più casomai ho anche Super Mario Odyssey da finire (ed eventualmente ricominciare), Pokemon let's go e Spyro. Il mio oculista ringrazia.
Ho anche una camionata di ebook sul Kobo, e so che devo smettere di scaricare e attaccare a leggere, ma poi non lo faccio mai. Ora sto leggendo Una finestra vistalago di Andrea Vitali perché l'altro giorno si poteva scaricare gratis da Il Libraio. Leggo da due giorni e sono solo a tre quarti.
In più, sto cercando di dimagrire, anche se è tutto tranne che facile, specialmente essendo chiusa dentro in compagnia di un frigo semipieno. Comunque ho scaricato un'app per tenere traccia delle calorie che mangio e devo dire che mi sta aiutando. Nel senso, sapevo già da prima che esageravo con gli spuntini e che mangiavo cose abbinate a caso che non avrei smaltito neanche scalando il Kilimangiaro, ma vederlo segnato mi aiuta. Sapere quanto posso/devo mangiare è comodo, specialmente se ho il languorino e devo scegliere tra la merendina e lo yogurt (è un esempio, so che lo yogurt fa meglio ma se mi avanzano per dire 300 calorie prima di andare a dormire, mi permetto 200 calorie di merendina invece che 130 di yogurt, perché mi danno più soddisfazione). Probabilmente il ragionamento è sbagliato, nel senso che ieri per esempio ho passeggiato avanti e indietro in tondo nel giardino per venti minuti come una tigre in gabbia pensando che quelle calorie che bruciavo avrei potuto mangiarle in più. Del tipo, non mi muovo per calare ma per potermi strafogare meglio. Detta così, inizio a pensare di avere qualche tipo di disturbo alimentare.
In ogni caso, stamattina pesavo 57,5 kg. Sto andando avanti lentamente, ma sto andando.
Dalla quarantena per ora è tutto. Altre notizie prossimamente (forse).

venerdì 31 gennaio 2020

Denti & co

La prossima settimana devo andare a togliermi un dente del giudizio. Oscillo tra "non vedo l'ora di estirparlo così non devo più togliermi la roba che ci resta incastrata quando mangio" (per ora non mi fa male, almeno) e "argh non ci voglio andare".
Ed è il terzo, ormai dovrei essere zen visto che in linea generale so come funziona, e che non fa né male né niente, e che dopo un paio di giorni di budini e yogurtini torna tutto a posto, ma sono ansiosa e so quasi per certo che la mattina stessa succederanno queste cose:
Ore 5.30 sveglia la prima volta con giramenti di pancia ansiosi e gita al bagno
Ore 5.50-7.59 provo a dormire un altro po' ma con altre gite al bagno sempre per il motivo di prima
Ore 8.00 mi arrendo e comunque suona la sveglia quindi tanto vale alzarmi e prepararmi (forse altri giramenti in omaggio, dipende)
Ore 9.30 entrerò e mi siederò, il dentista dirà qualcosa di simpatico/tranquillizzante, io continuerò a tremacchiare, se se lo ricorda mi chiederà se ho portato la musica, altrimenti io la tirerò fuori lo stesso, aspetterò che mi punga e poi mi metterò le cuffiette e fingerò di non esserci per la mezz'ora successiva, dopodiché mi farò incartare il mio dente (o ciò che ne resta, dipende se viene via intero), saluti e baci.
L'unica cosa buona è che dopo me ne rimane solo uno, e per il momento è ancora incluso.

Stamattina pesavo  58,4 kg. Sta andando bene. Non alla grande, ma bene. Mi sto impegnando. 

venerdì 10 gennaio 2020

Abbasso la ciccia/11

Torno con Abbasso la ciccia perché non so più cos'altro inventarmi.

Stamattina pesavo 59,8 kg.

Sarebbe a dire che ho buttato in vacca tutto il duro lavoro della vita. Mi sono fatta in quattro per perdere 12 kg (in qualche fortunato giorno ero arrivata addirittura a pesarne 50 o 51) e adesso li ho quasi ripresi. Ogni mattina, quando mi peso e vedo che va su a vista d'occhio, quasi mi auguro di essere incinta, che almeno sarebbe un motivo valido per star diventando una balena (no, non sono incinta, e francamente per il momento non è neanche il caso).
Il fatto è che stavo già ingrassando un po' mentre stavo in fabbrica, perché tutto sommato stavo in piedi otto ore ma ero quasi ferma, il grosso del movimento lo facevo con le braccia, e non alzavo cose particolarmente pesanti da farmi fare ginnastica, e poi in mensa si mangiava bene. E figurarsi se io mi privo della pasta. Tutto raga, tutto, ma la pasta no. Da quando abito con Dav ho tagliato perfino il pane, perché non vale la pena di andare al panificio e quindi usiamo quello a fette, e giuro che mangio massimo due fette al giorno, e principalmente per pulire il piatto. Del tipo che se mi capita di mangiare dai miei, mia madre dopo un po' mi requisisce il pane dalle mani (e fa bene) perché altrimenti io lo finisco tutto, non perché ho fame ma perché è pane (ditemi che non sono l'unica).
La verità è che io ho voglia di mangiare. Non ho fame, è quello il fatto. Ho VOGLIA DI MANGIARE, che sarebbe a dire quando non è la pancia che ti dice "nutrimi", ma è la testa. È la testa che mi dice "c'è il pandoro, le merendine, i marshmallow, le sottilette, la coca coca e tutto il ben di dio del cesto di Natale eccetera", e io vorrei non ascoltarla, ma poi cedo perché è più facile stare ad aspettare Dav con la pancia piena. È più facile fare finta di niente e infilzare un marshmallow sullo stuzzicadenti per scaldarlo sul fornello. È più facile stare col culo sul divano invece che uscire a fare una passeggiata, specialmente ora che non so neanche dove andare perché la strada principale è pericolosa e la ciclabile inizia due chilometri più avanti, specialmente ora che ho una Switch e Zelda botw e una tv 65 pollici che mi torna comoda per sbavare su Link.
Se mangiassi solo quando ho fame, non mangerei mai. Neanche se mi alzo la mattina alle dieci e mezza e vado dritta al pranzo (per risparmiare 500 calorie della merendina), in quell'ora e mezza che aspetto non sento la pancia lagnarsi perché non le sto dando da mangiare. Perché non ne ha bisogno, ha un sacco di ciccia su cui sostentarsi.
Alla fine di ottobre avevo iniziato a scrivermi tutto ciò che mangiavo (la volta scorsa aveva funzionato, perché le cose "sbagliate" vano evidenziate e così l'obiettivo è avere una bella lista corta e pulita, ossia non ingozzarsi) ma dopo una decina di giorni mi sono stufata e mi sono tuffata nei cereali o nella maionese, non so. Mi sono arresa, come se fosse una possibilità. Come se nuotare nella Nutella fosse la soluzione ai rotoli di ciccia che sto nascondendo sotto la felpa.
Non lo è.
Non lo è, e io lo so, ma non so neanche cosa fare. Io ho voglia di mangiare, come a Jesolo quando mi alzavo a farmi gli spaghetti alle due di notte perché mi sentivo vuota e cercavo di riempirmi col cibo, solo che ora neanche gli spaghetti alle due di notte mi danno soddisfazione. Nel senso, la pasta da sempre soddisfazione, ma non mi fa sentire meglio. Né i biscotti, né le merendine, né il torrone, né i cereali, né il surimi coi fagioli e i peperoni, a volte neanche il panino col pomodoro. Mangio, e quando ho finito vorrei mangiare ancora perché non mi ha dato soddisfazione. Così finisce che 1. ho mangiato e non mi sono tirata su e 2. mi sento pure peggio perché so che domani mattina dovrò montare sulla bilancia e peserò di più (potrei non salirci, ma non cambierebbe molto).

Voi lo sapete, l'ho sempre detto chiaramente, non mi interessa essere una modella. Non me ne frega di entrare in una 38 e di avere delle gambe come stuzzicadenti e delle cosce che non si toccano neanche per sbaglio, non me ne frega di tutto ciò. Vorrei semplicemente essere normale, e anche se vista così non sembro particolarmente grassa, io mi sento enorme e non va bene. Si presume che a trent'anni una abbia fatto pace col suo corpo, ma non è così. Avevo fatto pace col mio corpo quando pesavo 55kg, che non erano in ogni caso il mio peso forma (a quanto pare dovrebbe essere 52) ma erano accettabili. Entravo nelle braghe, non dovevo preoccuparmi per la taglia delle magliette (qualche volta entravo in una S, non capitava da quando avevo tipo 12 anni), ero perfino andata al mare col costume. Nel senso, non coi pantaloncini.
E comunque, al netto delle paranoie sui vestiti, non posso pesare 60 kg perché mi fanno male i piedi e le ginocchia a tenermi su. Farà ridere, ma già ho problemi di postura per conto mio, ci mancano solo chili extra da farci pesare sopra. Giuro che a volte al lavoro volevo appoggiare il culo (e non potevo) perché mi facevano male i talloni a starci sopra.
La cosa peggiore di tutta la faccenda è che, finché stavo dai miei, non avevo libero accesso alle schifezze. Nel senso, al massimo rubacchiavo qualche merendina, una sottiletta, cose così, perché mia madre non faceva entrare in casa cose tipo le patatine e la coca cola e altra roba che ti ingrassi solo a guardarle la confezione. Adesso, col fatto che la spesa ce la facciamo e ce la godiamo, è molto più facile che nella credenza ci sia la coca cola (ne tengo un po' per le emergenze, tipo il mal di testa[1]) o le croccantelle o i marshmallow e cose così, perciò quando le hai sottomano è pure più facile mangiarle. La soluzione sarebbe non comprarle, e lo so perfettamente, ma non avere assolutamente niente da sbocconcellare mi manda ancora più fuori.

Note
^1 Giuro che è vero, in alcuni soggetti (tipo io) la caffeina aiuta per il mal di testa, e siccome non bevo caffè, la coca cola è la scelta più veloce. Ovviamente non sempre funziona, il più delle volte poi devo ricorrere alle pastiglie (che contengono caffeina, oltre ad altri principi attivi che mi stendono ma siccome funzionano amen).

lunedì 8 luglio 2019

Vita

Siamo alle solite, ossia contratto finito e stavolta anche un affitto da pagare.
Ho saputo che si può fare al domanda per la disoccupazione anche su internet, quindi oggi (ottavo giorno dalla scadenza del contratto, come da loro specificato) sono entrata nel sito dell'Inps, ho seguito i vari link e ho scoperto che secondo loro sto ancora lavorando in pizzeria, come se non mi fossi licenziata passando dal loro stesso sito sei mesi fa. Comunque ok, mettendo il codice della nuova azienda mi ha fatto inserire il nuovo posto di lavoro. Robe da matti. In ogni caso non ne ho fatto niente perché mi serve l'ultima busta paga e credo che arriverà da mercoledì, quindi riproverò (magari nel frattempo ce la fanno).
Se le racconti in giro ste cose la gente non ti crede neanche, perché suona davvero ridicolo, ma dopotutto parliamo di un Paese in cui prima ti agevolano facendoti fare le cose sul sito e poi ti dicono che devi stamparne una copia e portarla a mano. Tanto valeva che ci andassi direttamente allora. Staremo a vedere come finisce sta storia (immagino non bene, o almeno con un paio di intoppi).
In ogni caso, ora vedremo cosa mi aspetta. Intanto spero che mi diano due soldi, e poi non so neanche io come al solito dove andare a sbattere la testa. Là in fabbrica il capo non ha mancato di sottolineare più volte che è contento di me, che stavo lavorando bene e cose varie, e che loro quando ricomincia la stagione delle tende (a volte anche prima) per prima cosa richiamano la gente degli anni precedenti, e che intende farsi vivo (come se dipendesse da lui, ma ci siamo capiti), quindi questa è una buona cosa, ma si parla che sicuramente non sarà prima di ottobre o anche novembre, da come mi hanno detto le altre signore che lavoravano là. Potrebbe essere addirittura anche gennaio, non si può dire.
Tutto sommato, a me non dispiacerebbe tornare là, perché finora di tutti i lavori dimmerda che ho passato era il meno dimmerda, con orari umani, la mensa, vicino a casa e tutto il resto, però tutto dipende da loro e non so nel frattempo cosa mi conviene fare. Nel senso, darò ovviamente un'occhiata in giro, metti che salta fuori qualcosa, è che mi seccherebbe magari essere assunta (precariamente) da qualche parte (magari peggiore) e poi boh, andarmene perché loro mi richiamano, o peggio restare incastrata perché non lo fanno.
Come sempre, i consigli sono benaccetti eccetera.
Quanto al resto, a maggio io e Dav finalmente siamo riusciti a trasferirci, dopo aver aspettato i tempi biblici del'enel che ti fa mandare le carte via mail e poi non le legge, del gas che ci manda l'attivazione ma non toglie il sigillo, dei tipi della cucina che che la montano e non tirano neanche giù la spina del frigo dallo zoccolo (non dico collegarlo, ma almeno non incastrare la spina sotto al frigo non era male come idea). Ci abbiamo messo ancora meno a montarci tutti i mobili dell'Ikea a mano la sera dopo otto ore di lavoro.
Se volete sapere come funziona la convivenza, per il momento vi rimando a questo post dell'anno scorso, che è abbastanza esemplificativo. Magari più avanti ho altro materiale in proposito.
Abbiamo anche un gatto, che praticamente abbiamo affittato con la casa. Nel senso, io credevo che fosse di qualcuno dei vicini, Dav dice che secondo lui è della padrona di casa che però abita a tipo 500 metri all'inizio della strada e qua vicino ha l'orto e il pollaio (sì raga, siamo in campagna) e che ha mollato qua anche i gatti come se niente fosse, e siccome questo ha iniziato a venire da noi alla fine gli abbiamo dato da mangiare e ce lo siamo fatto amico. Ora è sempre qua, quindi immagino che sia nostro per usucapione o qualcosa del genere.